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Grazie al parroco del paese, il Ruché ha di nuovo un posto nel mondo vinicolo piemontese

Una denominazione riscoperta da Don Giacomo Cauda, parroco monferrino, che negli anni ’70 recuperò la vigna della chiesa.

Il Ruché è uno dei vitigni autoctoni più rari e piacevoli del Monferrato. Le origini del vitigno e del suo nome sono misteriose, mentre la storia recente è ben documentata (anche se qualche voce che dissente si trova): fino agli anni ’70 era considerato nello stesso Monferrato un vitigno secondario, poco coltivato, adatto a produrre uva da tavola o vini da taglio.

Il parroco di Castagnole Monferrato, don Giacomo Cauda, vide il potenziale inespresso, recuperò una vigna appartenente alla Parrocchia, e la coltivò. Molti non la presero bene, accusarono Don Giacomo di sottrarre tempo alla sua attività di pastore di anime e di essere un illuso e un sognatore. Ma il tempo è galantuomo, e con il sostegno del sindaco di Castagnole Monferrato, Lidia Bianco, e della maestra Romana Valenzano, il percorso di recupero e riscoperta del ruché partì e proseguì fino alla DOC nel 1987 e alla DOCG nel 2010. Oggi la produzione di ruché tocca il milione di bottiglie.

La zona di produzione coinvolge circa 220 ettari distribuiti su sette comuni del Monferrato astigiano; il Ruché nasce su terreni calcarei, con microclima asciutto e continentale, freddo d’inverno e caldo per il forte soleggiamento in estate. Il disciplinare consente l’utilizzo di Barbera e Brachetto fino ad un massimo del 10%, ma nella quasi totalità dei casi è vinificato in purezza.

Il Ruché dà origine ad un vino particolare, rosso rubino non troppo carico, con intensi profumi floreali e speziati, talvolta uniti a sentori di frutti di bosco e marasca. Al sorso risulta di bassa acidità, asciutto, poco tannico, di buona alcolicità, gradevolmente morbido, con buona persistenza. Oltre al forte legame con il terroir, il suo recente successo è dovuto alla versatilità: il Ruché si abbina ai piatti locali, ai formaggi stagionati, erborinati e alle carni saporite, e grazie alla spiccata aromaticità, alla speziatura, al sorso morbido e goloso e alla buona struttura, accompagna bene i cibi speziati e piccanti, anche delle cucine esotiche.

Torino ha accolto l’edizione 2026 di “Anteprima Ruché”, organizzata dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, dedicata alla nuova annata, la 2025, di questa piccola denominazione. L’evento ha confermato che il Ruché di Castagnole Monferrato continua a farsi spazio, con merito, tra i vini piemontesi.

L’annata 2025 del Ruché

Ruché di Castagnole Monferrato 2025 Caresana – Az. Agricola Gatto Pierfrancesco.

Rubino scarico con sfumature porpora. Il naso percepisce la rosa, la viola, il lampone e la ciliegia, su sfondo garbatamente speziato. Il sorso è caldo al palato, gradevole sui richiami speziati, sostenuto dal garbato tannino e dalla buona freschezza.

Ruché di Castagnole Monferrato 2025 – Az. Agricola La Miraja

Rubino scarico con sfumature violacee. Il bouquet olfattivo parla di sentori vegetali e floreali su un letto fruttato, mentre la spezia è sussurrata. Si presenta al palato con le singole componenti ben fatte e in via di integrazione: promette molto bene.

Ruché di Castagnole Monferrato Oltrevalle 2025 – Az. Agricola Tommaso Bosco  (Campione da vasca)

Rubino scarico con unghie porpora. Il bouquet olfattivo si esprime con toni di caramellina di amarena e lampone croccante mentre il floreale rammenta le rose e le viole fresche. Il sorso conferma l’idea del fruttato che lascia spazio a freschezza, sapidità e tannino.

Ruché di Castagnole Monferrato 2025 Prevost – Fabrizia Caldera.

Rubino luminoso con unghie porpora. Il naso percepisce tanti fiori: rosa, viola e iris, e un nitido fruttato mentre le sensazioni speziate iniziano a mostrarsi. Al palato si presenta fresco, di sorso caldo e morbido. Il finale ripresenta le sensazioni fruttate.

Ruché di Castagnole Monferrato 2025 Terre dei Roggeri – Cantina Sociale di Castagnole Monferrato.

Rubino scarico luminoso con venature porpora. Naso subito floreale di rosa e iris che si adagiano sullo sfondo speziato, poi arrivano le note di marasca. Anche il sorso richiama le sensazioni fruttate e mostra equilibrio tra la freschezza, il calore dell’alcol e il tannino presente.

Ruché di Castagnole Monferrato 2025 – Cantine Bava

Rubino luminoso con venature porpora. Profilo olfattivo elegante di sensazioni floreali e fruttate sull’atteso sfondo speziato. Il sorso deve ancora delinearsi in pieno, ma il frutto è molto gradevole e delineato, la buona freschezza e il tannino soffice sorreggono un sorso piacevole e persistente.

Ruché di Castagnole Monferrato 2025 Na Vota – Cantine Sant’Agata.

Rubino luminoso con unghie porpora. Bouquet olfattivo intenso: rosa e violetta, sentori di lampone e marasca mentre lo sfondo speziato è leggero ma presente. Il sorso è più evoluto del naso, e si presenta elegante, con la sezione fresco – sapida che è dialettica con la morbidezza dell’alcol.

Ruché di Castagnole Monferrato 2025 – Esse Erre Agricola.

Rubino luminoso con riflessi porpora. Presenta il naso che ci si attende dal ruché: rosa, viola, ciliegia, amarena, cannella e pepe nero. Anche il sorso è classico: caldo, fresco, rotondo con i richiami olfattivi prima evidenziati, in particolare quelli fruttati.

Ruché di Castagnole Monferrato 2025 Fiurin – Goggiano.

Rubino luminoso con sfumature violacee. Bouquet olfattivo subito floreale di rosa e violetta, in seguito si delinea l’amarena, poi giungono le spezie dolci e sensazioni balsamiche. Sorso goloso, ancora da armonizzare le componenti di freschezza, del tannino e dell’alcolicità ben presente. Buono ora, sarà ottimo a breve.

Ruché di Castagnole Monferrato 2025 Sant’Eufemia – Ferraris Agricola  (Tappo a vite)

Rubino luminoso con venature violacee. Bouquet olfattivo sussurrato ma netto: sottobosco, scorze di agrumi, frutta rossa, pepe nero, altre spezie scure. Il sorso richiama subito le spezie e si arrotonda sulla calda alcolicità ben sostenuta dalla freschezza e dai tannini.

Ruché di Castagnole Monferrato 2025 – Paolo Gay

Rubino luminoso con sfumature porpora. Naso elegante e verticale di rosa, violetta, leggero fruttato rosso, mentre è nitidamente percepibile il tessuto speziato sia dolce, la cannella, sia scuro, il pepe nero. Il sorso è lineare, morbido per l’alcol e di buona struttura, con richiami di violetta, frutta rossa, pepe nero.

Ruché di Castagnole Monferrato 2025 La Tradizione – Montalbera  (Campione da vasca)

Rubino luminoso. Bouquet olfattivo di frutta rossa, sia fresca sia in composta, poi arrivano i sentori floreali sorretti dalle note speziate. Il sorso è rotondo, morbido per l’alcol che dialoga con l’acidità e il tannino più vigoroso di quanto ci si attenda da un Ruché.

Ruché di Castagnole Monferrato 2025 Unicus – Balliano (Campione da vasca)

Rubino luminoso. Profilo olfattivo di geranio e viola, lampone e ciliegia, sottobosco, pepe nero, leggermente mentolato. Al palato si presenta dinamico, con la freschezza supportata sia dalla buona sapidità che dai tannini ben integrati.

Ruché di Castagnole Monferrato 2025 San Marziano – Poggio Ridente.

Rubino brillante. Profilo olfattivo prima sussurrato poi ben presente di viola e rosa, frutta rossa, ciliegia, pepe nero. Il piacevole sorso arriva sul palato trainato dalla freschezza e dai tannini gentili che lavorano anche per allungare la persistenza.

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Nato a Gragnano, capitale della pasta, in seguito vive in provincia di Napoli, per poi trasferirsi a Torino, con lunghe frequentazioni di Milano e Roma: in definitiva un cosmopolita. Benché la passione per il vino lo colga giovanissimo, alla prima vista delle bottiglie e dei bottiglioni che circolavano in casa, si dedica ad altro. Esperto economico e finanziario, giornalista di economia e finanza, l’aver tenuta viva la fiamma della bevanda di Bacco lo conduce in AIS Piemonte, dove consegue il diploma di Sommelier e, in seguito, di Degustatore. Vicepresidente dell’Associazione Stampa Subalpina, Consigliere del Centro Studi per il giornalismo Gino Pestelli, Presidente del Collegio Sindacale del GEI Gruppo Economisti d’Impresa, scrive di vino su varie testate, con l’obiettivo di far conoscere i territori, le persone e le culture del nostro Bel Paese.

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