La Granatza ha avuto finalmente il suo festival a Orgosolo, nel cuore della Barbagia, il 3 dicembre scorso nell’ambito del progetto di iniziativa culturale e sociale Miradas.
Il nuovo arrivo nella nomenclatura ufficiale ampelografica della Sardegna è in realtà un vitigno storico da sempre presente nei territori compresi tra i comuni di Orgosolo, Mamoiada, Nuoro, Oliena e Dorgali. Da un lato, quindi, i celebri murales opera di artisti provenienti da tutta Italia, dall’altro i terrazzamenti vitati, dove la natura aspra dell’Isola regna incontrastata.
La Sardegna ha mille volti e ancora di più sono i segreti celati tra popolazioni millenarie fiere di ciò che vivono e producono. Dove altri hanno smarrito la capacità di valorizzare il quotidiano, gli abitanti di tali luoghi intrisi di storia e tradizione riescono a portare avanti con orgoglio il proprio modo di vivere. Una caparbietà che sfocia a volte nella testardaggine, ma anche fierezza, amore per la natura silenziosa circostante, per quel vento teso che spazza via il retaggio di un passato povero e isolato.
Sì, perché la seconda isola più grande d’Italia ha vissuto momenti molto dolorosi nella sua lunga storia. Il banditismo è stato uno dei tanti mali che va contestualizzato ad una difficoltà sociale complessiva. Il riscatto corre non solo dalle mete turistiche ambite dai viaggiatori di tutto il mondo, quanto piuttosto, ancora una volta, dai prodigi della terra capace di regalare profumi e sapori unici.
E la Granatza è uno degli attori in gioco, assieme a tanti altri in campo agricolo. «La libertà a volte fa rima con artigianalità – afferma il direttore di Vinodabere Maurizio Valeriani – E la Granatza trova una grandissima chiave di lettura nel territorio da cui proviene. Una beva non facile è vero, ma neppure così complicata e che risulta versatile».
Ceppi antichissimi sono sparsi un po’ ovunque all’interno dei poderi. Nicola Corria, in rappresentanza delle Cantine di Orgosolo parla della difficoltà di censire con accuratezza gli ettari dedicati alla varietà a bacca bianca «Anche perché il marchesato di Orani venne letteralmente microparcellizzato a fine ‘800 da una legge che si riprometteva, in maniera illusoria, di dare un minimo di benessere a ogni famiglia».
Vuoi che sia Garnaccia Bianca o provenga dalla madre Vernaccia, veniva sostanzialmente usata perché matura tardivamente, quasi in linea con il Cannonau apportando buona rotondità al gusto del vino di una volta. Non v’è spiegazione, invece, sul perché venissero intercalate piante singole di Granatza all’interno dei filari senza un ordine preciso. Replicazione di fallanze, casualità ed un certo alone di mistero fanno parte da sempre della cultura sarda.
Ciò che importa è l’apporto in termini di acidità e di basso contenuto alcolico, tali da rendere i prodotti da essa derivati estremamente contemporanei e gastronomici. Lo si è apprezzato anche nell’insolita sfida tra undici cuochi che hanno dato sfogo alla creatività, pensando ad un piatto in grado di esaltare le caratteristiche del vino.
Hanno accettato il confronto i ristoranti: Is Femminas di Cagliari, lo Zenith di Iglesias, Brasia di Tadasuni, Sa Ziminera di Bolotana, Vecchio Borgo di Sassari, Ristorante Leopardi di Cabras, Il Mattacchione di Olbia e quattro ristoranti di Nuoro Montiblu, Il Rifugio, Ristorantino Shardana e La cantina del Gusto.
Due le espressioni interessanti al termine della giornata evento, l’Ispavillu 2024 di Cantine di Orgosolo, nome che vuol dire “sveglio”, da Granatza in purezza estremamente mediterranea e dall’elegante sapidità di chiusura su scie agrumate. Infine la Granatza 2024 di Giuseppe “Peppino” Musina dell’azienda Orgosa, che resta al momento un campione da damigiana commovente e rétro nelle nuance ossidative di cera d’api e frutta essiccata.
Averne.
Luca Matarazzo Giornalista- Sommelier AIS - Degustatore Ufficiale - Relatore corsi per la Campania.. Ha partecipato a numerosi concorsi enologici e seminari di approfondimento. Vincitore del Trofeo Montefalco Sagrantino edizione 2021 e del Master sull'Albana di Romagna 2022, Wine Consultant collabora attualmente con testate giornalistiche e blog importanti a livello nazionale.
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