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IL FASCINO DEL CASTELLO DI TORRE IN PIETRA ED IL GRANDE RAPPORTO QUALITÀ-PREZZO DEI SUOI VINI

Per raccontare questa splendida realtà a pochi passi da Roma, ricca della medesima storia di cui solo la Capitale può fregiarsi, avrei dovuto creare un vero e proprio book fotografico.

Filippo Antonelli

Filippo Antonelli abbandona per un istante le vesti di Presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, per indossare quelle di sapiente vigneron. Abbiamo già raccontato dei vini della sua azienda umbra; mancava, dunque, la tanto agognata visita al Castello di Torre in Pietra (RM)

L’antica magione padronale, posta accanto alla cantina di affinamento vini, toglie il fiato ad ogni piè sospinto tra stanze enormi ed affrescate, ove hanno dimorato in passato cardinali e Papi.

L’interno della villa

Dimora storica, appartenuta nel Medio Evo ai principi Falconieri, venne acquistata nel 1926 dal senatore Luigi Albertini, nonno di Filippo, e trasformata in una delle più prestigiose aziende zootecniche italiane famosa per la produzione di latte e yogurt.

Anche il cortile di ingresso riserva sorprese per gli occhi degli avventori. Una grotta scavata nella roccia tufacea si pone a piccolo antro della sibilla, ricordandoci che lo scorrere del tempo non sempre si misura con le lancette dell’orologio. Qui il vino si fa da secoli.

Varcata la soglia del grottino mi aspetta per la degustazione tecnica il giovane e talentuoso enologo interno Antonino De Gennaro Aquino, originario di Vico Equense, con il quale non poteva che nascere un immediato feeling campanilistico.

Percorriamo insieme un piccolo tunnel di comunicazione, costruito durante la seconda Guerra Mondiale ed utilizzato attualmente solo per scopi gastronomici, quale parte importante e suggestiva dell’Osteria dell’Elefante già recensita al seguente link.

Giungiamo nella parte dedicata al riposo dei fermentati, in contenitori differenti a seconda delle tipologie. In quest’area notiamo i grandi tank di cemento, fondamentali nel dare il giusto equilibrio ed eleganza, che smussano le sensazioni un po’ rustiche dei vitigni locali.

Ben 51 gli ettari vitati, tra autoctoni ed internazionali in regime biologico, nel rispetto dell’ambiente circostante e della salute dei lavoratori. Non tutto il prodotto viene imbottigliato: esiste infatti un’ottima domanda di bag in box dai clienti del luogo.

Principiamo la degustazione, cominciando dai bianchi più giovani per proseguire verso i rossi, anche evoluti.

Vermentino 2020 IGT Lazio

Sembra incredibile, ma anche qui il Vermentino può avere un motivo di esistere, pur lontano dalle zone di maggiore espressività. Sconta unicamente una annata a dir poco tosta (in tutti i sensi data la pandemia) ed il fatto che sia stato imbottigliato di recente. Eppure cominciano subito a farsi sentire le caratteristiche note floreali di ginestra e di frutti agrumati freschi, filo comune di tutti i vini aziendali. Solo acciaio, un piccolo saldo di Sauvignon Blanc e lieve sosta sulle fecce fini.

Chardonnay 2019 IGT Lazio

Lo dicevamo prima: cambia l’annata cambia la giostra. Pienezza di bocca, coerente con un naso che racconta di arancia gialla matura, ananas ed erbe mediterranee. Non ha il peso dell’elefante preistorico simbolo dell’Osteria, anzi sa muoversi con agilità, stimolando un immediato nuovo sorso. Si rischia di finire presto la bottiglia. Chiosa sapidamente.

Malvasia Puntinata 2019 DOC Roma

“Altolà chi va là!”. Fermi tutti di fronte ad un’uva, a mio avviso, che crea sempre pareri contrastanti tra la critica enologica. Personalmente resto incuriosito, quasi avido di conoscenza, quando trovo esemplari in forma smagliante come questo. Un dualismo olfatto-gusto intrigante; il primo molto mediterraneo, quasi provenzale da lavanda, salvia e rosmarino. Il secondo borgognone da pera succosa, pepe bianco e mandorla dolce. Sorprende.

“Macchia Sacra” Fiano 2019 IGT Lazio

Davvero un cavallo di razza, frutto di sperimentazione e di coraggio nel valorizzare un vitigno simbolo degli areali irpini. Differenti micro vinificazioni ed affinamenti, per trovare la giusta quadra esaltando le migliori particelle. Un anno in cemento dopo il blend massale. Coerenza allo stato puro fatta di fiori di campo, cedro della costiera, zagare fresche e tanta mineralità.

Il confronto con la 2018 vede prevalere miele di castagno, caramella d’orzo ed acqua di zafferano. Finale molto balsamico, indice di evoluzione (il colore da paglierino diventa oro giallo intenso) e di una annata meno complessa.

Tra i rossi segnaliamo sia un alloctono che attecchisce bene in Regione, sia un Roma DOC che sta catturando l’interesse di operatori e consumatori.

Syrah 2020 IGT Lazio

Grande immediatezza e piacere di beva. Nel passato qualche produttore aveva raggiunto traguardi alquanto notevoli e sembrava che il sentiero imboccato fosse perfetto. Poi il buio degli ultimi anni, fino ad una lenta riconquista delle posizioni perse, sempre a macchia di leopardo. Il colore è violaceo, come le sensazioni organolettiche di viola mammola e mora selvatica. Una sottile venatura speziata riconduce immediatamente al varietale di riferimento.

“Terre di Breccia” 2018 Cesanese IGT Lazio

Prima annata in commercio ed è subito un fuoriclasse. Belle freschezze di ciliegie croccanti, petali di rosa rossa e guarrigue. Le marmellatine non si vedono neanche col binocolo da tanta tensione e dinamicità. Anche il tannino dimostra una buona progressione, forse ancora lievemente immaturo. Potenziale in divenire.

Roma DOC  Riserva 2017

Raccolta manuale e selezione dei grappoli. Si vede e si sente soprattutto nel bicchiere. Montepulciano in prevalenza, unito a Sangiovese e Syrah, da amarene sotto spirito, pepe nero in grani e radici di liquirizia. Coerente, equilibrato e dalla trama antocianica densa e saporita. Ottima succosità con estratti di arancia sanguinella che ravvivano ed allietano i sensi. Solo 6000 bottiglie.

Breve considerazione a margine: i prezzi. Tra i 6 ed i 10 euro per i bianchi e massimo 12 euro per la Riserva. What else dicevano..

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Scritto da

Luca Matarazzo Sommelier AIS - Degustatore Ufficiale - ha partecipato a numerosi concorsi enologici e seminari di approfondimento. Wine Consultant collabora attualmente con testate giornalistiche e blog importanti a livello nazionale

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