Rimani in contatto con noi

ISCRIVITI

News

Il primo approccio ai PIWI, i vitigni resistenti alle malattie della vite

Nel pomeriggio di domenica durante Enozioni a Milano è stato dato spazio ai produttori PIWI (acronimo della per me impronunciabile parola tedesca Pilwilderstandfähig – vitigni resistenti alle malattie fungine). I vitigni PIWI sono il frutto di incroci tra varietà di vite da vino e varietà di vite americane resistenti alle malattie fungine. La maggioranza delle varietà impiegate ancora oggi furono sviluppate tra il 1880 e il 1935 in Francia nella speranza di riuscire a combinare la resistenza alle malattie fungine ed alla fillossera (tipiche delle varietà americane) con la qualità dei vini ottenuti dalle varietà europee, al fine di poter allevare questi incroci a piede franco, senza portainnesto. Questa speranza non si realizzò, ma ricerca e sperimentazione continuarono realizzando incroci sempre più complessi, in cui si possono trovare anche varietà di vite asiatica.
Cosa si nasconde dietro i nomi – nuovi e altisonanti: Solaris, Bronner, Souvigner Gris, Cabernet Blanc, Satin Noir, ecc. – di questi prodotti, è il motore che mi anima nella visita. Ci si siede ad una tavola rotonda moderata dal produttore, un momento calibrato bene per poter degustare vini e approfondire le tematiche produttive, ambientali, civiche che guidano la scelta pionieristica verso queste nuove varietà. Infatti i vitigni PIWI vengono scelti sempre più perché sono meno dispendiosi (minori interventi in campo corrispondono ad un significativo risparmio di tempo e di risorse economiche), possono essere allevati con risultati positivi anche in Paesi tradizionalmente noti per altre produzioni (vedi i Paesi Bassi), hanno un minore impatto sulle attività antropiche (non necessitano di anticrittogamici).

Thomas Niedermayr: 16 / 14 / 04 / 99 / 06
99, millesimo 2016
L’azienda lavora prevalentemente varietà resistenti PIWI, il nome dei suoi prodotti deriva dall’anno di impianto del vigneto da cui provengono le uve impiegate. La varietà principale è Solaris, il profilo aromatico è arricchito dalle varietà Muscaris e Fr 50/64. Naso ammaliante, fresco e pulito. Bouquet di fiori bianchi, agrumi ed un tocco di erbe aromatiche. Beva piacevole, leggermente tesa verso una gustosa acidità.

Filanda de Boron: Lauro / Dedit / Tre
Tre
Souvigner Gris, macerato in anfora per 11 mesi. Colore straordinariamente vivace, naso spiccatamente ossidato con note di resina di pino e balsamiche. Bocca gentile e decisa al tempo stesso.

Gianni Tessari: Rebellis 2017
Sono i primi che mi parlano un po’ più approfonditamente del Solaris: vitigno creato nel 1975 a Friburgo grazie ad una collaborazione trilaterale – Germania/Russia/Francia. La resa è di circa 45 q/Ha e viene lavorato in acciaio, ricorrendo ad una macerazione delle bucce di 5/6 giorni. Colore dorato carico; olfatto pulito e diretto, con alcuni sentori floreali, agrumati e speziati. In bocca è lungo e piacevolmente sapido.

Hermau: Magy / Orange
Orange 2017
È un taglio composto in percentuale variabile a seconda delle annate, per il 60/70 % Gewurztraminer e per il restante vitigni PIWI. Macerazione di 120 giorni sulle bucce in anfora d’argilla. Stabilizzazione a freddo in ambiente esterno (siamo in Valtellina, il freddo d’inverno non manca). Vino nobile, da accompagnare ai superlativi formaggi del territorio.

Cooperativa Alpi dell’Adamello: Solaris 2017
Possedimenti aziendali siti ad altezze comprese tra 700 e 950 m (wow!). I vitigni PIWI rappresentano la filosofia aziendale. Il prodotto è piacevole, acidulo – quasi verticale. Manca leggermente di sapidità. Un’entrée molto intrigante.

Cantina Lavis: Bronner 2017
Dei circa 800 soci conferitori di questa importante realtà cooperativa, solo 6 possiedono vitigni resistenti. Scegliere un vitigno PIWI, in un territorio montano altamente antropizzato come quello Trentino, può rivelarsi una scelta civica, per tutelare abitazioni, scuole, piste ciclabili… Il prodotto è un vino raffinato, con giusta acidità e una piacevole nota sapida.

Cantina Lavis: Bronner 2017

Cantina Lavis: Bronner 2017

Lammin Schindler: Cabernet Blanc 2017
Il profilo aromatico è dominato prepotentemente dalla frutta matura ed esotica, molto intenso e deciso. Forse è proprio questa caratteristica a ricordarmi maggiormente il Cabernet convenzionale.

Lammin Schindler: Cabernet Blanc 2017

Lammin Schindler: Cabernet Blanc 2017

Winnica Turnau: Hibernal 2017
Prodotto in Polonia (!) ad una latitudine decisamente più a nord di Berlino (!). Il profilo aromatico ricorda il Sauvignon Blanc, buono il bilanciamento di acidità e sapidità.

Winnica Turnau: Hibernal 2017

Winnica Turnau: Hibernal 2017

Weingut Galler: Kunigunde 2016
Prodotto con uve Satin Noir, naso prepotente e piacione. Profumi di ciliegia, cuoio, spezie, vaniglia. Beva pertinente. Può creare dipendenza.

Weingut Galler: Kunigunde 2016

Weingut Galler: Kunigunde 2016

avatar
Scritto da

Iscriviti alla Newsletter

Aggiornamenti continui sul mondo dell'enogastronomia

La classifica dei migliori 10 Panettoni d’Italia del 2019 secondo Vinodabere

News

La Classifica dei migliori Cannonau della Piccola Guida della Sardegna di Vinodabere – Seconda Edizione (assaggi effettuati nel 2019)

News

NELLA CLASSIFICA DEI 10 CAFFÈ PIU’ COSTOSI AL MONDO 4 DERIVANO DALLA MASTICAZIONE DEGLI ANIMALI

News

La classifica degli 8 migliori panettoni d’Italia del 2018 secondo Vinodabere

News

Connect
Iscriviti alla Newsletter

Aggiornamenti continui sul mondo dell'enogastronomia