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Il sapore della musica e il suono del Cerasuolo di Vittoria

La possibilità di anagrammare alcune parole, può portare a dei risultati curiosi in alcuni casi ed interessanti in altri. Comunque non banali. Scrivere Cerasuolo di Vittoria, significa vino (l’unica D. O. C. G. della Sicilia), se si inizia a scindere la parola in Cera-suolo, si hanno due parole che hanno a che fare con la natura, la cera (fatta dalle api) ed il suolo, dove si coltivano piante che danno frutti, probabilmente una strana curiosità, ma che si sposa più che bene con dei vini. Modificando leggermente la parola suolo in soul, si passa dalla terra alla musica. Soul che letteralmente in inglese significa anima ed anche in questo caso l’attinenza è interessante, poiché sia la musica, sia il vino sono espressioni di stati emotivi, di sensazioni, di emozioni.

Così “giocando” con le parole è stata organizzata dal Consorzio del Cerasuolo di Vittoria la manifestazione Cerasoul, svoltasi a Catania presso il teatro Sangiorgi, per poter degustare i vini dei vari produttori di Cerasuolo di Vittoria e successivamente al Teatro Massimo Bellini dove l’orchestra HJO Orchestra ha suonato diversi brani di musica jazz.

Andando per ordine, è stato possibile assaggiare in una prima parte dell’evento alcuni Cerasuolo di Vittoria che di seguito andiamo a descrivere.

Tenuta Bastonaca era fra le aziende presenti con il Cerasuolo di Vittoria Classico 2018 D. O. C. G. I sentori di buccia d’arancia, la nota iodata e gli accenni di geranio compongono il corredo aromatico. Spalla acida in evidenza e tannini vibranti. Buona la persistenza. Con percentuali pari fra Nero d’Avola e Frappato, l’affinamento fatto in acciaio, si riesce ad ottenere un vino  con una beva agile e scattante. Da poco l’azienda viene seguita dall’enologo Benedetto Alessandro e non più da Carlo Ferrini.

COS è un’azienda di riferimento per il Cerasuolo di Vittoria e per onorare la serata  erano disponibili in assaggio sia il Cerasuolo di Vittoria Classico che il Cerasuolo di Vittoria 2017 D. O. C. G. – Vigna Singola. 60% Nero d’Avola e 40% Frappato. Dal calice pervengono note di cappero e lievi accenni di mora, accompagnate da note balsamiche. Ben bilanciato e con una freschezza ben presente. Chiude con una leggera scia sapida. Vino di grande eleganza.

Uno dei Cerasuolo di Vittoria delle serata più longevo è stato il Don Vincè 2016 di Gurrieri. Pari percentuali di Nero d’Avola e di Frappato. Il Nero d’Avola viene fatto affinare in botte, mentre il Frappato fa affinamento in acciaio. Alla fine vengono assemblati e viene fatto fare un ulteriore affinamento in bottiglia. L’azienda è molto attenta a ottimizzare il prodotto, mettendo il vino in vendita solo quando viene ritenuto pronto, che significa pazienza e determinazione. Il Don Vincè 2016 Cerasuolo di Vittoria D. O. C. G. ha un bouquet complesso e caldo. Nota balsamica, sentori di felce, muschio e terra bagnata. Agile e scattante al sorso, con una grande eleganza ed un buon equilibrio. Freschezza che dona carattere e con dei tannini fini. Buona persistenza.

L’Azienda Agricola Cortese, è una delle ultime ad essere entrata nel mercato, ma allo stesso tempo è quella che ha voluto trovare un giusto mix, puntando sull’affinamento del Cerasuolo di Vittoria D. O. C. G. , il Sabuci, parte in anfora e parte in botte. Fra i vari Cerasuolo di Vittoria assaggiati è quello con la percentuale più alta di Nero d’Avola (70%) ed il saldo del 30% è Frappato (così come previsto dal Disciplinare). Il Sambuci 2017 è potente sia come profumi che al sorso, il che equivale ad una buona corrispondenza gusto – olfattiva. Profumi di mora e confettura, carrubba con ricordi di menta. Vino di grande struttura con tannini di grande personalità.

Dopo gli assaggi la serata è continuata con l’audizione nel Teatro Massimo Bellini di Catania dell’orchestra HJO, che ha dato conferma della bravura dei musicisti, che si sono esibiti in diversi pezzi di musica jazz. Prima di iniziare la parte sinfonica, vi è stato un breve discorso del Presidente del Consorzio Cerasuolo di Vittoria, Achille Alessi (che può essere ascoltato nel video), con il quale ha voluto ringraziare i partecipanti, i produttori, i giornalisti, ognuno per le proprie competenze e per il proprio operato, per aver dato vita ad una manifestazione che ha avuto come prima edizione dei risultati di tutto rispetto.

Così come detto da Achille Alessi “… la musica è vino, ma il vino va degustato… “, dopo la fase introduttiva della manifestazione, dopo aver ascoltato il gorgheggiare del vino versato nei calici nel pomeriggio, durante la serata è stato possibile “assaporare” musica jazz, fra di cui alcuni di Glenn Miller (uno a caso In the mood), che rimanendo sul significato della frase (Nell’umore) ha dato a tutti i partecipanti un buon umore, distogliendo ogni pensiero e dando quel senso di libertà, che solo la musica è capace di dare.

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Come per tutte le cose importanti si inizia per gioco e poi... si fa sul serio. È dal 2006 che mi sono appassionato e sono stato introdotto nel mondo del vino, GRAZIE a MIO PADRE. Poi per capire qualcosa in più ho seguito un corso e..... nel 2013 ho conseguito il diploma di sommelier. A tutti coloro che sono appassionati di vino, dico che bisogna sempre provare e degustare vini diversi, cercando di capire quello che il vino ci trasmette, soffermandoci sulle sensazioni e sulle emozioni che può dare.

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