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Sardegna – tutti i vini da viti a piede franco degustati per voi

Il nostro tour della Sardegna ci ha dato la possibilità di scovare tutti i vini da viti a piede franco prodotti nella Regione. Ed è proprio a Ferragosto che vogliamo condividere con i lettori i nostri appunti di degustazione.

Faremo questo attraverso un percorso virtuale partendo da Nord per arrivare a Sud dell’Isola.

Gallura

Vermentino di Gallura Superiore Lagrimedda 2017 – Li Seddi: le vigne di Li Seddi a Badesi sono su terreni sabbiosi, e sono tutte a piede franco. Il Lagrimedda deriva da vigna giovane e presenta note minerali e di frutta secca, sapidità, freschezza ed ottima profondità di beva. Lungo e di grande piacevolezza è il finale su toni di granito ed erbe officinali.

Vermentino di Gallura Superiore Li Pastini 2017 – Li Seddi: da una vigna vecchia a Badesi su terreni sabbiosi. Note di frutta gialla matura e spezie in evidenza, seguite da struttura e toni leggermente alcolici.

Francesco Stangoni, titolare insieme al padre Franco della Cantina Li Seddi , davanti alla vigna I Pastini

 

Cannonau di Sardegna Rosato Rosamarina 2017 –  Li Seddi: sapido e fresco. Buona lunghezza su toni fruttati, ma forse non perfettamente territoriale.

Cannonau di Sardegna Riserva Maistrali 2013 – Li Seddi: 6 mesi di botte grande e poi affinamento in acciaio. Sapido, speziato, con note fumè ed un lungo finale di macchia mediterranea. Ottima la freschezza e la struttura.

Cannonau di Sardegna Passito Lichittu 2015 – Li Seddi: Lichittu in gallurese significa piacevole. Bel gioco tra sapidità e dolcezze e tra tannini levigati e morbidezza glicerica. Fresco, elegante e di ottima peristenza gustativa che si esprime attraverso un lungo finale di china, frutti rossi e macchia mediterranea.

Vermentino di Gallura 2017 – Li Duni: Li Duni è un’altra azienda di Badesi che ha tutte vigne a piede franco su terreni sabbiosi.  Sapido e minerale, ha il sorso scorrevole e non gioca sicuramente le sue carte su struttura o complessità.

Vermentino di Gallura Superiore Renabianca 2017 – Li Duni: materia, mineralità e sentori di frutta secca sono al centro dell’assaggio, seguiti da sapidità, freschezza e lunghezza gustativa.

Rosato Minnamentu 2016 – Li Duni: è tanto che sproniamo i produttori sardi a produrre i vini rosati della tradizione. il Minnamentu è uno di questi con materia, note fumé, toni scuri ed un grandissimo carattere. Fresco, scorrevole ma incisivo. Un grande rosato.

Rosso Nalboni 2015- Li Duni: come leggiamo dal sito internet aziendale è ottenuto da “uve rosse autoctone di diverso tipo”. Sentori speziati si uniscono a note di cioccolato. Fresco e succoso, chiude con ricordi di tamarindo e chinotto.

Cannonau di Sardegna Zojosu 2016 – Masone Mannu: a Monti da una vigna giovane un Cannonau di grande personalità, che coniuga sentori speziati con note succose e ricordi di macchia mediterranea. Materia ed eleganza completano il già ricco quadro organolettico.

 

Mamoiada

Cannonau di Sardegna Minneddu 2017 – Paddeu: una delle espressioni più interessanti e territoriali nel panorama degli assaggi di vini sardi dell’ultimo anno. Materia, eleganza, toni fumé e iodati e lunghissimo finale di macchia mediterranea.

Ogliastra

Cannonau di Sardegna Naniha 2015 e 2016 – Tenute Perda Rubia: due annate a confronto. La 2015 caratterizzata da struttura e carattere con note speziate e di frutti di bosco in evidenza e lungo finale di macchia mediterranea. La 2016 gioca invece le sue carte sulla scorrevolezza e dinamicità del sorso ed appare succosa, sapida e di grande bevibilità. Due gran bei vini, con il primo adatto ad abbinamenti più impegnativi del secondo.

 

Sulcis

Carignano del Sulcis 2016 – Bentesali: un piccolo capolavoro con toni speziati, materia, sapidità, carattere, forza e lunghezza gustativa, succosità ed armonia.

Carignano del Sulcis Nur 2016 – Sardus Pater:  è il più semplice dei tre vini assaggiati dell’azienda, ma ciò nonostante ha un suo delineato profilo gustativo con sapidità, toni speziati e lunghezza iodata in evidenza.

Carignano del Sulcis Riserva Is Arenas 2015 – Sardus Pater:  complesso e ricco, amplio e sapido, fresco e glicerico, gioca un bellissimo equilibrio tra alcolicità e tannino.

Carignano del Sulcis Superiore Arruga 2014 – Sardus Pater: complessità e materia si uniscono a toni speziati e succosi ed anticipano un lunghissimo finale di macchia mediterranea. Vino eccellente.

Carignano del Sulcis Passito Amentos – Sardus Pater: ottimo gioco tra dolcezza ed acidità, materia e freschezza. Un piacevolissimo Carignano che mantiene alta l’asticella della qualità raggiunta da questo straordinario territorio che è il Sulcis.

Carignano del Sulcis Tupei 2016 –  Calasetta: note di incenso e spezie incontrano sentori agrumati. La beva è agile e succosa.

Carignano del Sulcis Piede Franco 2016 –  Calasetta: fresco e complesso, strutturato e di grandissimo carattere, ha toni speziati ed agrumati ed un lungo finale di macchia mediterranea.

Carignano del Sulcis Riserva Aina 2014: la 2014 in Sardegna è stata una grande annata e questa Riserva non fa eccezione con materia in evidenza, seguita da freschezza, sapidità ed un lungo finale di spezie orientali.

La Redazione di Vinodabere augura a tutti Buon Ferragosto!!!

Scritto da

Giornalista enogastronomico, una laurea cum laude in Economia e Commercio all'Università La Sapienza di Roma, Responsabile per l'Italia del Concorso Internazionale Grenaches du Monde, Giudice del Concorso Mondiale di Bruxelles e Giudice del Concorso Mondiale del Sauvignon, docente F.I.S.A.R.. Ha una storia che comprende collaborazioni con Guide di settore. Cito solo le ultime : Slow Wine (Responsabile per la Sardegna edizioni 2015 e 2016), I Vini de L'Espresso (vice-curatore e coordinatore nazionale edizioni 2017 e 2018), I Ristoranti d'Italia de L'Espresso (edizioni dalla 2010 alla 2018). Collabora con le testate: www.lucianopignataro.it , www.repubblica.it/sapori ed Epulae. Ha scritto alcuni articoli sul quotidiano "Il Mattino" e su www.slowine.it. Ha una passione sfrenata per quel piccolo continente che prende il nome di "Sardegna", per le sue terre e per la sua gente.

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