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TENUTA CAVALIER PEPE: L’IMPRONTA DELL’IRPINIA

Le video degustazioni alla scoperta di vini, territori e soprattutto persone. Questa volta gli autori di Vinodabere hanno ospitato la Tenuta Cavalier Pepe, un’azienda che si colloca tra le più rappresentative dell’Irpinia, un territorio dalla grande vocazione vitivinicola. Milena Pepe è l’enologa e figlia di Angelo il fondatore dell’azienda, ci ha raccontato le sue origini per metà belga e metà campana, ed il suo percorso di formazione che è proseguito in Borgogna.”Non potevo studiare solo enologia, ho voluto concentrarmi anche sulla campagna, per questo l’esperienza in Francia è stata importante perché il vino prima di tutto si fa in vigna”così Milena ci porta all’attenzione il pilastro fondamentale del fare vino: la qualità dell’uva e grazie all’esperienza appresa sul campo con i bianchi d’oltralpe ha saputo applicare il suo savoir-faire ai grandi vitigni dell’Irpinia spiegando che in particolare il Fiano ed il Greco di Tufo, per le qualità del terreno su cui crescono, si caratterizzano per una solida acidità. Questo permette alla mano dell’enologo-artigiano di esaltarne il corpo e la struttura con il supporto del legno nella vinificazione, capace di rendere i vini eleganti e durevoli nel tempo. “Quando assaggio un chicco d’uva, ho già in mente il vino che voglio ottenere ed inizio a conoscerlo proprio in questo particolare momento ” Racconta Milena “è come quando uno chef assaggia ogni ingrediente prima di comporre il piatto, deve conoscere i suoi prodotti e la materia”. Nei vini degustati emerge una grande tipicità che si traduce in una nota aromatica comune, una sensazione di sapidità quasi marina che rappresenta l’impronta tipica dell’Irpinia.

Di seguito il video della degustazione e le considerazioni sui vini assaggiati.

Greco di tufo 2017 “Grancare”: Come ci espone Milena, l’annata 2017 si caratterizza per essere più concentrata sia per le alte temperature estive che per le basse rese. Il vino infatti si presenta di un colore intenso dalle sfumature dorate, ed al naso mostra note generose di pesca gialla e frutta tropicale, più in profondità troviamo note di frutta candita e cipria. Sorprende molto nel sorso: pieno, di attacco morbido ma bilanciato da una gradevole freschezza e sapidità, che nel finale evolve in una nota fumé davvero intrigante.

Fiano di Avellino 2017 “Brancato” un vino fine, al naso un impatto olfattivo più diretto e verticale, si apre su note immediate di fiori freschi, la zagara, il mughetto, arieggiandolo nel bicchiere emerge il miele, e la nocciola, accompagnata da sbuffi iodati. Un sorso che prosegue in lunghezza, in coerenza con le sensazioni olfattive, la nota marina e iodata si fa dominante nel centro bocca e grazie all’affinamento sur-lie il vino acquisisce densità e importanza.

Taurasi 2013 “Opera Mia” , chiamato così perché è il primo anno di Milena che ha iniziato a lavorare nella cantina di famiglia, un nome che per lei assume una valenza simbolica dei grandi sacrifici nei lavori umili di campagna e cantina. L’annata 2013 – racconta Milena – si è dimostrata essere in tutti i nostri vini molto equilibrata. Un vino che si mostra sincero e gentile nel naso con note di frutta rossa di gran qualità, frutti di bosco, apre su note più terziarie ed in profondità troviamo la radice di liquirizia ed una componente minerale tipica grazie anche agli elementi vulcanici naturalmente presenti nel terreno. Nel palato si mostra in equilibrio con un tannino presente ma piccolo e carezzevole che prosegue sostenuto dalla sapidità, regalandoci note balsamiche nel finale.

 

Taurasi Riserva 2013 “La Loggia del Cavaliere” Vino di profondità e di importanza dal colore rosso rubino con sfumature granate, mostra la naso un ventaglio aromatico che si apre con la frutta in confettura, amarena, prugna, fanno spazio anche a note floreali di rosa appassita, di erbette mediterranee, muschio con sbuffi mentolati e balsamici. Il gusto è pieno attacco di volume , un vino opulento per niente sgraziato, sorprendente la sensazione del tannino che è percepita quasi sul finale, la maglia tannica è serrata e sul finale lungo si allenta, morbida come il velluto. Un vino che dimostra tutto il potenziale dell’Aglianico, materico e imponente, da risentire ed apprezzare con qualche anno in più di affinamento in bottiglia.

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