La salute di una bottiglia di vino comincia molto prima della vendemmia, affondando le radici nella vitalità e nella ricchezza della terra. È da questa consapevolezza che muove il percorso di Legambiente Lombardia, protagonista di un costante impegno per promuovere modelli di agricoltura in grado di custodire l’agro-biodiversità. Con tale fine giovedì 24 settembre presso l’Azienda Barone Pizzini, nel cuore della Franciacorta, a Provaglio d’Iseo, si è svolto il confronto sul futuro descrivendo il “passato” tramite studi effettuati da fondazioni del settore e spiegazioni dettagliate di opere messe in atto concretamente. Si è tradotto in un convegno formativo, interessante e approfondito incentrato su un obiettivo fondamentale: dimostrare che la tutela degli ecosistemi e la qualità produttiva non sono strade parallele, ma un’unica via obbligata per affrontare la crisi climatica e preservare l’identità dei territori.
“Biodiversità in vigna” è stato un incontro organizzato da Legambiente e facente parte del progetto europeo LIFE NatConnect2030 cofinanziato dal programma LIFE, nato per tutelare, conservare e ripristinare la biodiversità nel Nord Italia. Si tratta di un progetto esteso in molte regioni del nord Italia, ha una durata di 9 anni e ha l’obiettivo di rafforzare la rete ecologica e migliorare lo stato di conservazione di habitat e specie protette, in particolare collegando le aree della rete Natura 2000.
Damiano Di Simine, responsabile politiche per il suolo di Legambiente, ha moderato e presentato i vari relatori che si sono alternati nel descrivere le varie peculiarità del loro lavoro e le applicazioni fatte (e da attuare) in tale ambito.
Tra i relatori annoveriamo Gemma Chiaffarelli che ha spiegato il progetto europeo, Paolo Alberti e Irene Forcellini di ERSAF, Marta Donna di SATA e Roberto Zanzotti della Fondazione Edmund Mach. Queste figure hanno evidenziato e dimostrato quanto sia fondamentale la biodiversità e quali strategie applicare in vigna (ma anche nel giardino di casa) per rafforzarne la “diffusione” ed esser ognuno di noi parte integrante di questo cambiamento.

Al termine del simposio, prima di proseguire in vigna per capire concretamente e vedere i risultati di questa pratica, è stato conferito il premio “Custode della Biodiversità”. Il significato di questo riconoscimento è premiare coloro che s’impegnano concretamente ad applicare buone pratiche aziendali (o quotidiane) capaci di offrire rifugio e nutrimento alla fauna e alla flora autoctone.
A ricevere questo riconoscimento è stato Silvano Bresciani della cantina Barone Pizzini; da ormai più di trent’anni rappresentante e pioniere del biologico, della tutela del territorio, della natura e, per l’appunto, del vigneto.
Online sono disponibili le slide utilizzate durante l’evento dove trovare le informazioni dettagliate.
Custodire la biodiversità significa passare dall’essere semplici sfruttatori a custodi consapevoli della vita.