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Sicilia – Castellucci Miano, Catarratto e Perricone d’alta quota

Vigne che si trovano ad un’altitudine di oltre 700 metri s.l..m., escursioni termiche fra giorno e notte di oltre 10 gradi, pendenze notevoli, possono indurre a pensare che ci si trovi in un territorio di montagna (questo si) e possibilmente in nord Italia. Valledolmo è un paese che si trova in Sicilia, provincia di Palermo. Un paese con un numero di abitanti di poco superiore a 3 mila, ma  dove sono presenti molte attività che vanno dal settore industriale a quello agricolo. Proprio nel settore agricolo, Valledolmo riesce a fornire parecchi prodotti d’eccellenza, dal pomodoro “siccagno”, alla viticultura ed ai vini che possono essere definiti un pezzo di storia siciliana. Nella zona di Valledolmo e di Scalafani Bagni (Comune limitrofo), trae origine uno dei più antichi vitigni siciliani (se non il più antico), il Perricone. Le fonti scritte di questo vitigno sono praticamente inesistenti, quasi a voler creare un alone di mistero, in ogni caso il Perricone è stato per lungo tempo uno dei vitigni predominanti nella Sicilia occidentale, subendo poi un declino con l’avvento della Philloxera.

Inizialmente (fine 1800 ed inizi del 1900) il Perricone (chiamato anche con il nome di Pignatello), era utilizzato per ottenere vini da taglio, oppure vini “fortificati”. Successivamente, vi furono non poche difficoltà per avere vini in purezza da quest’uva, poichè difficile da vinificare.  Castellucci Miano (Castellucci è una Contrada di Valledolmo, mentre Miano è una Contrada di Sclafani Bagni), che ha provato a rilanciare questo vitigno, è una cantina modello e per certi versi innovativa già quando vine fondata.

A fine degli anni sessanta (1967), nasce come cooperativa, per volontà dell’allora sindaco di Valledolmo Rosario Campo, al fine di dare lavoro agli abitanti del Comune e per evitare che le uve delle vigne presenti nel territorio venissero vendute ad altri. Con il passare degli anni da cooperativa la Cantina Castellucci Miano nel 2005, viene trasformata in S.p.A., per agevolare e rendere più agevoli le scelte decisionali. Tutti gli azionisti hanno delle vigne che compongono i circa cento ettari della società. La produzione media annua è di circa 100 mila bottiglie  (fra Catarratto – spumantiuzzato e non – Nero d’Avola, Perricone e Syrah). I vigneti si trovano a Valledolmo ed a Sclafani Bagni, con altitudini che vanno dai 700 metri s. l. m. per arrivare ai quasi 1.000 metri s. l. m., garantendo escursioni termiche. Ciò favorisce la produzione di vini di notevole finezza e con profumi ben caratterizzati. I vini bianchi (entrambi Catarratto in purezza), sono di estrema eleganza e assumono connotati diversi rispetto al Catarratto proveniente dale province di Trapani ed Agrigento.

Il Miano 2019 D. O. C. Valledolmo Contea di Sclafani è 100% Catarratto. Fermentazione ed affinamento vengono fatte in acciaio, conservando tutte le caratteristiche principali del vitigno. Ha un bouquet ricco e complesso (pur avendo ancora un anno), si sentono frutta e fiori in primis, con accenni iodati e di erba secca. Fresco e sapido. Progressione che non delude e persistenza buona. Ottima la corrispondenza gusto – olfattiva, che viene arricchita da un ricordo di agrume.

L’altro vino bianco è lo Shiarà 2018 D. O. C. Valledolmo Contea di Sclafani (Catarratto in purezza). La differenza rispetto al precedente sta nel maggior tempo di affinamento. Ha sentori schietti di fieno, erba secca, contornati da lievi note floreali e frutta esotica (mango, ananas). Ricco alla beva con una bella freschezza e di buona struttura. Sorso lungo grazie ad una progressione più che soddisfacente. Corrispondenza gusto – olfattiva più che buona. L’eleganza la fa da padrona. Sia per il Miano, che per lo Shiarà l’altezza di dove si trovano le vigne, riesce a fare la differenza, riuscendo a dare vini eleganti, tesi ed asciutti, con una buona predisposizione all’invecchiamento.

I vigneti di Catarratto sono in maggioranza, rispetto a quelli a bacca rossa che sono quelli che danno il valore aggiunto alla società. Il Perricone è l’uva a bacca rossa per antonomasia di Valledolmo, ma il fatto di dare qualche problema ad essere vinificato in purezza, lo aveva penalizzato. La collaborazione di Tonino Guzzo con Castellucci Miano, è stata la carta vincente per dare rilancio ad un vitigno che riesce a dare vini molto interessanti e per nulla banali. La competenza e l’intuito dell’enologo, porta nel 2006 ad ottenere il Maravita (100% Perricone), che verrà messo in commercio nel 2008. La chiave di volta sta in un leggero appassimento delle uve prima di essere vinificate. Successivamente, capito come riuscire a vinificare il Perricone, si decide di produrre il PerricOne (gioco di parole). Da una semplice prova, il Maravita diventa il vino più importante prodotto da Castellucci Miano, tant’è vero che non viene prodotto tutti gli anni. Al fine di garantire un livello d’eccellenza si decide se il Maravita debba essere prodotto, oppure sarà una “ricaduta” per il PerricOne.

Maravita 2013 D. O. C. Sicilia (Perricone in purezza) fa capire visivamente la sua imponenza ed importanza, rosso rubino brillante con unghia tendente al granato. Note marmellatose, prugna disidratata, conclude con ricordi di cera lacca, muschio e frutta secca. Le varie componenti (dure e morbide) sono perfettamente integrate, dando al sorso una scorrevolezza unica. Pienezza ed equilibrio, con una freschezza che ancora dice la sua. Tannini fini e buona struttura. Passaggio in legno ben fatto. Progressione buona e persistenza notevole.

Il PerricOne 2018 D. O. C. Sicilia 100% Perricone ha un corredo aromatico composto da sentori di fiori appassiti, lievi sfumature di frutta secca, il finale è di sentore di terra bagnata e di arancia rossa (sanguinello). Fresco all’assaggio con tannini di richiamo. Lungo al sorso con una leggera scia salina. Buona struttura. Uso sapiente e non invadente del legno. Buona persistenza.

Alla fine il lavoro ed i risultati danno la dovuta ricompensa, così dal 2018 Valledolmo viene aggiunta alla D. O. C. Sclafani Bagni, per valorizzare un territorio (Valledolmo), riconoscere quanto fatto da un’azienda (Castellucci Miano) ed accrescere la qualità dei prodotti. Tutto questo è giusto festeggiarlo e per l’appunto Castellucci Miano produce uno spumante il Miano Brut D. O. C. Valledolmo Contea di Sclafani 100% Catarratto. Uno spumante ottenuto tramite Charmat che valorizza il vitigno. Ha un perlage persistente. I profumi predominanti sono quelli fruttati con sentori di mela golden, pera, che poi passano a profumi di floreale (zagara e sambuco), chiude con il lime. Buona la corrispondenza gusto – olfattiva. Agile, fresco e scorrevole. Ottima persistenza.

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Come per tutte le cose importanti si inizia per gioco e poi... si fa sul serio. È dal 2006 che mi sono appassionato e sono stato introdotto nel mondo del vino, GRAZIE a MIO PADRE. Poi per capire qualcosa in più ho seguito un corso e..... nel 2013 ho conseguito il diploma di sommelier. A tutti coloro che sono appassionati di vino, dico che bisogna sempre provare e degustare vini diversi, cercando di capire quello che il vino ci trasmette, perché il vino non va bevuto! Il vino va degustato!!

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