Il “The Public House” di Tivoli è uno dei sei Ardbeg Embassy italiani, cioè un luogo riconosciuto ufficialmente come “avamposto spirituale” della celebre distilleria scozzese dell’isola di Islay, Ardbeg. Islay fa parte di un esteso gruppo di isole situate al largo della costa occidentale scozzese, le isole Ebridi (di cui è la propaggine più meridionale) ed è il posto dove vengono prodotti i whisky più torbati al mondo, tra cui Ardbeg è uno dei marchi più famosi. Gli Ardbeg Embassy sono punti di riferimento per appassionati, offrendo una vasta selezione di whisky Ardbeg, incluse edizioni limitate, ed esclusive, con personale esperto nella cultura del torbato.
The Public House offre in degustazione oltre 350 etichette di whisky. Il locale però non si limita all’offerta di whisky ma vuole rappresentare “un angolo di Scozia che parla italiano”, nel gusto, nell’ambiente, nell’ospitalità. La cucina riveste un ruolo molto importante: ispirata alla tradizione scozzese, lavora su ricette rivisitate con creatività e ingredienti di stagione, offrendo sia burger che piatti tipici. Non meno interessante è l’offerta di birre alla spina, spillate a pompa (senza gas aggiunti, il che rende il gusto più naturale, senza la pungenza indotta dal gas).
The Public house nasce da un’idea di Fabio Arcangeletti, il titolare del locale, che dopo anni di “praticantato” tra bar di famiglia, cucine affollate e pub scozzesi, ha voluto creare qualcosa di particolare e distintivo, un luogo dove rilassarsi attraverso un viaggio sensoriale tra i sapori e le atmosfere tipiche della Scozia.
Uno degli eventi che ricorrono nella attività del locale è la “Whisky Week”. Una manifestazione annuale, solitamente organizzata a maggio – la sesta edizione si è tenuta dal 12 al 17 maggio 2026 – che celebra il whisky scozzese, con degustazioni e ricette gastronomiche create apposta per l’occasione, in abbinamento ai distillati. Vengono proposti percorsi/degustazioni guidate sullo Scotch Whisky, con focus e approfondimenti sulle distillerie scozzesi e le loro etichette, tenuti da esperti del settore. Un appuntamento pensato sia per i neofiti che vogliono scoprire il mondo del whisky sia per gli intenditori “a caccia” di bottiglie rare e speciali da degustare.
Durante l’evento di quest’anno si sono svolte due “masterclass” di grande interesse, guidate da Pino Perrone, uno dei maggiori esperti italiani di Whisky (docente di corsi sul whisky e relatore di centinaia di degustazioni, per dieci anni è stato uno degli organizzatori del Roma Whisky Festival) e di quello scozzese in particolare:
• La prima masterclass – la Springbank Night – ha riguardato i whisky di Springbank, famosa distilleria di Campbeltown (cittadina portuale situata nel sud-ovest della Scozia, in passato capitale mondiale del whisky), dove la produzione avviene con malto lavorato sui propri malting floor, dando origine a distillati leggermente torbati, corposi e complessi. Di seguito i whisky presentati:
o Springbank 10 anni
o Springbank 5 anni 100 proof
o Springbank 12 anni cask strength
o Springbank 10 anni Fino Sherry
o Springbank 18 anni 
• L’altra masterclass – la Ardbeg Night -, a cui abbiamo partecipato “attivamente”, ha fatto onore alla distilleria prediletta del locale, Ardbeg, famosa distilleria dell’isola scozzese di Islay, dove vengono prodotti i whisky più torbati al mondo. Islay ha una superficie di circa 35 x40 km con un numero di distillerie che a breve diventeranno dodici: più che un’isola è una distilleria galleggiante. Abbiamo potuto degustare le seguenti etichette, delle quali condividiamo le nostre impressioni.
o Ardbeg ARDCORE 46%
Una special release posta in commercializzazione nel 2022, dove l’età del whisky non viene dichiarata (un cosiddetto NAS, non age statement). Prodotto con malto “black patent”, pesantemente tostato ( usato anche per le birre stout), per conferire note di cacao e caffè, matura in botti ex-bourbon.
Olfatto: l’ingresso al naso offre morbidi sentori di vaniglia e malto abbinati a note di fumo di torba e delicate sfumature marine, seguite da frutta gialla e cenni di caramella mou e caffè.
Gusto: gli aromi di fuliggine e torba sono più presenti, note di anice, pepe nero, zenzero e nuance agrumate si fondono in un sorso ancora gentile.
Finale: di media persistenza, chiude su note di cacao e vaniglia.
o Ardbeg SMOKIVERSE, 48,3%
Per questa edizione limitata, creata appositamente per l’Ardbeg Day 2025, la distilleria ha usato un “mash” extra-concentrato, ovvero la pastella di malto d’orzo che si usa per il distillato ha meno acqua e più cereale. Il risultato è (dovrebbe essere) l’accentuazione e la concentrazione, in particolare, delle note fruttate e dolci.
Olfatto: inizia con un fumo di torba piuttosto intenso e iodio, bilanciati da profumi fruttati (pera) e dolci (malto), con sfumature di crosta di pane e gomma.
Gusto: in bocca ha più nerbo, è pungente, asciutto, fuligginoso, gli aromi spaziano dal miele e caramello ai chiodi di garofano, anice e pepe nero.
Finale: emerge una nota dolce di zucchero di canna insieme a fumo di legna e leggera torba.
o Ardbeg Anthology 15YO THE BEITHIR’S TALE, 46%
La particolarità di questa bottiglia sono le botti utilizzate per la maturazione del distillato, sono state pesantemente carbonizzate e leggermente tostate, stagionate con del bourbon per quattro anni prima di ricevere il distillato.
Olfatto: al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare i sentori dolci e fruttati (arancia candita, pasticceria, vaniglia, malto, albicocca, ananas) prevalgono sulle note fumose e marine unite a leggere sensazioni balsamiche.
Gusto: sorso cremoso, materico, l’iniziale dolcezza (vaniglia, arancia, frutta secca) viene sopraffatta dagli aromi più classici della distilleria: torba e catrame, insieme a sfumature saline che avvolgono i sapori.
Finale: lungo, persiste la nota salina e fumosa, con ritorni dolci di crema pasticciera, agrumi e spezie (zenzero). 
o Ardbeg 10 anni cask strength ,61,7%
Far seguire in degustazione un distillato di 10 anni dopo aver assaggiato un 15 anni e prima – come vedremo- di un 19 anni, potrebbe essere penalizzante per il whisky in questione. Ma così non è stato, perché, come il relatore ben sapeva, stiamo parlando di un distillato a grado pieno (61,7 gradi alcol) e soprattutto dell’ultima creazione di Ardbeg: una versione ad alta gradazione dell’iconico Ardbeg TEN, attesa da anni dagli appassionati, che si è rivelata essere un vero capolavoro (infatti, uscita sul mercato ad un prezzo “normale” considerata l’età, è andata subito esaurita e oggi è difficile da reperire anche al doppio del prezzo originale), la cui piacevolezza si è rivelata tale da poter ben competere con distillati di maggiore età, a cui il tempo ha conferito naturalmente aromi ampi e complessi. La maturazione avviene in botti ex bourbon.
Olfatto: colpisce la totale assenza di pungenza alcolica, mentre emerge con forza il DNA aromatico che ha reso famosa la distilleria: fumo, asfalto, cerotto, salsedine, alghe, arancia, pan di spagna, crema di limone. Sentori puliti ed equilibrati.
Gusto: ingresso morbido nel palato, arriva un calore alcolico ma ben integrato con gli aromi: caramello salato, pasticceria (crema catalana, toffee), liquirizia dolce, noccioline, pepe nero, zenzero.
Finale: lungo, il calore alcolico si stempera e ne risulta un sorso vellutato, con ritorni di zenzero, mandorle, anice, agrumi, malto e l’onnipresente fuliggine. Tutto molto equilibrato ed armonico.
o Ardbeg 19 anni TRAIGH BHAN batch n.7, 50,3%
Maturato in un mix di botti ex bourbon e sherry oloroso è l’ultima versione di un’altra delle edizioni limitate della distilleria, che trae il nome da una delle spiagge di Islay, Traigh Bhan, che in gaelico significa “le sabbie che cantano” (che sarebbe il suono prodotto dalla sabbia camminandoci sopra…magari dopo aver bevuto una sostanziosa dose dell’omonimo whisky). Un whisky di questa età, oltre ad avere profumi ed aromi naturalmente complessi ed evoluti, permette anche di confrontare lo stile di produzione dei whisky di vent’anni fa con quello dei distillati più giovani, che ha avuto cambiamenti significativi.
Olfatto: Sentori dolci e fruttati molto intensi di miele, malto, arancia bionda, bergamotto, ciliegie e amarene sotto spirito; poi tanto fumo, una torba gentile, spezie (zenzero, cumino), con cenni di caffè e un tocco floreale di gelsomino.
Gusto: inizia con toni dolci di malto, toffee e caramello, seguiti da sherry, zenzero e note balsamiche di menta ed eucalipto, con un fondo fuligginoso che permea il palato. Il calore dell’alcol si fonde in modo fine ed elegante con gli aromi.
Finale: rimane un retrogusto pulito, equilibrato, con leggero calore, note di miele, noce moscata, pepe nero e un retrolfatto di cenere.
o Ardbeg RENAISSANCE 1998-2008, 55,9%
La “sorpresa” della serata, una bottiglia in aggiunta ai cinque whisky previsti nella masterclass, gentilmente offerta da Vito Esposito, è questo whisky “old style” maturato 10 anni (distillato nel 1998 e imbottigliato nel 2008) che ha segnato appunto una rinascita, soprattutto qualitativa, della distilleria dopo anni di crisi – che in realtà ha riguardato tutto il mondo dello scotch whisky negli anni ’80-’90 – culminati con lunghe chiusure e riaperture temporanee di Ardbeg , fino alla definitiva riapertura nel 1997 ed a un percorso “riabilitativo” della distilleria che ha portato, dopo vari tentativi, al rilascio di questo whisky molto ambito ed apprezzato dagli amanti dello stile Ardbegriano. Maturato in ex bourbon, questa limited release è stata un’anticipazione di quello che diventerà negli anni successivi e fino ad oggi, con diverso tenore alcolico (46%), il prodotto simbolo della distilleria, l’Ardbeg TEN.
Olfatto: profumi di nocciola, seguiti da legno bruciato, cenere e catrame; sensazioni di leggera torba, brezze costiere e medicinale completano i sentori più “duri” per dare spazio a note dolci e fruttate di frutta secca, torta di mele, crema catalana e caramello, con una leggera pungenza alcolica.
Gusto: l’alta gradazione induce calore in bocca, il sorso è corposo ma morbido, toni dolci di malto, cacao, toffee e zucchero di canna riempiono il palato.
Finale: vaniglia, miele, cannella, frutta secca e peperoncino si bilanciano in un finale di media intensità e con un fumo di torba che avvolge delicatamente gli aromi.
Diversi altri personaggi, tra i più esperti del mondo del whisky italiano, hanno animato, in una atmosfera conviviale, gli altri eventi succedutisi durante la whisky week – le Whisky Night –, alternando gli assaggi di selezionate bottiglie di whisky a racconti, aneddoti ed esperienze personali. Vincenzo Messina di Whisky Avenue e Vito Esposito hanno tenuto un podcast sul Re dei distillati, Valerio Reggioli di Spirits Corner è stato di supporto ai partecipanti nelle scelte alcoliche e gastronomiche durante le degustazioni, attivando, insieme alla squadra del The Public House, confronti e discussioni sulle tematiche legate al whisky scozzese e non solo.
La chiusura domenica 17 maggio è stata celebrata con un pranzo speciale: piatti realizzati per l’occasione, ispirati alla tradizione scozzese e accompagnati da degustazioni di scotch whisky della distilleria GlenAllachie (situata nello Speyside, rinomata regione di produzione del whisky scozzese) guidate da Fabio Arcangeletti e con la musica tradizionale scozzese e irlandese del trio acustico Chridhe a fare da sfondo.
The Public House” di Tivoli
Via della Inversata, 9, 00019 Tivoli RM
Telefono: 0774 550889
Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Laureato in Fisica, con un passato di marketing manager nel settore Servizi e Innovazione di una società leader di telecomunicazioni, oggi critico enogastronomico per passione. Scrivo di Vino, Distillati ed Olio sulla testata giornalistica Vinodabere (www.vinodabere.it). Collaboro anche con le testate di settore “Luciano Pignataro (www.lucianopignataro.it)”, "Wining (www.wining.it)" e 20 Italie (www.20italie.com)”. Giudice per il concorso internazionale Grenaches du Monde. Assaggiatore per la “Guida Flos Olei“ di Marco Oreggia. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso. Sommelier AIS dal 2001, Sommelier AISO dell’Olio e degustatore iscritto all'albo per la Regione Lazio.
Aggiornamenti continui sul mondo dell'enogastronomia




