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Le Caniette, Giovanni “Johnny” Vagnoni e l’azienda che non si ferma mai….

Di Bordò marchigiani ne abbiamo parlato e bevuto molto negli ultimi tempi, vini provenienti da quel piccolo “movimento” marchigiano fatto di 9 orgogliosi produttori, artefici di altrettanti piccoli capolavori a base di Grenache.

Personalmente il mio percorso di scoperta è partito dalle “bottiglie”. Un percorso di quelli capaci di farti virare un pomeriggio nel modo migliore. Un percorso però riservato a pochi a causa delle piccole produzioni di queste Grenaches Picene (meglio chiamarle così vista la disputa in corso sul nome…).

Ci voleva però una visita guidata nell’ambito di Grenaches Du Monde, manifestazione che quest’anno si è svolta ad Ascoli Piceno, per entrare in contatto stretto non solo con la Grenache, ma anche con le persone e soprattutto con questo meraviglioso territorio.

Si, perché nonostante le mie origini materne marchigiane, confesso che in questa parte di Marche io non c’ero mai stato e, devo dire, ho tutta intenzione di recuperare il tempo perduto fin da questa estate, dedicandomi il tempo giusto per una visita più approfondita e rilassata.

Territorio intrigante. Colline che si alternano con un continuo su e giù e un mare che di tanto in tanto “fa capoccella” (n.b. “si intravede”…. per i non romani). Un territorio decisamente sorprendente, vivace e, evidentemente produttivo, perfettamente in linea con lo spirito combattivo e produttivo dei marchigiani.

Questa volta il tempo me lo sono dedicato per fare due chiacchiere con Giovanni “Johnny” Vagnoni, dell’azienda Le Caniette di Ripatransone. Con Giovanni ho avuto modo di incontrarmi altre volte, ma mai nella sua azienda.

Una location che mette a frutto tutta la bellezza della posizione, con vetrate a vista che ti impongono un relax fatto di sguardi che partono dal tuo calice e passando per colline arrivano al mare. Una location che al suo interno esprime rigore, eleganza e soprattutto ospitalità.

Ma siamo su vinodabere.it e qui da bere, ma soprattutto di cose da scoprire ce ne sono. Giovanni in questa breve intervista ci racconta della sua Grenache, ma anche del suo Montepulciano vinificato in bianco quale base per la sua bollicina. Charmat inizialmente, ma con la prospettiva di puntare anche al Metodo Classico.

Di stare fermi, guarda caso, non se ne parla, e Giovanni è un perfetto rappresentante della infinita laboriosità marchigiana… 😊

www.lecaniette.com

 

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Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso un mondo fatto di idee più stimolanti che spaziano dal teatro all'agricoltura con progetti dedicati all'economia circolare. Appassionato di comunicazione, attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018, writer per passione. Videomaker, ma sempre per passione. Fondatore di Bordolese.it

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