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Toscana del vino – La Rivoluzione a Montespertoli atto secondo

La seconda edizione de “La Rivoluzione a Montespertoli” si è svolta il 12 e 13 novembre nei locali del Museo della Vite e del Vino di Montespertoli a cura dell’Associazione Viticoltori di Montespertoli, animatori e creatori dell’evento il cui titolo racchiude e sintetizza l’obiettivo principale dell’Associazione: “rivoluzionare” il modo di fare vino a Montespertoli. Il comune, in provincia di Firenze, ha un territorio che si estende tra il Valdarno e la Valdelsa e rappresenta il tipico paesaggio toscano, fatto di colline dove i vigneti si alternano a boschi e oliveti. Come i “vecchi” produttori ci hanno raccontato, il vino a Montespertoli si fa da sempre (aggiungendo che è sempre venuto buono), perché la vocazione vitivinicola del territorio non si discute, ma il modo di fare il vino è sempre stato improntato a promuovere la quantità, nonostante la qualità di base delle uve e dei vini prodotti. Ancora oggi la maggior parte (due terzi circa) dei viticoltori della zona prosegue nella tradizione della vendita del vino sfuso, cui attingono grandi aziende toscane e marchi della GDO. Ma da molti anni ormai il brand “Toscana” è diventato un marchio tra i più conosciuti e apprezzati nel mondo enogastronomico e del turismo, e a Montespertoli, dove non mancano certo le basi per poter emergere in tali settori, diversi produttori (di cui molti anche gestori di agriturismi e ristorazione) si sono accorti che era ora di cambiare, di fare una “rivoluzione”, iniziando dal modo di produrre, veicolare e comunicare il loro vino.

Giulio Tinacci, Presidente dell’Associazione Viticoltori di Montespertoli

 

E così è nata, a maggio 2022, l’Associazione Viticoltori di Montespertoli che, trattandosi di una “rivoluzione”, è stata fondata sulle idee e l’intraprendenza delle nuove generazioni di viticoltori, a partire dal presidente dell’associazione Giulio Tinacci, ingegnere contagiato dalla passione di fare vino, che con i suoi 28 anni è stato ed è l’animatore della “rivoluzione”, ben coadiuvato da altri giovani “wine maker” – come Lorenzo Bagnoli de La Leccia, Lorenzo Dara de La Lupinella, Leone De Renzis Sonnino di Castello Sonnino ed altri– e dall’esperienza dei produttori più “anziani”, che hanno aderito con convinzione all’associazione, certi anche loro della necessità della “rivoluzione” per ambire ad un maggior riconoscimento della bontà dei loro vini. All’Associazione aderiscono ad oggi 17 aziende che hanno stretto tra loro il “Patto del viticoltore di Montespertoli”, di fatto un “disciplinare” per la produzione dei vini, che implica l’osservanza di alcuni parametri fondamentali che sono:

  • Coltivazione diretta delle uve
  • Rispetto della materia prima
  • Pratiche agronomiche sostenibili e sostenibilità ambientale
  • Collaborazione con l’intera comunità agricola
  • Dialogo e confronto fuori dai loro confini (si intende con tutti gli altri attori che ruotano nel mondo del vino a livello nazionale)

Le aziende partecipanti sono:

  • Podere dell’Anselmo
  • Tenuta Barbadoro
  • Fattoria di Bonsalto
  • Tenuta Coeli Aula
  • Fattoria La Gigliola
  • Le Fonti a San Giorgio
  • Podere Ghisone
  • Podere Guiducci
  • Fattoria La Leccia
  • La Lupinella
  • Montalbino
  • Tenuta Moriano
  • Fattorie Parri
  • La Querce Seconda
  • Tenuta Ripalta
  • Castello Sonnino
  • Valleprima

La giornata del 12 novembre era aperta al pubblico, organizzata con banchi di assaggio dove si potevano incontrare i 17 vignaioli associati, degustare i loro vini ed acquistarli. C’è stato anche un momento di approfondimento con una masterclass sulle diverse sfumature dei vini di Montespertoli, condotta dal wine expert Bernardo Conticelli, con la partecipazione dei produttori. Per ogni azienda si sono analizzate le caratteristiche territoriali– Montespertoli è uno dei comuni toscani con le più ampie superfici vitate, con tante varietà di suoli e microclimi – oltre alla loro storia aziendale e gli stili/tecniche di produzione adottati. Di seguito le nostre impressioni sui vini della masterclass.  

Virginio 2022 – Castello Sonnino
Uve Trebbiano 100%. Vigneto situato in zona centrale (terreni di argilla + sabbia) con esposizione ad est. Le uve vengono raccolte a piena maturazione, condizione necessaria affinché gli aromi e i sapori del Trebbiano si esprimano al meglio. Si utilizza solo il mosto fiore. Aromi di frutta bianca matura e frutta tropicale, con sensazioni minerali e salmastre. Nel palato scorre verticale, immediato, con ritorni di pesche e pere mature, molto gradevole ed equilibrato.

La Lupinella Bianco 2022 – La Lupinella
Uve Trebbiano 100%. Vigneto situato in zona sud (terreno sabbioso). Vinificato in anfore di terracotta (dotate di alto livello di ossigenazione, favoriscono lo sviluppo di aromi fruttati), permane un anno sulle bucce e non viene filtrato. Sentori intensi di susina matura e fiori bianchi. In bocca mostra volume e compattezza, il sorso risulta morbido, fresco e sostanzioso, con un finale dolce e fruttato.

Petali Rosato 2022 – Podere Ghisone
Uve Sangiovese 100%. Terreni in zona centro-sud, ricco di sabbie e argille. Le uve subiscono una leggera pressatura e frequenti bâtonnage, l’affinamento avviene in solo acciaio. Profumi delicati, floreali, di pompelmo rosa, con note gessose. Emerge nel palato una frutta rossa croccante, scorre sapido e armonico.

I vini posti in degustazione, in ordine di presentazione da sinistra a destra

 

Chianti Impronta 2020 – Podere Guiducci

Uve Sangiovese 100%. Terreni in zona centrale in prevalenza sabbiosi. Matura in solo acciaio, affina un anno in bottiglia. Al naso denota frutta rossa, erbe selvatiche e sottobosco. Ha sapori genuini, con bella densità di frutto, il sorso è energico, materico, con buona acidità e tannino vivace.

Canaiolo Sirio 2021 – Tenuta Ripalta

Uve Canaiolo 100%. Terreni in zona centrale, ricco di sabbie. Matura in solo acciaio. Note ematiche all’olfatto, di chiodi di garofano e fiori, con sfumature fruttate e vinose. Denso, strutturato, con ritorni di ciliegia e amarena, il tannino deciso e leggermente ruvido.

 Colorino Pax 2016 – Podere dell’Anselmo

Uve Colorino 100%. Terreni in zona nord, con scheletro e conglomerati. Gestione biodinamica dei vigneti. Matura in barrique. Profumi freschi e vinosi, con note speziate, di frutta scura e nuance di cacao. Polposo e succoso, perfettamente integro, con ricordi di noce moscata e frutta dolce, il tannino è vellutato.

da sinistra a destra: il sindaco Alessio Mugnaini, Giampaolo Gravina e Giulio Tinacci

 

Lunedì’ 13 novembre è stata invece la giornata riservata ai giornalisti e agli operatori del settore con una degustazione guidata da Giampaolo Gravina, scrittore e critico ben conosciuto a livello nazionale, con interventi del presidente dell’Associazione Giulio Tinacci, del sindaco di Montespertoli Alessio Mugnaini (che tramite il comune ha patrocinato l’evento) e dei singoli produttori che hanno presentato il loro vino. Nel confronto con la stampa e gli operatori sono emersi diversi punti di attenzione riguardo il progetto e gli obiettivi dell’Associazione e le tendenze nel mondo del vino.

PUNTI DI ATTENZIONE

  • L’importanza che le nuove leve guidino l’associazione, per creare un’organizzazione stabile in cui si possano affrontare progetti e obiettivi di lungo corso.
  • L’ agilità, la genuinità, la struttura sottile dei vini di Montespertoli intercettano lo stile gustativo oggi richiesto dai giovani e costituisce quindi una leva commerciale e di marketing importante per le future politiche di vendita.
  • Uno stile, quello del vino giovane, che va riconsiderato: non solo espressione del varietale, ma anche indicatore dell’annata e della vocazione di quel territorio.
  • La tradizionale vendita di vino sfuso per grandi aziende e GDO che ancora coinvolge la maggioranza delle aziende del territorio.
  • La necessità di comunicare il vino di Montespertoli, la sua peculiarità, è una delle esigenze/carenze principali della zona ed al contempo uno degli obiettivi primari dell’associazione.
  • La figura del viticoltore ha assunto un’importanza primaria nella promozione del territorio, delle sue caratteristiche, non solo vitivinicole ma anche delle tradizioni storiche e delle bellezze ambientali.

Di seguito i dieci vini posti in degustazione.

 

I vini della degustazione, in ordine di presentazione da sinistra a destra

 

Io Testone 2023 – Tenuta Barbadoro
Uve Sangiovese 100%. Si è scelto un campione da vasca per far apprezzare maggiormente la tensione e la declinazione del vino che verrà. Sentori fragranti e vivi, non addomesticati, di prugna, ciliegia e spezie. Il sorso è energico, genuino, dinamico, con tannini levigati e senza eccessiva concentrazione.

Cerasus 2022 – Tenuta Coeli Aula
Uve Ciliegiolo 100%. Versione riuscita di un vino fino ad oggi considerato solo “da taglio”, che invece rivela la sua più che dignitosa tipicità. Profumi intensi di frutta scura fresca, chiodi di garofano e pepe nero. La beva è succosa, agile, di impatto immediato.

Sopralago 2022 – Fattoria Bonsalto
Un cru di uve Sangiovese 100%. Il vino matura in legno ed affina in bottiglia. Aromi variegati ed eleganti di fiori (viola, giaggiolo), ribes nero, sottobosco e radici. Al gusto è elegante, espressivo, con ricordi di frutta rossa fresca, i tannini sono setosi, il sorso sapido e teso.

Chianti 2022 – Le Fonti a San Giorgio
Uve Sangiovese, Colorino e Pugnitello. Un Chianti tradizionale, che valorizza i vitigni del territorio. Vino di impatto immediato, gastronomico. Profumi tipici di chiodi di garofano, tabacco e piccoli frutti di bosco, con cenni ferrosi. Beva agile e saporita, con toni sapidi e succosi.

Chianti Boscaccio 2022 – Tenuta Moriano
Uve a prevalenza Sangiovese. Affinato in solo acciaio. Sentori di frutta rossa fresca (ciliegia, lampone, prugna) e fiori (viola, rosa), con sfumature di sottobosco e pepe. Vino giovane e fresco, dalla tessitura sottile, con ritorni di more e bacche, mostra una beva molto equilibrata.

Chianti Montespertoli 2021 – Montalbino
Azienda molto attenta al rispetto dell’ambiente e con uno stile artigianale e molto territoriale dei vini. Uve a prevalenza Sangiovese, con saldo di Canaiolo e Colorino. Affinato in cemento. Sentori floreali, di frutta rossa e spezie (noce moscata, pepe), con nuance erbacee. Succoso, schietto, saporito, mostra un frutto integro, con tannini garbati e struttura sottile.

Chianti Riserva 2020 – Fattoria La Leccia
Uve Sangiovese (95%) e Trebbiano. La piccola percentuale di Trebbiano serve, ci dice il produttore, a stemperare la “muscolarità” del Sangiovese. Sentori intensi di frutta scura (prugna, ribes nero) e spezie (pepe nero). Corposo, con ritorni fruttati e speziati, esprime una beva che si mantiene agile con un tannino vibrante.

Chianti Montespertoli Riserva 2018 – Valleprima
Uve Sangiovese, Canaiolo e Colorino. Affinato in barrique. Molto centrato sul frutto (ciliegia, arancia scura, melagrana), con sentori di sottobosco e fiori rossi. La beva è suadente, accattivante, supportata da una struttura tannica fine, elegante, in grande armonia con il frutto e l’acidità.

Vinsanto del Chianti Montespertoli Riserva 2013 – Fattorie Parri

Un prodotto tradizionale dell’azienda, da uve Trebbiano. Viene invecchiato per 8-10 anni in caratelli che hanno contenuto Cognac, Sherry e Whisky. Molto espressivo, etereo, con aromi di frutta secca, burro, mandorla amara e un tocco di affumicato. L’acidità si integra con note dolci di miele, zucchero di canna e pasticceria.

Lo Stoiato 2007 – Fattoria La Gigliola

È un “occhio di Pernice”, ossia una varietà di Vinsanto fatto con prevalenza di uve a bacca nera (almeno 80% di Sangiovese). Matura in caratelli di castagno, ex Sherry ed ex Porto. Abbiamo assaggiato un vero campione di questa categoria. Amplissimo ventaglio aromatico e di sapori. Al naso frutta secca, caramello, noce moscata, uva passa, anice stellato e miele, con sentori iodati. Ricco, denso e morbido, con residuo zuccherino importante ma ben equilibrato da note fresche che rendono la beva scorrevole e accattivante.

I banchi di assaggio dei produttori

 

In conclusione, si può dire che questa seconda edizione della manifestazione ha visto un notevole coinvolgimento di pubblico e giornalisti, e va anche sottolineata la grande cordialità e disponibilità dei produttori ed organizzatori nei confronti del pubblico e dei professionisti del settore durante tutta la manifestazione. Non da ultimo la qualità e lo stile dei vini degustati hanno convinto tutti i partecipanti delle effettive potenzialità di crescita ed affermazione del “brand” Montespertoli.

Viticoltori di Montespertoli 

Via Lucardese, 74 – 50025, Montespertoli (FI)

Mail info@viticoltorimontespertoli.it

Tel. +39 389 6825334

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Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Laureato in Fisica, con un passato di marketing manager nel settore Servizi e Innovazione di una società leader di telecomunicazioni, oggi critico enogastronomico per passione. Scrivo di Vino, Distillati ed Olio sulla testata giornalistica Vinodabere (www.vinodabere.it). Collaboro anche con le testate di settore “Luciano Pignataro (www.lucianopignataro.it)”, “Bordolese ( www.bordolese.it )”, "Wining (www.wining.it)" ed “Epulae (www.epulaenews.it)”. Giudice per il concorso internazionale Grenaches du Monde. Assaggiatore per la “Guida Flos Olei“ di Marco Oreggia. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso. Sommelier AIS dal 2001, Sommelier AISO dell’Olio e degustatore per la Regione Lazio.

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