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Il Gessara di Giuseppe Vitali: un Bianchello del Metauro da non perdere

Tra le tante microzone di cui critica e appassionati parlano sempre più va annoverata quella del Bianchello del Metauro Doc, areale marchigiano in provincia di Pesaro e Urbino, le cui zone di produzione si trovano a nord e sud del fiume Metauro. La qualità media raggiunta da gran parte dei produttori locali è sempre più interessante, così come lodevole l’attenzione rivolta a vitigni che rischiavano di andare perduti.

Lo spunto mi è stato dato da un incontro romano di qualche tempo fa con Francesco Vitali, terza generazione della famiglia Vitali, che conduce una piccola azienda a gestione famigliare, con 5 ettari di vigneti impiantati su terreni dove anticamente esistevano delle cave di gesso. Particolare, questo, che tornerà come filo conduttore di questo breve racconto: ora vi spiego perché.

bianchello del metauro francesco vitaliDapprima le presentazioni di rito. Di Francesco ho già detto: ingegnere mancato, oggi è il classico vignaiolo tuttofare, che si sporca le mani davvero e segue tutto in prima persona, dalla vigna alla commercializzazione. I Vitali fanno vino da più di ottant’anni, ma è solo dal 2000 che hanno deciso di dare una svolta all’azienda con il primo imbottigliamento.
Le uve coltivate sono quelle tipiche di questo areale: Biancame (chiamato anche Biancuccio o Greco Bianco, il vitigno Bianchello ha origini molto antiche e non completamente chiarite ma si pensa che sia un clone del vitigno Greco) e Sangiovese, a cui aggiungere prove sperimentali con vitigni meno tipici della zona, come Montepulciano, Cabernet Sauvignon, Syrah, Sauvignon e Semillon.

L’approccio, in vigna e in cantina, è poco “interventista”: trattamenti ridotti al minimo, senza ricorso alla chimica, raccolta manuale, uso limitato della solforosa, pressature soffici, temperature controllate… protocolli canonici e poco “stressati” insomma. L’attenzione è maniacale in ogni fase del processo, con l’uso solo delle uve migliori di ogni parcella, per arrivare infine ad una produzione poco più che “confidenziale” (si e no 10.000 bottiglie in tutto).

Il Bianchello è un vino antico (pare che l’esercito romano sconfitto da Asdrubale, fratello di Annibale, ne avesse sottovalutato le doti di piacevolezza ed ebbrezza…) ma oggi perfettamente contemporaneo, grazie alle sue doti peculiari: freschezza e sapidità minerale, enfatizzate da terreni come quello in cui affondano le proprie radici le viti dalle quali nascono i vini della Cantina Vitali. Uno su tutti: il Gessara.

Sarà anche un innato condizionamento dato dal nome (nomen omen, dicevano i saggi) ma questo Bianchello del Metauro Superiore sa davvero di gesso, al naso e in bocca, con buona pace di chi sostiene che non vi sia ancora prova scientifica del passaggio della mineralità dal terreno al vino. Specialmente in alcune annate un po’ più fresche (2014, 2017), dove lo slancio acido e minerale non è soffocato dall’eccessivo frutto e calore alcolico (Francesco mi dà l’impressione di calcare ancora un po’ troppo la mano con le maturazioni e i vini, tutti molto buoni, tendono ad essere talvolta un po’ “sovrappeso”…). È vino di buona struttura ma anche di grande dinamismo, con finale lungo e ricco di sapore, per un bianco che credo possa essere eletto a riferimento dell’intera denominazione.

Az. Agr. Giuseppe Vitali
Sant’Andrea in Villis – Fano (PU)

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Scritto da

Abruzzese, ingegnere per mestiere, giornalista per passione, ha iniziato a scrivere nel 1998 per L’Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri, con cui ancora collabora. Quasi subito, da argomenti tecnico-scientifici (su cui continua ogni tanto a sbattere la testa) è passato al vino e turismo enogastronomico. Nel tempo libero (poco) prova a fare il piccolo editore, gestendo una società di portali di news e comunicazione con un bel seguito in Abruzzo e a Roma. Da una decina d'anni collabora con la guida Vinibuoni d'Italia del Touring Club, seguendo soprattutto la regione Abruzzo (ma va?). Da una quindicina scrive su Acquabuona, una delle più longeve testate web italiane. Organizza eventi e corsi sul vino, spesso in Abruzzo (si vabbè...lo abbiamo capito!). Ultimamente, visto che il tenore alcolico del vino non lo confortava più, è passato ai distillati, con i quali spera di trovare la meritata (secondo lui...meno secondo sua moglie!) pace.

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