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Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia – Il Giro d’Italia in 12 vini con Luca D’Attoma

Luca D’Attoma è un enologo di grande esperienza, che ha iniziato il suo lavoro trent’anni fa nella natìa Toscana, dove ha anche la “sua” azienda Duemani a Riparbella, in provincia di Pisa, ma che ormai da tempo offre le sue consulenze un po’ in tutto il Paese. Lo dimostra proprio la Masterclass di cui stiamo per parlare, dove sono stati presentati dodici vini provenienti da tutto lo Stivale, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia.
Pioniere della viticoltura biologica, che ha introdotto tra i primi in Italia all’inizio degli anni Novanta, ha fondato Duemani con la moglie Elena Celli puntando sull’agricoltura biodinamica. D’Attoma, infatti, non è solo un winemaker ma con la sua agenzia di consulenza interviene in ogni fase del processo produttivo, a partire dall’impianto del vigneto e dalla sua gestione stagionale. “Sempre più spesso si sente dire che il vino si fa in vigna: una frase fatta dietro cui si cela un processo complesso che richiede grande attenzione nella gestione dei suoli. Per cui la figura dell’enologo è ormai determinante nella coltivazione, tanto quanto lo è in cantina”.

Luca D’Attoma e la moglie Elena Celli

Sul suo approccio agronomico sostiene: “Il mondo è cambiato, il clima è cambiato e dunque anche il modo di coltivare la vigna. Anche se ci sono regioni più attaccate alla tradizione, in generale in Italia c’è molta attenzione per i metodi di coltivazione alternativi che sposano il biologico e la biodinamica. Buone pratiche che hanno un costo, talvolta superiore certo, ma che ripagano nel lungo periodo. Inoltre, l’uso delle tecnologie più avanzate ci aiuta a difendere le piante dalle malattie senza dover ricorrere alla chimica”.

Al Merano WineFestival abbiamo potuto degustare i seguenti vini di D’Attoma:


Etna Bianco De Aetna 2021 – Terra Costantino
Carricante 80%, Catarratto 15%, Minnella 5%. Molto minerale al naso, pietra e cenere, poi fiori bianchi, mela, cedro, erbe mediterranee. Sorso molto dritto e pieno, elegante e facile al tempo stesso, più fruttato del solito per un vino etneo (agrumi dolci). Finale lineare e fresco, pesca ed erbe aromatiche, con ritorni minerali.


Greco di Tufo Riserva Oikos 2021 – Fonzone (anteprima)
Ancora non in commercio, affinerà un altro anno in botte di rovere austriaco. Il 20% della massa fa macerazione sulle bucce. Le uve provengono da vecchie vigne di Greco “antico”, un biotipo particolare della varietà irpina. Naso affumicato, quasi sulfureo, poi frutta gialla, agrumi e fiori bianchi. Sorso ricco, leggermente tannico come da tipologia, di ottima persistenza salina e balsamica. Un Greco abbastanza cordiale, però elegante, profondo, verticale.


Trentino Chardonnay Foll 2020 – Cantina Toblino
Siamo nella Valle dei Laghi, su terreni alluvionali. Le uve sono coltivate da un conferitore della cantina sociale. La procedura di affinamento è assai complessa: un terzo va in acciaio, un terzo in anfora con le bucce per sette mesi, un terzo va in barrique e fa malolattica. Dopo l’assemblaggio, il vino riposa altri dieci mesi in acciaio e poi in vetro. Naso fresco e varietale, frutta bianca (pera e pesca), leggera speziatura. Beva fine, bella tensione, perfetta maturità del frutto, ritorni agrumati. Molto giovane, deve ancora digerire del tutto le speciali procedure cui è stato sottoposto (in particolare il legno e una lieve presenza tannica), ma promette bene.


Chardonnay 770 2020 – Rosset
Da vigna di vent’anni coltivata in Valle d’Aosta a 770 metri di altitudine su ripidi terrazzamenti sottoposti a notevoli variazioni termiche. Barrique e botti da 600 litri. Nota affumicata iniziale, toni minerali e pietrosi, erbe alpine, pesca bianca, ginestra, pompelmo, mandorla. Sorso fresco e contrastato, da vino di montagna, speziato, sapido, acidità equilibrata, chiusura di frutta bianca non pienamente matura e scorza di agrumi gialli. Ottima persistenza.


Groppello Riviera del Garda Classico 2020 – Le Sincette
Il Groppello è un vitigno difficile da gestire ma si è adattato molto bene nei terreni sabbiosi e calcarei a ridosso del Garda. Fermentato in cemento ed affinato in anfora. Naso di esuberanza floreale e fruttata (fiori rossi, fragole e lampone). Sorso molto delicato, succoso, poco tannico, grande bevibilità, piacevole. Mancano un po’ di slancio e profondità.


 Nizza Docg 2020 – Amistà
Barbera da vigne situate nelle colline del Monferrato, tra Nizza, San Marzano Oliveto e Moasca. Naso maturo, austero, un po’ di legno residuo, terra, scia vegetale e boschiva, erbe selvatiche, spezie (pepe). Sorso di grande freschezza e buona profondità, succoso di frutti neri, tannini fitti e di buona qualità. Lascia un bel sapore e una scia acida e balsamica in chiusura che regala dinamismo. Fedele al varietale.


Chianti Classico Gran Selezione Vigna Montebello Sette 2018 – Tolaini
Da uve provenienti dall’omonimo cru (vigna n.7 di Montebello) in zona Castelnuovo Berardenga. Matura in barrique ed affina in acciaio e bottiglia. Naso introverso, ciliegia, foglie secche, frutta secca, pepe, terra e sottobosco. È un Sangiovese molto elegante e succoso, meno arcigno di altri esemplari di questa zona. Il sorso rivela struttura ed equilibrio, i tannini sono fitti e raffinati. Bell’allungo segnato da piccoli frutti scuri e liquirizia, buona persistenza. Ha classe, gli manca solo un pizzico di freschezza.


Brunello di Montalcino Podernovi 2018 – San Polo (anteprima)
Da uve coltivate sopra i 500 metri di altezza, a sud-est di Montalcino, dove i terreni sono duri e ricchi di scheletro. Ancora molto segnato dall’affinamento. Naso poco decifrabile, sentori balsamici, floreali (rosa rossa, viola) e di frutta fresca. Bel succo e discreta tensione, frutta rossa polposa, acidità. Sconta un leggero gap di dinamica gustativa, il tannino è ancora un po’ asciugante, anche il finale è frenato. Ha bisogno di ulteriore affinamento in bottiglia.


Bolgheri Superiore Sondraia 2018 – Poggio al Tesoro
Da uve “bordolesi” come si usa a Bolgheri: Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc. Affina in barrique. Naso vegetale, liquirizia fresca, spezie, mora, prugna, eucalipto. Grande estrazione, scia di caffè, tannini fitti ed eleganti. Frutto dolce in chiusura, solo un po’ asciugante e amaricante ma complessivamente brillante. Suadente come sanno esserlo i vini più riusciti della zona.


Suvereto Montecristo 2018 – Bulichella
Prodotto nella zona di Suvereto, in Val di Cornia, da uve Cabernet, Merlot, Petit Verdot su terreni ricchi di argilla e ciottoli. Tannini educati ma vibranti, speziato e minerale, fiori e bacche rosse, agile ed elegante, balsamico, echi di frutti di bosco in chiusura, terroso e leggermente vegetale, tostatura lieve (caffè). Legno ancora avvertibile ma già ben integrato.


Giusto di Notri 2018 – Tua Rita
Cabernet Sauvignon 65%, Merlot 25%, Cabernet Franc 15%. Naso fruttato di gran classe, erbe selvatiche, lievemente minerale e balsamico. Grande estrazione, mirtilli e altre bacche del bosco regalano ritmo e dinamica, legno quasi inavvertibile, anche il carattere vegetale delle uve francesi è meno evidente che nei campioni precedenti. È armonico, elegante e di carattere. Finale molto goloso con ritorni di frutti rossi e neri, fresco e lungo.


Montepulciano d’Abruzzo Bellovedere 2016 – Fattoria La Valentina
Montepulciano in purezza. Fermentazione e macerazione di 30 giorni in tini tronco-conici. Una parte del vino continua a maturare negli stessi contenitori per 18 mesi, l’altra resta nove mesi in barrique e tonneau e poi in cemento. Travasi ed imbottigliamento rispettano le fasi lunari. All’olfatto c’è frutta matura (prugna e ciliegia), alloro, olive, sottobosco, pepe, caffè. Bell’ingresso, sorso ricco e di buona acidità, tannino levigato per la tipologia, poi più masticabile nella seconda metà di bocca. Accanto al frutto dolce si affacciano toni tostati, l’alcol c’è ma è sotto controllo, l’assetto è potente ma ha contrasto e freschezza. Mirtillo e arancia rossa in chiusura. Molto giovane, di gran carattere “selvatico” ma ben addomesticato.














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