Prima edizione dell’evento che mette in moto il grande potenziale della denominazione
Trentadue giornalisti della stampa specializzata, di cui dieci stranieri, convocati ad Alba dal Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani per due giornate di approfondimenti e degustazioni per focalizzare l’attenzione su una denominazione vasta, poliedrica e sfaccettata, meno raccontata delle sorelle più celebrate, con gli obiettivi di chiarirne il ruolo attuale, delineare il prossimo futuro e ridefinirne lo storytelling.
Langhe DOC e il suo terroir
Per raggiungere gli obiettivi, un buon punto di partenza è la presa d’atto che Langhe DOC si identifica con il terroir e non solo con i vini. I 96 comuni della denominazione, sparsi tra le omonime colline e il Roero, insistono su un aerale poliedrico e articolato di colline, pendii, esposizioni e suoli che cambiano ogni pochi chilometri. La geologia parla di marne, sabbie, argille, calcare che si mescolano creando suoli particolarmente vocati per l’enologia. Langhe DOC si caratterizza anche per le pratiche tradizionali che portano i viticoltori di Langa e Roero a selezionare nel vigneto la produzione a seconda della qualità dell’uva. Da sempre, infatti, un vigneto di Nebbiolo atto a produrre Barolo, Barbaresco, Roero e Nebbiolo d’Alba, ad esempio, viene vendemmiato separando le uve destinate a produrre questi vini da quelle utilizzate per vinificare Langhe Nebbiolo. L’identificazione della denominazione con il terroir consente un’ampia versatilità produttiva e la capacità di reinterpretare in chiave contemporanea sia la tradizione vitivinicola locale sia i vitigni internazionali, offrendo ai produttori tanta libertà creativa e spazio per l’innovazione e al consumatore l’opportunità di scoprire vini legati al territorio, ma caratterizzati da stili diversi e originali, con un rapporto qualità – prezzo concorrenziale.
Queste caratteristiche si traducono in numeri interessanti: nel 2024 la produzione complessiva ha raggiunto i 20,8 milioni di bottiglie con il Langhe Nebbiolo che ne rappresenta quasi la metà, mentre il vitigno principe del Piemonte occupa il 43% della superfice vitata della DOC; in questa classifica seguono l’Arneis, lo Chardonnay, il Dolcetto e la Favorita. Tra le oltre venti tipologie e vitigni che rientrano nella denominazione segnaliamo: Barbera, Cabernet Sauvignon, Freisa, Merlot, Pinot Nero, Nascetta, Riesling.
Langhe DOC vuole crescere ancora, trainata dal crescente interesse per i vitigni autoctoni, e sviluppare progetti di comunicazione e storytelling focalizzati sulle storie dei produttori, dei vitigni e dei paesaggi, per rafforzare l’identità territoriale della denominazione e mantenere saldo il rapporto tra la continua innovazione e il rispetto della tradizione.
Le degustazioni
Il Consorzio ha organizzato due sessioni di degustazione, ove sono state presentate 210 etichette di Langhe DOC, rappresentative di oltre 130 aziende del territorio. Di seguito alcune considerazioni e note descrittive dei vini da Nascetta, vitigno bianco autoctono delle Langhe, esattamente di Novello, meritevole di ulteriore sviluppo, e dei vini da Riesling e Pinot Nero, perché gli internazionali prodotti in Langa non vanno sottovalutati. Un paio di premesse. I Langhe Nebbiolo rappresentano il traino della denominazione e sono ben conosciuti. Gli assaggi erano concentrati nelle annate 2024 e 2023, con qualche bottiglia del 2025, 2022 e 2021.
I Langhe Nebbiolo sono risultati equilibrati, versatili, di piacevole bevibilità, adatti al gusto moderno. Gli altri autoctoni sono un punto di forza di Langhe DOC, perché riescono a portare il territorio nel calice. Gli spazi di crescita, a mio avviso, si trovano nel recupero del Dolcetto e della Freisa, oltre al definitivo lancio della Nascetta.
Langhe Nascetta 2024 – Az. Agr. Borgogno Serio, Boffa Federica, Bolla Emanuela. Profilo olfattivo di gelsomino e frutta tropicale su tessuto speziato. Sorso di struttura, movimentato dal gioco tra la freschezza e la sapidità, che lo rendono persistente sulle note fruttate.
Langhe Nascetta 2024 – Cascina Sot. Di piacevole coerenza tra naso e bocca: fiori gialli, pesca di vigna, cenni minerali di gesso. Piacevole beva, trainata dal sorso pieno e da tanta sapidità. Lungo.
Langhe Nascetta Albori 2023 – Alessandro Rivetto . Naso piacevole di spezie dolci, frutta tropicale, erbe aromatiche, tutto su sfondo agrumato. Sorso dinamico, di ottima tensione acido – sapida. Persistente.
Langhe Nascetta 2023 – Castello di Perno. Olfatto di gelsomino, mango, timo, soffi mentolati e qualche nota affumicata. Il sorso è pieno, sapido, con richiami floreali e fruttati. Persistente.
Langhe Nascetta del comune di Novello 2024 (se il vitigno cresce nel paese di origine è consentita l’indicazione in etichetta) – Luca Marenco. Naso di ginestra, gelsomino, pesca gialla, albicocca. Poi cenni balsamici e minerali di roccia. Sorso sapido, di struttura, che si allunga sulla frutta tropicale.
Langhe Nascetta del comune di Novello 2024 Döit – Merenda Sinoira. Naso sussurrato sulla nespola, albicocca, pesca gialla, fiori di campo, fieno essiccato. Sorso piacevole, agile e scorrevole, trainato dalla scia sapida. Chiude fruttato.
Langhe Nascetta del comune di Novello Pasinot 2023 – Le Strette. Affascinante naso di gelsomino, frutta esotica, pepe, spezie dolci, pietra focaia. Sorso equilibrato, armonico, dinamico, che ripropone le note olfattive. Lungo.
Langhe Nascetta del comune di Novello 2022 – Arnaldo Rivera. Olfatto intrigante, con note affumicate, pietra focaia, gomma, gelsomino, biancospino, frutta tropicale. Sorso ultra-piacevole, pieno, di corpo, con richiami affumicati e minerali. Lungo.
Il leggendario terroir langarolo restituisce vini da vitigni internazionali di ottimo livello, di grande bevibilità, struttura, eleganti, di gradevole sapidità e freschezza e, se rossi, con un’invitante trama tannica.
Langhe Riesling Alman 2023 – Anna Maria Abbona. Riesling sabaudo, sussurrato in tutte le sue componenti: al naso i fiori e la frutta si adagiano sulla mineralità e sulla pietra focaia. Sorso agile, svelto, di media struttura e lungo.
Langhe Riesling Ranera 2023 – Poderi Colla. Mineralità soffusa e idrocarburi appena accennati che fanno da sfondo alle note di fiori d’acacia, biancospino e alla frutta gialla. Sorso dinamico, fresco e sapido, di grande vitalità, che ti invoglia a terminare la bottiglia.
Langhe Riesling Ambizione 2022 – Cerruti Simone. Naso di idrocarburo, pietra focaia, gomma e gelsomino. Al palato è di buona struttura, sapido e persistente.
Langhe Riesling 2022 – Az. Agr. Sylla Sebaste. L’olfatto parla di fiori bianchi e frutta a polpa bianca, pesca in primis, su cenni di mineralità rocciosa. Al palato è verticale, agile, sapido e di piacevole beva. Persistente.
Langhe Pinot Nero 2024 – Cascina Corte. Olfatto di frutta rossa pestata, viola e iris su trama speziata. Al palato mostra un tannino ruspante, tanta freschezza e ancora qualche spigolo, ma promette molto bene.
Langhe Pinot Nero Per Lei 2022 – Bricco Maiolica. Naso di frutta rossa ancora fresca, caramella Leone alla violetta, pepe nero. Sorso di vibrante freschezza, sinergica con i tannini fitti e tenaci.
Langhe Pinot Nero 2022 – Az. Agr. Musso . Toni di ciliegia e fragola di bosco che si intrecciano al glicine, alle erbe officinali e ai soffi minerali. Il sorso è di struttura, tannico, fresco, movimentato.
Langhe Pinot Nero I Cortini 2021 – Castello di Neive. Sentori di amarena, ribes, fragola e floreali di viola. Al palato evidenzia una fitta trama tannica e tanta freschezza.
Una nota conclusiva. È sulle tipologie Langhe Rosso e Langhe Bianco, quelle che consentono i maggiori gradi di innovazione grazie alle tante possibilità di assemblaggio dei vitigni, che si gioca, a mio parere, un pezzo di futuro della denominazione: gli assaggi sembrano indicare che non ci sia ancora una decisa identificazione con il terroir, ma la fiducia nel futuro di questi vini è alta.
Nato a Gragnano, capitale della pasta, in seguito vive in provincia di Napoli, per poi trasferirsi a Torino, con lunghe frequentazioni di Milano e Roma: in definitiva un cosmopolita. Benché la passione per il vino lo colga giovanissimo, alla prima vista delle bottiglie e dei bottiglioni che circolavano in casa, si dedica ad altro. Esperto economico e finanziario, giornalista di economia e finanza, l’aver tenuta viva la fiamma della bevanda di Bacco lo conduce in AIS Piemonte, dove consegue il diploma di Sommelier e, in seguito, di Degustatore. Vicepresidente dell’Associazione Stampa Subalpina, Consigliere del Centro Studi per il giornalismo Gino Pestelli, Presidente del Collegio Sindacale del GEI Gruppo Economisti d’Impresa, scrive di vino su varie testate, con l’obiettivo di far conoscere i territori, le persone e le culture del nostro Bel Paese.
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