Il progetto Coremare nasce dalla storica Pescheria Don Dò a Torre del Greco, adiacente al porticciolo dove attraccano le barche. Trent’anni di esperienza di Vincenzo Izzo, autentico punto di riferimento per il pescato locale e per la selezione di qualità superiore, sono il biglietto da visita quando ci si avvicina ad un luogo dagli arredi raffinati, dove modernità e passato convivono in totale armonia.

Uno spazio dedicato interamente alle vasche di cernita per l’offerta take away del prodotto o comode sedute in due salette preparate in funzione della stagionalità: accogliente e calda quella interna, vivace e colorato il dehors esterno con tipici richiami marinari. Ai fornelli la brigata dello chef Gennaro Vicchiarella, che comprende anche Renato Degoboy, maestro di sushi e sashimi di origini brasiliane.

«Per noi il pesce non è semplicemente una materia prima, ma un elemento identitario: il fondamento di ogni piatto, da trattare con rigore, cura e massima attenzione» dichiara Izzo. Ed in effetti la valorizzazione delle materie prime, l’uso competente della brace e la nobilitazione del quinto quarto e degli scarti, per esaltare le ricette, sono quel quid aggiunto alle proposte gastronomiche di Coremare.

«In Giappone servire la testa di un pesce è considerato il massimo rispetto per l’ospite a tavola – racconta Vicchiarella – Dobbiamo comprendere al meglio ogni elemento che il mare è in grado di regalarci, magari in varie consistenze e presentazioni, perché anche l’occhio vuole la sua parte».

Non solo filosofia contemporanea, ma anche rimandi alla tradizione, come l’antica pietanza torrese della Semolella, il pane locale proposto in varie farciture. E poi l’originale crostino con soffritto di cernia, un delicato carpaccio di cefalo Cerino ed un caponatina con zucca, zucchine, peperoni, lardo di colonnata e pescato locale tra gli entrée.

Saporiti lo spiedino misto così come la raia (razza) alla brace con metodo “skinning”, togliendo la pelle a coltello dopo 4 giorni di stagionatura per poi farla diventare croccante in fase di cottura. La carbonella proviene da legno cubano, poco invadente negli aromi di combustione.

In sala, infine, le attenzioni del sommelier Raffaele Sullo, con una proposta vini ben equilibrata nelle offerte regionali: «La carta l’ho realizzata seguendo la filosofia del “soddisfare” il cliente con curiosità. Purtroppo al sud siamo molto tradizionalisti, cambiamo poco. La cambio ogni 2-3 mesi proprio per far conoscere man mano sempre vini nuovi sia nazionali che internazionali. Ho incominciato a dare la giusta importanza alla nostra regione (di cui sono un grande fan) e cerco di divertirmi con i fine pasto».

L’offerta si amplia con l’aperitivo pomeridiano in onore al piacere puro della condivisione e della compagnia, dal martedì al sabato, composto da un plateau con 4 ostriche special, 8 gamberi rossi, 6 scampi e 4 tartufi di mare, accompagnati da una bollicina metodo classico da uve Falanghina per un costo totale di 50 euro.