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La Palazzola – Umbria – una degustazione “frizzante” con i vini di Stefano Grilli, vignaiolo appassionato e instancabile sperimentatore

Situata a pochi chilometri da Terni, a Vascigliano, località del piccolo comune di Stroncone, l’azienda La Palazzola prende il nome dalla collina capeggiata da rovine di una antica torre medievale. Stefano Grilli ha ereditato l’azienda di famiglia, fondata nel 1922, in una zona non particolarmente conosciuta per la viticoltura, ma che ha saputo trasformare in una delle più importanti aziende della regione (e non solo), valorizzando le uve locali, autoctone e alloctone, e realizzando una produzione spumantistica che è un punto di riferimento in Italia. Le vigne sono distribuite su 27 ettari di terreni, di cui 20 allocati intorno al corpo centrale dell’azienda. I vigneti giacciono su suoli con uno strato argilloso e calcareo spesso 4-5 metri sovrastante uno strato di marna profondo 100 metri, con scheletro importante. 


In diversi anni di frequentazione di cantine e produttori è capitato di rado di partecipare ad una degustazione così appassionante e interessante. Stefano Grilli è uno di quei produttori che, nonostante il successo commerciale dei suoi vini sia ormai consolidato da anni di presenza sul mercato, ha conservato l’entusiasmo, la passione e il gusto della sperimentazione di un vignaiolo ad inizio carriera. Sicuramente il suo passato da Ingegnere nucleare e ricercatore lo ha agevolato nel trasferire il gusto per la sperimentazione e la ricerca nel mondo del vino, a quello ha sommato un lungo periodo di studi in Francia dove ha acquisito esperienza e affinato in particolare le sue capacità di produzione di spumanti con il Metodo Classico.


Siamo stati intrattenuti per più ore al tavolo di degustazione, mentre il numero di bottiglie e bicchieri di fronte a noi  aumentava in modo inarrestabile. Conversando con Stefano il tempo è volato, ascoltarlo mentre ci raccontava la sua filosofia del fare vino, svelandoci tutte le peculiarità di ogni singola bottiglia, le fasi di lavorazione e gli esperimenti che hanno portato a quel risultato è stata un’esperienza formativa molto stimolante.

La “torta” di propoli, sostanza utilizzata per proteggere e sanificare le piante

 

Ma soprattutto i suoi vini, realizzati con metodi naturali sia in vigna che in cantina, con uso di sole sostanze organiche (in foto un aggregato di propoli, usato a protezione delle piante come fungicida e antibatterico), rivelano una pulizia e una “leggerezza” di beva che lascia il palato intonso, pronto e “voglioso” di assaggiarne altri e altri ancora: dopo aver assaggiato il 27-esimo vino di fila viene voglia di ricominciare dal primo.
La gamma aziendale comprende spumanti, vini bianchi, rossi e passiti ma indubbiamente gli spumanti “metodo tradizionale classico ancestrale” sono il punto forte della produzione, seguiti dai vini dolci e dai vini fermi bianchi e rossi. 
È stata una degustazione stellare. Impossibile riportare nel dettaglio tutti i 27 vini degustati, a un certo punto l’entusiasmo ha prevalso, abbiamo abbandonato l’approccio didascalico-professionale e ci siamo fatti coinvolgere e affascinare dai discorsi con cui l’istrionico Stefano ci intratteneva. Vi diamo nel seguito un breve resoconto dei vini che ci sono rimasti più impressi.
Iniziamo con gli spumanti, dove immediatezza, carattere, armoniosità ed eleganza definiscono lo stile della casa, con la peculiare nota ossidativa ottimamente integrata negli altri aromi del vino.

SPUMANTI

Lieviti al lavoro in una delle “pupitres” per lo spumante metodo classico

 

Gli spumanti sono realizzati tutti con il metodo ancestrale: un metodo di vinificazione risalente ai tempi antichi dove la presa di spuma avviene senza l’aggiunta ulteriore di zuccheri e di lieviti, e i vini ottenuti, caratterizzati da una lunga permanenza sui lieviti (vedi foto), hanno in genere una maggiore complessità organolettica e un’effervescenza non aggressiva. 

Si parte con la “Gran Cuvée” Brut, realizzata però con solo Sangiovese (invece dei classici Pinot nero e Chardonnay) e di annate non proprio recenti, seguendo quella vena di sperimentazione a cui Stefano non rinuncia mai, a testimoniare il potenziale di invecchiamento di questi vini e anche che, contrariamente alle “credenze popolari”, lo spumante – buono – col Sangiovese si può fare.

“Gran Cuvée” Brut collezione Grilli, 2009. Sboccatura 2022, da uve Sangiovese 100%. Bollicine sottili e delicate, profumi intensi di burro fresco, pasticceria; il sorso è morbido, cremoso, equilibrato, con ricordi di frutta bianca matura e frutta disidratata. Retrogusto fresco, profondo e molto espressivo. 94/100
“Gran Cuvée” Brut, 2010. Sboccatura 2022, da uve Sangiovese 100%. Sentori di fiori secchi, mandorla e crosta di pane. Nel palato rivela acidità e struttura, chiude succoso e sapido con note agrumate. Equilibrato e dinamico.91/100

Passiamo ad un prodotto non comune nella spumantistica: un metodo classico fatto con uve Riesling in purezza, che in questo caso ha raggiunto ormai la maggiore età: Riesling Brut, collezione Grilli 2005. Sboccatura 2022, da uve Riesling 100%. Contiene 2 grammi/litro di zucchero (derivati dalla liqueur d’expedition) e 2 grammi/quintale di solforosa. Dal colore giallo dorato, al naso emergono nuance di mela gialla matura, burro, miele, essenze boschive e sfumature minerali. Il fondo di leggera dolcezza viene armonizzato da note amarognole e sapide di mandorla e limone. Finale persistente e molto elegante. 93

Continuiamo con un classico della produzione aziendale:

La Palazzola Bianco Brut, 2015. Sboccatura 2021, da uve Trebbiano, Sangiovese, Vermentino e altre. Profumi freschi, nota ossidativa, nuance fruttate (pera) e di frutta secca, con sfumature minerali e di sottobosco. Al gusto è armonico, ricco, con ritorni cremosi di frutta dolce; finale ammandorlato e sapido, molto piacevole.94

Abbiamo degustato anche un bianco e un rosé elevati in legno, frutto dello stesso mix di annate con stesse uve (Cabernet Sauvignon in prevalenza), unica differenza tra i due una maggiore sosta sulle bucce del rosé. Come vedremo, nonostante la loro quasi equivalenza tecnica, danno origine a sensazioni piuttosto diverse.

Bianco Brut senza annata (mix di annate 2011,2012,2013). Da uve Cabernet Sauvignon in prevalenza e Pinot Nero, vinificate in bianco ed elevate in botti di rovere. Una delle tante “sperimentazioni” di Stefano Grilli. Affinato per 42 mesi sui lieviti. Sentori di frutta disidratata (prugna, albicocca e uva passa) si abbinano a nuance di sottobosco e leggere note ossidative. Nel palato tornano aromi dolci di frutta secca e miele, con sfumature minerali. 91/100

Rosé Brut senza annata (mix di annate 2011,2012,2013). Stessa lavorazione del precedente vino, unica differenza una maggiore permanenza del mosto sulle bucce. All’olfatto sentori freschi e boschivi di erbe selvatiche e spezie, con sfumature di frutta rossa. Al gusto la frutta matura si erge in primo piano, bilanciata da una buona acidità, il finale è molto persistente con ricordi di crema pasticcera e cenni affumicati. 90/100

Passiamo al Progetto “Ubi Consistam”: vini che sono le ultime creazioni del vigneron, che persegue la sua vocazione di sperimentatore; prodotti unici, al momento dell’assaggio ancora in botte, che andranno in commercializzazione presumibilmente entro fine anno. Sono vini che non fanno parte della gamma aziendale, realizzati una tantum e che saranno eventualmente riprodotti secondo l’ispirazione del vignaiolo; subiscono una importante influenza del legno e hanno un forte “indirizzo” gastronomico; sono pensati per avere la loro massima godibilità nell’accompagnamento del cibo. Ne descriviamo due che ci sembrano già a buon punto!

Anteprima delle etichette dei vini del progetto “Ubi Consistam” non ancora usciti in commercio


Campione da botte Sauvignon 2022, Ubi Consistant. Essendo un campione di botte è normale percepire una nota riduttiva al naso, ma alla gustativa rivela già il suo preciso carattere con note minerali ed aromi fruttati ed erbacei molto netti e puliti. 92/100

Campione da botte Pinot Grigio 2022, Ubi Consistant. Macerato 15 gg sulle bucce, grande pulizia di profumi ed aromi. Il sorso evidenzia morbidezza e dolcezza fruttata. Come il precedente ha una leggera nota di riduzione. 91/100


Si cambia categoria per parlare di VINI FERMI

Traminer 2017 da uve surmature. Vino “sperimentale”, volutamente vinificato con lieve ossidazione, con residuo zuccherino di 4 grammi/litro. Aromi di frutta secca (dattero, noce) e panettone; morbido nel palato, pulito, con un’acidità ottima che rende il sorso scorrevole e armonico.94/100

 


La Palazzola Sangiovese 2017. Assaggio di grande piacevolezza. Profumi di fiori e frutti rossi, comunica freschezza e balsamicità. Il sorso è coerente, con aromi fruttati di ciliegia e mirtillo, i tannini sono perfettamente integrati nella struttura del vino, ne risulta una grande armonia di beva. 94/100


E arriviamo ad un altro punto di forza della produzione aziendale, i VINI DOLCI


Uve Gelate Cabernet Sauvignon passito 2009. Una modalità più unica che rara di trattare il Cabernet Sauvignon, ovvero in versione passito. Affina in bottiglia per 24 mesi. Naso floreale (rosa rossa), di rabarbaro, cola e bacche. Gusto intenso, succoso, dolce (caramello e frutta matura), ma anche fresco, equilibrato, con note amaricanti, pulito e saporito. Di lunghissima persistenza. 94/100


Vendemmia tardiva 2014. Da uve Traminer Aromatico e Sauvignon. Fermentato in legno e affinato 12 mesi in bottiglia. Al naso fiori gialli, frutta bianca matura, frutta esotica. In bocca è morbido, aromi di vaniglia, zuppa inglese, rum, con note sapide e agrumate che esaltano un connubio perfettamente riuscito di dolcezza e freschezza.93/100

 


Vin Santo Amelia 2011. Da uve Trebbiano e Malvasia. Effettua vinificazione e maturazione in caratelli sigillati scolmi per 3 anni e affinamento in bottiglia per 12 mesi. Colore ambrato denso. Al naso prevalgono sentori di frutta secca (mandorle, noci, dattero, fichi secchi). Al gusto è concentrato, con aromi vanigliati, di miele e albicocca disidratata, sostenuto da un’ottima acidità che rende il sorso scorrevole e godibile. 94/100


Occhio di Pernice 2014. Uve Sangiovese 100%. Vinificato e maturato in caratelli sigillati scolmi per 3 anni, affinato in bottiglia 12 mesi. Al naso sentori dolci di caramello, canditi, zucchero bruciato e note tostate. Il sorso è ricco e concentrato, la dolcezza cremosa viene armonizzata da sensazioni fresche e agrumate.95/100


Azienda Agricola La Palazzola
Località Vascigliano, 45
05039 Stroncone TR
Tel +39 0744609091
Fax +39 0744609092
Web www.lapalazzola.it

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Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Laureato in Fisica, con un passato di marketing manager nel settore Servizi e Innovazione di una società leader di telecomunicazioni, oggi critico enogastronomico per passione. Scrivo di Vino, Distillati ed Olio sulla testata giornalistica Vinodabere (www.vinodabere.it). Collaboro anche con le testate di settore “Luciano Pignataro (www.lucianopignataro.it)”, “Bordolese ( www.bordolese.it )”, "Wining (www.wining.it)" ed “Epulae (www.epulaenews.it)”. Giudice per il concorso internazionale Grenaches du Monde. Assaggiatore per la “Guida Flos Olei“ di Marco Oreggia. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso. Sommelier AIS dal 2001, Sommelier AISO dell’Olio e degustatore per la Regione Lazio.

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