La pizzeria di Angelo Pezzella, pizzaiolo per amore dei lievitati, tanto da spingerlo ad abbandonare l’arte di intagliatore di diamanti per andare a carpire i segreti della pizza dai “maestri” napoletani, è ubicata a Roma in prossimità dell’ippodromo di Capannelle, più precisamente allo Statuario lungo la via Appia, ha subito nell’ultimo anno un profondo restyling non solo nell’aspetto. Gli ambienti sono stati ridisegnati con uno stile contemporaneo per offrire un’atmosfera accogliente e conviviale, ma anche nel format che associa all’arte della pizza anche la cucina campana. Infatti già dal nome possiamo intuire questo cambiamento: Angelo Pezzella, Pizzeria con Cucina.

Cosi accanto ai grandi classici della tradizione pizzaiola partenopea, la nuova carta propone pizze inedite, con impasti a lunga lievitazione, e abbinamenti creativi associati a una proposta legata alla stagionalità delle materie prime, a cui si accompagnano i tradizionali fritti, da sempre protagonisti nella cucina napoletana. A questa proposta si associa, oltre alle birre, una selezione di vini.
Abbiamo avuto modo di provare alcune delle preparazioni proposte da Angelo e proprio di queste vogliamo riportarvi le nostre impressioni.

Iniziamo con la Frittatina alla Nerano con zucchine e Provolone del Monaco, molto ricca e appetitosa all’assaggio, che ci ha permesso distinguere con chiarezza i diversi ingredienti che la compongono.

Si continua con la selezione di pizze, Come se fosse una margherita, la prima giuntaci, con pomodoro del Piennolo arrosto, pomodoro del piennolo in uscita, stracciatella, pesto di basilico e ricotta dura. Vuole ricordare la classica pizza margherita senza però utilizzare la mozzarella. Vi riscontriamo equilibrio tra i diversi ingredienti e risulta appetitosa e leggera.

Segue un vero e proprio capolavoro, la Marinara gialla, con pomodoro giallo, aglio, origano, alici del cantabrico e polvere di olive. Stupefacente, un connubio di sapori che si alternano sul nostro palato e raggiungono quell’equilibrio che vede l’aglio essere il legante tra la dolcezza del pomodoro e la sapidità dell’alice, con la polvere di olive che fornisce quella nota di croccante che proprio non dispiace.

Si va avanti con Donnamonica, vellutata di zucchine accompagnata da fiordilatte, chips di zucchine e fonduta di Provolone del Monaco. Non smetteresti di mangiarla mai, le chips risultano essere la ciliegina sulla torta a quell’intreccio tra vellutata e provolone fuso.

Angelo vuole a questo punto omaggiare la vecchia scuola di pizzaioli parteneopei con la pizza Old School, con pomodoro del Piennolo arrosto, Parmigiano Reggiano, provola di Agerola e pepe. Una pizza senza cornicione, come da vecchia tradizione partenopea, molto ricca e una base che risulta umida.

Terminiamo con una Pizza Dolce con crema pasticcera, amarene e nocciole del Piemonte. Una base sottile di pizza ben cotta sostiene una crema fatta in casa impreziosita da due elementi principe, un buon modo di chiudere la nostra degustazione.