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Ghemme – Antichi Vigneti di Cantalupo: un’azienda storica i cui vini sono l’espressione delle origini e della tradizione del Nebbiolo dell’Alto Piemonte

L’Azienda

Siamo in Alto Piemonte dove il vitigno Nebbiolo assume il nome di Spanna e dà origine a denominazioni prestigiose come Boca e Ghemme in provincia di Novara, Bramaterra e Lessona in provincia di Biella, Gattinara e ancora Bramaterra in provincia di Vercelli.
La Antichi Vigneti Cantalupo appartiene alla famiglia Arlunno che produce vino nel comune di Ghemme almeno dal1550. Il Nebbiolo ed il Ghemme Docg in particolare, sono il cuore della produzione dell’azienda. Alberto Arlunno, attuale proprietario dell’azienda, oltreché produttore di vino è un vero appassionato e studioso della storia, delle tradizioni e della geologia del suo territorio: parlare con Lui di come i diversi terroir delle sue vigne influiscono sulle caratteristiche dei suoi vini è istruttivo e piacevole, ed aiuta a comprendere lo stile raffinato dei suoi vini.
La tenuta ha 35 ettari di superficie vitata, nei comuni di Ghemme e Romagnano Sesia, ed è situata tra le colline comprese tra il massiccio del Monte Rosa e la Valsesia da un lato e la pianura Padana dall’altro.

Il Territorio

Il suolo di Ghemme si trova in un’area dove da milioni di anni prosegue lo scontro tra la placca Africana e quella Euroasiatica, fenomeno che è all’origine della composizione del terreno, fatto di sfaldature di rocce che provengono dagli strati profondi della crosta terrestre: ciottoli di granito, di porfido, di detriti di ghiaia ed altri materiali. Una complessità mineralogica (patrimonio riconosciuto come Global Geopark UNESCO) generatrice di finezza ed eleganza per i Nebbiolo di Ghemme.

Vitigni e Vigne

Il Nebbiolo, chiamato localmente Spanna, costituisce l’80% dell’estensione vitata dell’azienda. Ad affiancarlo l’autoctona Vespolina e l’Uva Rara (Bonarda Novarese). Per l’unico vino bianco prodotto sono presenti Greco di Ghemme, Arneis e Chardonnay.
I vigneti di Cantalupo sono distribuiti in differenti zone collinari, posti tra i 250 ed i 310 metri sul livello del mare hanno esposizioni verso Sud, Sud-Ovest. Baraggiola e Rossini sono le vigne tramandate dagli avi. Breclema è il vigneto più grande. Situato in prima collina, in una zona tra le più vocate, si estende per 10 ettari complessivi. L’area meglio esposta dà vita al vino Collis Breclemae.
Il vigneto di Carella, di 9 ettari situati in seconda collina, è sovrastato dalla presenza alta e solenne del Monte Rosa. Le sue uve migliori sono destinate al vino Collis Carellae.
Nel vigneto Livelli sono impiantati 5 ettari di uve bianche per la produzione del Carolus.
Su di un’altura delimitata da due valli si trova il vigneto Roccolo Maiolo, un impianto di 3 ettari che dà origine al vino Abate di Cluny.
Sulla collina adiacente la cantina si trovano i 2 ettari di filari di Nebbiolo della vigna del Ronco di San Pietro.

I Vini da noi assaggiati

Vino bianco Carolus 2019, alcol 13% (Greco 50%, Arneis 35%, Chardonnay 15%). Affinato in acciaio. All’olfatto è franco, immediato, con profumi di fiori e frutti bianchi e dolci, agrumi e note di nocciola fresca. Al gusto è morbido, aromatico, la frutta bianca matura in primo piano (pesca, ananas) con una vena sapida e salata che sostiene la beva.

Colline Novaresi Doc Primigenia 2017, alcol 13% (Nebbiolo 55%, Uva Rara 45%). Affinato in acciaio. Colore rubino limpido. All’olfatto è intenso, profumi di frutta rossa fresca (prugna), bacche, confettura di frutti di bosco, note ematiche e cuoio. L’ingresso nel palato é inizialmente morbido, rotondo e fruttato, subentrano poi acidità e tannino che portano freschezza e grip. Un vino semplice ma ben fatto.

Colline Novaresi Doc  Vespolina Villa Horta 2018, alcol 14,5% (Vespolina 100%). Affinato in acciaio. Colore rubino. Al naso sentori di viola, tabacco e spezie nere, liquirizia, china, bacche e frutti di bosco scuri. Il sorso è fresco, scorrevole, con ricordi di frutti neri e liquirizia, tannino vivo ma sottile, acidità con note minerali che bilanciano il frutto.

Colline Novaresi Doc Agamium 2017, alcol 13,5% (Nebbiolo 100%). Affinato in botte di media grandezza. Colore rubino. Profumi di spezie scure, prugna, note animali (cuoio), liquirizia e cenni minerali. In bocca aromi di piccoli frutti di bosco neri, carruba, liquirizia, erbe amare (genziana); tannini delicati e fini, il sorso è scorrevole e gradevole, il finale leggermente amaricante.

Ghemme Docg Collis Breclemae 2011, alcol 15% (Nebbiolo 100%). Affinato in botte grande. Colore granato carico. Sentori intensi e complessi, di fiori (viola, lavanda), incenso, frutti scuri (mirtillo, ribes nero, prugna, mora), con note ematiche, ferrose e selvatiche. In bocca ricordi di erbe officinali (rabarbaro, china), liquirizia; il sorso è succoso e caldo, di grande struttura, con tannini fini e vellutati. Un vino di grandissima finezza ed eleganza, nonostante l’alcol elevato e l’annata calda.

Ghemme Docg Collis Carellae 2011, alcol 14,5 (Nebbiolo 100%). Affinato in botte grande. Colore granato. Al naso emerge un fruttato intenso di frutta rossa matura, confettura di amarene, ciliegie sotto spirito e prugna. Nel palato il sorso è avvolgente, carnoso e morbido, nel finale ritornano gli aromi fruttati e dolci in coerenza con l’olfatto, bilanciati da una vena acida e piccante che dona freschezza ed eleganza al vino.

Ghemme Docg Signore di Bayard 2009, alcol 13,5 (Nebbiolo 100%). Affinato in botte piccola. Colore rosso rubino limpido. Profumi di piccoli frutti rossi (lamponi, ribes rosso), mirtillo, ciliegie, viole, spezie dolci, legna tagliata, sfumature balsamiche. La beva è succosa e molto equilibrata. L’ingresso in bocca riprende i toni olfattivi fruttati, il finale è meno fruttato e più austero, si evidenziano i tannini vellutati insieme all’acidità ed una nota minerale e di rabarbaro. Inizialmente chiuso, ritroso, dopo 10 minuti nel bicchiere il vino sfodera tutto il suo ampio bagaglio aromatico.

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Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette e che ognuno può interpretare in base alle proprie percezioni sensoriali. Ho frequentato diversi corsi di degustazione sul vino in ambito AIS, Slow Food, Gambero Rosso, Enotime; ho preso il diploma di sommelier AIS nel 2001. La passione per il vino mi ha indotto a svilupparne altre, in particolare per l’Olio: ho acquisito il diploma di sommelier dell’olio extravergine di oliva dell’AISO nel 2007 e quello di assaggiatore dell’olio vergine di oliva dell’UMAO nel 2014. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso e collaboro con la “Guida Flos Olei“ di Marco Oreggia. Sulla testata Vinodabere mi occupo di Vino, Olio e Distillati; inoltre collaboro con le testate www.lucianopignataro.it ed Epulae.

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