Quattro verticali per festeggiare le 60 vendemmie di Sergio Gozzelino e il nuovo disegno delle etichette
Siamo a Costigliole d’Asti nel Monferrato, colline Patrimonio UNESCO: qui si erge Bricco Lù, 360 metri di quota, che regalano un bel panorama a 360 gradi su Monferrato, Langhe e Alpi e il cui nome affonda le radici nella tradizione e nella storia celto-ligure del territorio e su cui sorgeva un castello, distrutto nel XVI secolo, appartenente agli Asinari di San Marzano.
Nella cornice di un microclima che dall’afa passa alla brezza rinfrescante che giunge dal Mar Ligure e di un terreno ricco di minerali, dove, secondo i cronisti dei primi dell’800, il Marchese Filippo Asinari di San Marzano importò e piantò barbatelle di Chardonnay da Montrachet e di Pinot Nero da Chambertin, a custodire e valorizzare i vigneti che danno origine a vini che raccontano storie di fatica, passione e cultura contadina, dal 1914 è la famiglia Gozzelino, ora guidata da Lorenzo, con il padre Sergio sempre ben presente nella gestione delle pratiche di cantina e in campagna.
Gozzelino è un artigiano del vino che coltiva le uve (circa 30 ettari) nel pieno rispetto della natura e cerca di ridurre al minimo le pratiche di cantina, al fine di permettere all’uva di far nascere il vino più autentico restando fedele alla qualità che questi vigneti sanno generare.
Tecniche tradizionali, come il cappello sommerso per la Barbera e le macerazioni delicate, consentono di valorizzare le caratteristiche uniche dei vitigni autoctoni. La collezione di vini Gozzelino spazia da Barbera d’Asti e Moscato d’Asti a Grignolino, Nebbiolo e Chardonnay, riflettendo la ricchezza e la diversità del Monferrato.
In occasione delle 60 vendemmie di Sergio Gozzelino e delle nuove etichette, la famiglia ha invitato la stampa, l’Horeca e i rappresentanti per i mercati esteri ad una degustazione verticale di quattro dei suoi vini. Di seguito il racconto.
Luigi Grignolino d’Asti DOC
100% grignolino che cresce su terreni di medio impasto, calcarei, argillosi e sabbiosi. Fermenta in acciaio con macerazione di 5 giorni; affina in acciaio per almeno 6 mesi e in bottiglia per minimo 2 mesi. Dedicato al nonno di Lorenzo Gozzelino.
2024
Rubino scarico. Naso di rosa, viola, ciliegia, spezia scura. Sorso teso per l’intensa freschezza, il tannino è setoso, la sensazione al palato saporita.
2023
Rubino scarico. Intensi aromi di spezia scura, mandorla tostata, pepe verde, rosa e geranio. Al palato l’annata calda determina più corpo, che lavora con i tannini morbidi e la freschezza ben salda. Piacevole bevibilità.
2022
Annata molto calda che ha concentrato le uve. Il rosso rubino è carico, il naso percepisce le sensazioni terrose, il pepe nero, i chiodi di garofano, la rosa essiccata. Sorso concentrato, il tannino corposo e morbido è a sostegno e la buona freschezza allunga il finale speziato.
Matteo Monferrato Nebbiolo Superiore DOC
100% Nebbiolo da terreni di medio impasto, calcarei, argillosi e sabbiosi. Età media delle viti 10-20 anni. Pigiatura soffice con pressa ad azoto, fermenta in acciaio, macera per 15 giorni con le bucce a 28°-30°C. Affina in bottiglia per almeno 6 mesi. Dedicato al figlio di Lorenzo.
2022 – dalla botte
Deve ancora completare il percorso ma il colore è un bel rubino, al naso sentori principalmente di lampone, di rosa e viola. Le componenti gustative si stanno sistemando le une con le altre ma la piacevole bevibilità del sorso è già percepibile.
2021
Ulteriore dimostrazione che il Nebbiolo ha bisogno di tempo. Rubino medio. Naso intenso di rosa e viola, poi il lampone. Inizia a percepirsi la spezia. Il vibrante e fitto tannino e la decisa freschezza si stanno stratificando sulla piacevole rotondità.
2020
Granato luminoso. Bouquet olfattivo floreale di viola e rosa fresche, fruttato di lamponi maturi, di pepe nero, caffè e menta. Entra sul palato con stile vellutato, condotto dal tannino fitto e discreto e dal tessuto acido-sapido che si adatta all’alcol.
Sergio Barbera d’Asti Superiore DOCG
100% barbera. Terreno sabbioso, argilloso, tufaceo e calcareo, età media delle viti 20-30 anni. Dopo una pigiatura soffice ha inizio la fermentazione a 28-29° in vasca di acciaio, accompagnata per un mese da macerazioni a cappello sommerso. L’invecchiamento avviene poi in botti di “Allier” francese da 3000 litri per almeno 24 mesi. Questo vino rappresenta la storia dell’azienda e prende il nome da Sergio Gozzelino padre di Lorenzo che ha condotto la cantina agli attuali livelli.
2021
Granato profondo. Bouquet olfattivo di rose, di mora, lampone, prugna. Note balsamiche di eucalipto ed erbe aromatiche su sfondo leggermente speziato. Al palato è pieno, vellutato per l’azione dell’alcol ben contenuto dalla leggendaria acidità della barbera in simbiosi alla sapidità. Lungo sulla frutta rossa.
2019
Granato con note mattonate. Naso di rosa, viola, mora, mirtillo, prugna che dialogano con i sentori speziati di pepe e di timo. Il sorso è esuberante, molto gradevole con ritorni fruttati e speziati. Alcol e morbidezze ben compensate dal tessuto acido-sapido. Persistente.
2016
Granato che accoglie spazi color mattone. Il bouquet olfattivo gioca sui sentori già evidenziati e presenza l’evoluzione che parla delle note affumicate, carnacee, ematiche e ferrose. Entra sul palato con l’eleganza data dalla giusta compenetrazione delle componenti gustative. Lungo sui toni speziati.
Bruna Moscato d’Asti DOCG
100% Moscato che cresce su terreno argilloso, calcareo e sabbioso. Pressatura soffice eseguita con pressa ad azoto. Il mosto viene decantato e filtrato a 0°. Presa di spuma in autoclave, dopo circa 30 giorni di autoclave si procede all’imbottigliamento. Dedicato alla mamma di Lorenzo.
2025
Paglierino tendente al dorato. Naso intenso di salvia, pesca bianca, susina gialla. La dolcezza è gradevole perché la dotazione acida sorregge il sorso e impedisce che la corretta dolcezza sia percepita come eccessiva.
2024
Paglierino al confine con la doratura. Profumi di salvia, pesca bianca e gialla, susina gialla, fiori d’arancio. Al palato smentisce chi crede che il Moscato d’Asti vada bevuto entro l’anno dall’uscita in commercio.
2023
Dorato. Il naso percepisce la salvia che si sta essiccando e il fruttato maturo, cui si aggiunge un leggero sfondo di miele millefiori. L’acidità non arretra e si stratifica sulla dolcezza per proporre il sorso anche per abbinamenti extra dessert.
Nato a Gragnano, capitale della pasta, in seguito vive in provincia di Napoli, per poi trasferirsi a Torino, con lunghe frequentazioni di Milano e Roma: in definitiva un cosmopolita. Benché la passione per il vino lo colga giovanissimo, alla prima vista delle bottiglie e dei bottiglioni che circolavano in casa, si dedica ad altro. Esperto economico e finanziario, giornalista di economia e finanza, l’aver tenuta viva la fiamma della bevanda di Bacco lo conduce in AIS Piemonte, dove consegue il diploma di Sommelier e, in seguito, di Degustatore. Vicepresidente dell’Associazione Stampa Subalpina, Consigliere del Centro Studi per il giornalismo Gino Pestelli, Presidente del Collegio Sindacale del GEI Gruppo Economisti d’Impresa, scrive di vino su varie testate, con l’obiettivo di far conoscere i territori, le persone e le culture del nostro Bel Paese.
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