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Baglio di Pianetto, un po’ di Francia in una parte di Sicilia

A volte l’ambizione più grande di un nobile che è appassionato del mondo del vino, è quella di cercare di “replicare” a livello vitivinicolo la Francia in un altro territorio. Il conte Paolo Marzotto, definì la tenuta di Baglio di Pianetto nel territorio di Palermo per l’appunto una piccola Francia. Così quando oltre vent’anni fa iniziò a produrre vino, nella tenuta di Pianetto sita nel territorio di Santa Cristina Gela, un piccolo paese (circa mille abitanti) in provincia di Palermo, potè identificarlo con similitudini al territorio transalpino. La tenuta che si trova ad una quota di montagna (oltre i 650 metri s. l. m.) gode della vicinanza della Riserva Naturale Orientale Serre della Pizzuta e del lago di Piana degli Albanesi, che contribuiscono a dare un micro – clima per certi versi unico e particolarmente adatto per la coltivazione della vite. Sono ottantotto gli ettari di vigneto che si trovano a Santa Cristina Gela dove vengono coltivati vitigni a bacca rossa internazionali (Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc) e vitigni a bacca bianca sia internazionali (Viognier), che autoctoni (Grillo, Insolia e Catarratto).

Allo stesso tempo Baglio di Pianetto possiede anche ben settanta ettari di vigne nella zona di Noto (SR), contrada Baroni, in condizioni pedoclimatiche e di terreno totalmente differenti rispetto a quello palermitano. I vitigni coltivati nella zona del ragusano sono principalmente il Nero d’Avola ed il Syrah. Da quasi centosessanta ettari, prendono vita diversi vini, che presentano caratteristiche differenti, sia per i vitigni, sia per il clima, che per il terreno, il sesto d’impianto dei vigneti, la vicinanza al mare e tante altre variabili. Particolare importanza è stata data al territorio ed alla natura, tanto è vero che la cantina è stata edificata con precise concezioni e criteri. Il concetto di sostenibilità è alla base delle cantine di contrada Pianetto (nel palermitano) e di contrada Baroni (nel siracusano). Le cantine si sviluppano in verticale, al fine di agevolare il lavoro e di rispettare e preservare la materia prima dal quale ottenere il vino. La “verticalità” della cantina permette di abbattere drasticamente l’uso di elettropompe e di utilizzare la forza di gravità, potendo svolgere i vari passaggi (raccolta, pressatura, vinificazione, etc.), con una quantità decisamente inferiore di energia. La gamma dei vini prodotti è molteplice e ricopre un po’ tutto, vini bianchi, rossi, rosati, dolci, per arrivare alla grappa. Sono ben diciassette i vini in commercio prodotti da Baglio di Pianetto. Quelli degustati sono:

D. O. C. Monreale – Murriali 2019 – Insolia e Catarratto

Ha un bouquet ricco ed intenso. I sentori floreali e fruttati sono gli attori principali (pesca bianca, accenni di nespola e sambuco), accompagnati da una nota marina, toni agrumati (cedro) e di mandorla amara. Sorso dinamico e scattante, con una buona struttura che contribuisce alla grande piacevolezza. Buona la persistenza. Se inizialmente sembra che sia il Catarratto a dare personalità, tramite gli aromi fruttati e floreali e che l’Insolia svolga una funzione secondaria, con il passare dei minuti è vero tutto il contrario, con la spalla acida che gli conferisce e con i sentori di mandorla amara.

D. O. C. Sicilia Rosso – Viafrancia Rosso Riserva 2014 – Merlot e Cabernet Sauignon

Il nome Viafrancia non è una semplice casualità, ma una vera e propria identificazione fra azienda e vino, poiché la sede è censita in Via Francia a Santa Cristina Gela. Quando il destino decide il da farsi… Il vino si presenta visivamente di rosso rubino tendente al granato. Avvicinando il calice si avverte come aromi e profumi si siano amalgamati. Note balsamiche e di frutta rossa, mirtillo, gelsi e qualche accenno vegetale si fondono con note terziarie (tabacco, cuoio), qualche accenno di goudron. Aspettando qualche minuto il Cabernet Sauvignon viene fuori con nota tipica di peperone arrostito. Fresco all’assaggio, con tannini levigati e setosi. Buon equilibrio, con l’acidità che si percepisce per prima e con i tannini che concludono e la componente alcolica (14,5% vol.) ben centrata fra le componenti dure prima citate. Al sorso è di grande eleganza e per nulla stancante. Persistenza buona e progressione costante.

Agnus – Vino Rosso

Con questo vino si arriva al top di gamma dell’azienda. Nell’etichetta non si troverà né l’annata, né i vitigni che lo compongono. Non viene classificato come I. G. T. o come D. O. C.. Un alone di mistero che rende questo vino tutto da scoprire. L’azienda lo definisce così: “Questo vino è il frutto di anni di esperienza nella viticoltura ed è la realizzazione di un sogno, quello del Conte Paolo Marzotto, di avere un vino unico e straordinario da un territorio altrettanto unico e straordinario: la Sicilia.”. Le uve che vengono utilizzate per produrre l’Agnus, provengono sia dalla tenuta di Pianetto, sia da quella di Baroni. Si presenta nel calice con un rosso rubino intenso ed unghia violacea. Bouquet complesso, ben amalgamato fra note di terziarizzazione e gli aromi dei vitigni. Tabacco, rabarbaro, foglia di tè, lieve nota di pepe verde, ricordi  di menta e di ceralacca. Sorso elegante e ben bilanciato, con una freschezza non aggressiva e tannini vellutati  che gli donano una beva agile e scattante. Persistenza buona. L’unico dubbio a cui verrà data risposta sarà l’annata. Togliendo la capsula, nel tappo è riportata. Il millesimo assaggiato è stato il 2012.

Grappa Viafrancia

Si conclude con la grappa che viene ottenuta dalle vinacce del Viafrancia Rosso (Merlot e Cabernet Sauvignon) e Bianco (Viogner). Il suo colore è ambrato. Bouquet ricco e complesso, con accenni di affumicatura e di torba. Vengono a seguire le note di uva sultanina e di canditi, con delicati accenni di cuoio. Di carattere all’assaggio, con una buona spinta data dalla componenta alcolica. Lunga la persistenza e con una buona linearità. Riesce ad essere un buon compromesso fra una grappa giovane ed una grappa invecchiata, poiché fornisce alcune caratteristiche dell’una e delle sfaccettature dell’altra. Ottenuta tramite distillazione discontinua a fiamma diretta.

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Come per tutte le cose importanti si inizia per gioco e poi... si fa sul serio. È dal 2006 che mi sono appassionato e sono stato introdotto nel mondo del vino, GRAZIE a MIO PADRE. Poi per capire qualcosa in più ho seguito un corso e..... nel 2013 ho conseguito il diploma di sommelier. A tutti coloro che sono appassionati di vino, dico che bisogna sempre provare e degustare vini diversi, cercando di capire quello che il vino ci trasmette, soffermandoci sulle sensazioni e sulle emozioni che può dare.

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