L’Evento
Abbiamo partecipato ad una degustazione che la Tenuta di Fiorano, con i suoi celebri vini, ha organizzato in collaborazione con Food Confidential, al Divinity Restaurant del The Pantheon Iconic Rome Hotel; location suggestiva, dove si gode di uno dei panorami più spettacolari della capitale, con vista sul Pantheon e sulla maestosa chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza.
Un Po’ di Storia
La nascita della Tenuta di Fiorano si deve alla passione ed all’intuizione visionaria del principe Alberico Boncompagni Ludovisi, che a cavallo degli anni ’40 e ’50 fece qualcosa che in Italia non si era forse mai visto: impiantare dei vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon e Merlot o lo sconosciuto all’epoca Semillon in una zona dove si erano sempre vinificate uve locali; una zona, oltretutto, tra il Parco dell’Appia Antica e le pendici dei Colli Albani, che non sembrava particolarmente vocata se paragonata alle aree tradizionali di produzione vinicola della zona, ovvero i suoli collinari di origine vulcanica dei Castelli Romani.
Il Principe adottò inoltre, tra i primissimi in Italia, metodi biologici per la coltivazione delle viti. I vini che ne derivarono furono straordinari, divennero famosi nel mondo, tanto da far appassionare anche il più celebrato critico enogastronomico italiano dell’epoca, Luigi Veronelli. Da quel momento la tenuta è stata gestita seguendo i principi dettati dal fondatore e, tra peculiari vicissitudini – espianto dei vigneti nel 1998 – e narrazioni a metà tra storia e leggenda (qui, potete approfondire la storia della tenuta) – si narra appunto (ed è tutto vero) che uno degli enologi che contribuì a realizzare quei vini fosse un tale Tancredi Biondi Santi (colui che ha reso il Brunello di Montalcino famoso nel mondo) – si arriva ai tempi odierni. Se oggi possiamo ancora gustare questi splendidi vini si deve all’opera del principe Alessandro Jacopo Boncompagni Ludovisi, pronipote del fondatore, purtroppo recentemente scomparso. È lui che (insieme al padre Paolo) tra il 1999 e il 2004, con la supervisione dello stesso Alberico, guidato dall’enologo Lorenzo Costantini, fa reimpiantare i vigneti precedentemente espiantati (Cabernet, Merlot, Semillon), impiantandone anche di nuovi (Grechetto e Viogner), negli stessi terreni, con l’obiettivo di ricreare quegli splendidi vini.
I Vini in Degustazione
I vini della Tenuta, serviti dalla sommelier Martina Piroddi, sono stati abbinati ad alcuni piatti realizzati dallo chef del Divinity, Simone Cammertoni.
L’evento si è svolto in un’atmosfera professionale e conviviale al tempo stesso, con la presenza per l’azienda di Zefferino Matteucci, Direttore Commerciale della Tenuta di Fiorano e Maria Carolina dei Conti Zucchini Metelli, moglie del principe Alessandro Jacopo.
Di seguito la descrizione dei nostri assaggi.
Fioranello Bianco 2024
Si può considerare il fratello minore del Fiorano Bianco, stesse uve Grechetto 50% e Viognier 50%, affina però in solo acciaio. Si beve con facilità, mantenendo un profilo aromatico variegato ed elegante.
Colore: giallo paglierino.
Olfatto: fiori bianchi, pesca e susina convivono con sfumature minerali, agrumate e un tocco fumé.
Gusto: sapido, con ritorni agrumati (limone e lime) ed una fresca acidità; il sorso di media struttura assomma bevibilità ed eleganza.
Fiorano Bianco 2021
Ottenuto da uve Grechetto e Viognier, affina per un anno in legno grande di rovere e castagno, compresi sei mesi di maturazione sui lieviti a cui seguono almeno 6-8 mesi di bottiglia. Uno dei vini storici dell’azienda, con un ampio spettro aromatico ed una struttura importante che ne esalta profumi e sapori.
Colore: giallo dorato.
Olfatto: profumi intensi e variegati: fiori gialli, pesca bianca, nespola, agrumi, erbe aromatiche e balsamiche, con nuance di pietra focaia e pasticceria secca.
Gusto: sorso morbido e succoso, sapido, quasi salino, dalla raffinata acidità ed un finale elegante, molto equilibrato, dove risaltano gli agrumi (pesca bianca, lime, litchi).

Fiorano Semillon 2021
Etichetta più che storica diremmo leggendaria, celebrata a suo tempo (anni ’60) da Veronelli come un capolavoro assoluto; l’uso di un vitigno all’epoca sconosciuto in Italia, il Semillon, ma soprattutto l’eleganza e la complessità del vino che ne derivò lo rese un prodotto di culto tra gli appassionati wine-lover. Con l’espianto delle vigne nel ’98 venne interrotta la produzione, ripresa soltanto recentemente – grazie all’impegno e la passione del principe Alessandro Jacopo – e questa del 2021 è la prima annata della nuova produzione uscita in commercio.
Ottenuto da uve Semillon in purezza, affina, come nelle antiche versioni, per un anno in botte grande e per due anni in bottiglia.
Colore: giallo dorato intenso.
Olfatto: sentori piacevoli e raffinati: note fumé con cenni di idrocarburo, erbe selvatiche, finocchio, anice, fiori di acacia e agrumi.
Gusto: l’ingresso in bocca è delicato e cresce alla distanza: ricordi di vaniglia, miele, zucchero di canna, pesca bianca, susina; finale persistente sapido e salino, di grande eleganza.
Fioranello Rosso 2022
Anche in questo caso il nome rimanda ad una “parentela” con il Fiorano Rosso, di seguito descritto, ma questa annata è particolarmente riuscita e tiene testa al blasonato “fratello maggiore”. Uve Cabernet Sauvignon in purezza. Affina dodici mesi in barrique.
Colore: rosso rubino intenso con riflessi violacei.
Olfatto: profumi intensi di chiodi di garofano, china, erbe selvatiche sottobosco e fumo di legna, seguiti da note di frutti di bosco e spezie.
Gusto: sorso sapido, immediato, accattivante, di grande bevibilità; tannini fini e integrati, aromi che ricordano il chinotto e i piccoli frutti di bosco, con un retrolfatto di pietra vulcanica.
Fiorano Rosso 2018
È il vino simbolo dell’azienda, probabilmente il primo vino italiano di taglio bordolese venduto al pubblico con una propria etichetta. Uno dei migliori e più celebrati rossi italiani, dotato di una longevità non comune: l’assaggio di annate vecchie anche di 20 o 30 anni (qui le nostre considerazioni su alcune vecchie annate) sorprende per persistenza ed integrità di profumi ed aromi. Una qualità e piacevolezza che si ripete negli anni. Ottenuto da uve Cabernet Sauvignon e Merlot, maturato in vecchi fusti di rovere di Slavonia da dieci ettolitri. Unisce la rotondità del Merlot alla forza del Cabernet Sauvignon.
Colore: rosso rubino intenso con riflessi granati.
Olfatto: profumi intensi, balsamici e variegati di sottobosco, spezie scure (cardamomo, noce moscata), mora, ribes, amarena, grafite e cuoio.
Gusto: sorso corposo, saporito e armonico: avvolge il palato con garbo ed eleganza; i tannini setosi ed integrati, uniti ad una fresca sapidità, donano scorrevolezza, tensione e grande piacevolezza alla beva.
I Piatti in Abbinamento
Ceci, Lampuga, Bieta e Salsa Verde alla Romana abbinato con Fiorano Bianco 2021
Ingredienti del piatto molto equilibrati tra di loro, in particolare lampuga e bieta. La complessità e l’importanza del vino sovrastano un po’ il piatto.
Gnocchi di Semolino, Zucca, Salvia e Nocciole abbinato con Fiorano Semillon 2021
Abbinamento riuscito, la foglia di salvia croccante dà brio al piatto, gli aromi del cibo e del vino si integrano molto bene.
Riso con Riduzione di Coda alla Vaccinara, fondo di Vino e Cioccolato abbinato con Fioranello Rosso 2022
Piatto molto saporito, la cottura del riso è perfetta, il fondo vino-cioccolato induce sapidità al gusto. Il Fioranello Rosso si rivela un buon accostamento, anche se alla fine il vino prevale sul cibo.
Capocollo di Maiale, salsa Funghi e Senape, Cicoria amara abbinato con Fiorano Rosso 2018
La migliore combinazione cibo-vino della serata. Piatto equilibratissimo, la dolcezza della carne si sposa molto bene con la salsa mentre la cicoria, amara e croccante, bilancia ed equilibra il piatto. La struttura, l’armonia di aromi e la raffinatezza del vino avvolgono e si fondono con i sapori del cibo.
TENUTA DI FIORANO
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Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Laureato in Fisica, con un passato di marketing manager nel settore Servizi e Innovazione di una società leader di telecomunicazioni, oggi critico enogastronomico per passione. Scrivo di Vino, Distillati ed Olio sulla testata giornalistica Vinodabere (www.vinodabere.it). Collaboro anche con le testate di settore “Luciano Pignataro (www.lucianopignataro.it)”, "Wining (www.wining.it)" e 20 Italie (www.20italie.com)”. Giudice per il concorso internazionale Grenaches du Monde. Assaggiatore per la “Guida Flos Olei“ di Marco Oreggia. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso. Sommelier AIS dal 2001, Sommelier AISO dell’Olio e degustatore iscritto all'albo per la Regione Lazio.
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