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Sambuca di Sicilia ed il suo museo del vino

Ci sono dei luoghi che meritano e necessitano di essere visitati per più di una volta, per vari motivi, sia per quello che riescono a trasmettere, sia per la loro importanza  storico – culturale. Sambuca di Sicilia, oltre ad essere stata Borgo dei Borghi nel 2016, è un paese che ha tante altre cose che meritano di essere evidenziate.

Già l’anno scorso Vinodabere ha visitato una cantina del territorio (link). Quest’anno invece siamo stati invitati a partecipare ad una manifestazione eno – culturale che si è svolta qualche mese fa in un paese limitrofo, quello di Contessa Entellina (che dista da Sambuca di Sicilia circa 15 chilometri), ma che entrambi ricadono all’interno dell’areale della Valle del Belìce. Durante quest’ultima visita, ha suscitato molto interesse la visita del Museo del Vino delle Terre Sicane. Siamo in un contesto architettonico che fonde la cultura araba a quella greca ed alle altre dei Comuni limitrofi, proprio grazie al vino che in questo caso rappresenta nel miglior modo possibile l’aggregazione, la cultura, la storia.

In quasi un ventennio (il tutto ha inizio nel 2001), la Strada del Vino Terre Sicane, ha saputo portare avanti un progetto che è riuscito a far crescere l’interesse per il mondo eno – turistico della zona delle Terre Sicane, che trova una rivalità non da poco, visto che buona parte dei vitigni coltivati e dei vini prodotti nel territorio sono tipologie internazionali (Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Chardonnay), senza però allo stesso tempo trascurare i vitigni autoctoni. La costruzione di un qualcosa che venga ricordato e che allo stesso tempo, dia delle basi per il futuro, è una cosa che funge da collegamento fra agricoltura ed interesse storico culturale, prendendo spunto ed esempio da realtà e da regioni italiane (Piemonte e Toscana in primis) che su questo settore sono un bel po’ più avanti. La sede del Museo del vino di Sambuca di Sicilia si trova presso il Palazzo Panitteri, che nel 1981 fu acquistato dal Comune di Sambuca di Sicilia. All’interno è possibile ammirare tutti i vitigni che vengono coltivati nel territorio delle Terre Sicane, oltre a  prendere visione dei produttori che ricadono all’interno del comprensorio, tramite le bottiglie che sono disposte in vario modo all’interno dell’edificio ed i vari tipi di terreno che vi sono nell’areale delle Terre Sicane.

Ma Palazzo Panitteri, oltre ad avere questo valore aggiunto, è degno di essere ammirato in sé e per sé, per la sua sobrietà e la sua imponenza, non solo nella parte esterna, ma anche in quella interna con il suo magnifico terrazzo che permette di avere una visione di Sambuca di Sicilia particolare (soprattutto di sera).

Oltre a quello che è possibile vedere nel Palazzo Panitteri, uscendo a poca distanza c’è anche l’Enoteca dei Rossi, ricavata in una purrera (cava saracena), dove le condizioni ambientali sono ottimali per conservare i vini che vengono prodotti dalle aziende in loco e che a testimonianza storica per ogni annata, vuole essere il custode del tempo per i vini delle Terre Sicane, il tutto grazie al prezioso lavoro svolto da Gori Sparacino, Direttore della Strada del vino Terre Sicane.

Tutto quanto detto e descritto fino ad ora, inizia a divenire realtà tramite finanziamenti della Comunità Europea per un progetto sul recupero delle purrere e  tramite i vari passi che hanno fatto i vari Presidenti della Strada del Vino Terre Sicane (Alessio Planeta, Marilena Barbera, Gunther Di Giovanna) che si sono succeduti, che hanno creduto e voluto portare avanti quanto era stato avviato data da Gori Sparacino in qualità di Direttore della Strada del Vino Terre Sicane.  Allo stesso tempo la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento, ha autorizzato l’occupazione di parte del Palazzo Panitteri e della purrera. Così nel corso degli anni si è venuto a creare un connubio fra diversi territori comunali (Contessa Entellina, Menfi, Montevago, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belìce, Sciacca) ricadenti nella Valle del Belìce, che tramite agricoltura, prodotti agricolo caseari, tutti tipici dei luoghi, creano un percorso storico – culinario che accompagna i turisti verso le varie aziende produttrici di vino, olio, formaggi e gli appassionati di vino ed amanti della cucina a poter visitare luoghi storici.

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Come per tutte le cose importanti si inizia per gioco e poi... si fa sul serio. È dal 2006 che mi sono appassionato e sono stato introdotto nel mondo del vino, GRAZIE a MIO PADRE. Poi per capire qualcosa in più ho seguito un corso e..... nel 2013 ho conseguito il diploma di sommelier. A tutti coloro che sono appassionati di vino, dico che bisogna sempre provare e degustare vini diversi, cercando di capire quello che il vino ci trasmette, perché il vino non va bevuto! Il vino va degustato!!

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