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ITALIAN TASTE SUMMIT 2020: IMPORTATORI E BUYER INTERNAZIONALI INCONTRANO A ROMA UNA SELEZIONE DI ECCELLENZE ITALIANE DEL MONDO DEL VINO

Si è svolta a Roma lunedì 12 e martedì 13 ottobre 2020, presso il Grand Hotel de la Minerve la seconda edizione di Italian Taste Summit, il cui scopo è quello di mettere in contatto un gruppo di cantine italiane con una selezione di importatori, buyer e insider del mondo del vino, provenienti  da circa 12 paesi del mondo, tra i quali USA, Cina, Giappone, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Gran Bretagna, Francia, Olanda, Danimarca e Polonia. È un’occasione che ha offerto alle aziende l’opportunità di un incontro basato sul business: 30 importatori provenienti da 4 continenti, oltre 30 cantine italiane, molti buyer internazionali.

Joanna Miro organizzatrice e presidente di Italian Taste Summit

L’organizzatrice dell’evento è Joanna Miro, presidente di Italian Taste Summit e responsabile di Miro&Co Wine Global Aspect, azienda specializzata nella consulenza commerciale per l’analisi dei mercati, il posizionamento del prodotto e la vendita dei vini italiani all’estero. Per Miro il brand Made in Italy è uno dei marchi più importanti e conosciuti al mondo e il progetto Italian Taste Summit, partendo da questo presupposto, ha l’obiettivo di far emergere le potenzialità dei piccoli produttori italiani, facendo conoscere e promuovendo su tutti i mercati l’unicità dei loro territori e delle uve autoctone che danno origine ai loro vini. Questo si concretizza facendo in modo che siano i buyer  internazionali a venire in Italia ad incontrare i produttori italiani creando un momento d’incontro  ad alta intensità tra i soggetti che nella filiera del vino rappresentano la domanda e l’offerta.

Durante le due giornate di lavoro è stato possibile ai giornalisti del settore degustare i vini delle aziende presenti, dialogando con i produttori e i vari player del mercato. Degustazioni interessanti, ve ne descrivo alcune.

BOTTEGA ITALIANA – Grandi Vini, piccoli produttori

È un progetto innovativo (un piccolo consorzio) nato sul finire del 2018 in cui una serie di piccole realtà, artigiani del vino che lavorano in prevalenza vitigni autoctoni, si sono unite commercialmente adottando il brand Bottega Italiana. L’obiettivo è proporsi con più forza sul mercato italiano e all’estero. L’innovatività di questa unione sta nel fatto che non è legata al territorio e/o alle denominazioni dei vini, ma coinvolge una serie di piccole cantine sparse in tutt’Italia e che vogliono stabilire un legame diretto tra produttore e cliente senza utilizzare il canale dei distributori. Attualmente il gruppo è composto da 12 cantine, di cui cinque nelle Marche: Terre di Serrapetrona, Mazzola, La Torre del Nano, Piantate Lunghe e Piano di Rustano ( più il Conventino solo per l’estero); due in Sardegna: Produttori di Orgosolo e Carpante; due in Lombardia: Manuelina e Barboglio de Gaioncelli e  una ciascuna  in: Toscana – Villa La Ripa – , Emilia Romagna – Tre Monti-, Veneto – Corte Figaretto-. Il cliente Horeca è fondamentale per le piccole cantine e molti di quei clienti vorrebbero instaurare dei rapporti diretti con loro, ma spesso devono desistere perché le piccole aziende Horeca non hanno le risorse economiche per gestire degli stock elevati in cantina. Bottega Italiana va incontro a queste necessità e, mediando con le cantine associate, organizza delle spedizioni miste quando non è la stessa piccola cantina a proporre direttamente, assieme ai suoi, anche i prodotti di un’altra cantina associata, facendo così in modo che enoteche e ristoranti possano effettuare ordini con quantitativi limitati per ogni produttore per poter così ampliare la loro offerta.

Alcuni dei vini di Bottega Italiana assaggiati:

  • “Dosaggio Zero” dell’azienda Manuelina. Uno spumante metodo classico 100% Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese. 36 mesi sui lieviti con un anno di affinamento in bottiglia. Al naso fiori bianchi, lievito e crosta di pane. In bocca è secco, verticale, con una bella acidità e note minerali.
  • “Cavalier Vincenzo” dell’azienda Tenuta Piano di Rustano. Uno spumante metodo classico 100% Verdicchio di Matelica, una rarità nell’ambito degli spumanti con metodo classico. 24 mesi sui lieviti. All’olfatto intense note fruttate (mela), fiori di campo (camomilla), miele e note di lievito. Al gusto è avvolgente, fresco e sapido con note fruttate coerenti con l’olfatto.
  • “Urùlu” 2019 di Cantina Produttori di Orgosolo. Una piccola cooperativa di viticoltori che ha presentato in anteprima questo Cannonau (95%  cannonau+ 5% di altri vitigni locali), che fa 9 mesi di rovere e 3 di bottiglia. Nonostante la giovinezza, che si manifesta con una prevalenza di sentori fruttati, il vino dimostra già in questa fase complessità: spezie ed erbe aromatiche al naso, succoso in bocca, con tannini levigati e soprattutto una grande armonia e coerenza di profumi e sapori. Molto promettente.

 

“Misco” 2019 dell’azienda Tenuta di Tavignano, sita in provincia di Macerata ai confini della denominazione. 100% Verdicchio di Jesi classico superiore di annata, frutto della selezione da un cru, fa 6 mesi sulle fecce fini e 6 mesi in bottiglia. Sentori fini, agrumati, di fiori bianchi, con una scia marina. Al gusto è succoso, fresco e sapido, di buon corpo, con retrogusto ammandorlato.

“Misco” 2017 Riserva: rispetto al Verdicchio di annata ha aromi più maturi, corposi e minerali, con note di spezie dolci, frutta gialla e tropicale. In bocca è pieno, saporito, con note dolci di miele di acacia. Un vino di sostanza.

“Periodico” 2018  – Le Pianore. L’azienda, certificata bio e locata a 500 metri s.l.m. alle pendici del Monte Amiata, produce questo 100% Merlot d’alta montagna, affilato ed elegante al naso, con sentori di spezie fini, frutti di bosco e ciliegia. In bocca conserva la finezza, con un sorso intrigante che richiama i frutti rossi , una leggerezza di beva contornata da tannini fitti e setosi , in un finale balsamico di macchia mediterranea.

Barolo “Ginestra” Riserva 2013 – Cascina Chicco. Proveniente da Monforte D’Alba, in una delle migliori annate del decennio, questo Barolo è stata una delle migliori bevute della serata: profumi finissimi di rosa, fragolina di bosco, spezie. Nel palato risaltano i tannini dolci e vellutati, beva di grande eleganza.

Brunello “Rosildo” 2015 – Franco Pacenti: il territorio di provenienza, la parte alta del versante nord di Montalcino, favorisce lo sviluppo dei profumi e la conservazione della freschezza di questo Brunello. Frutto di una selezione in vigna, ha sentori freschi (sottobosco, ciliegia sotto spirito, spezie) con una sottile mineralità. Il sorso è succoso, sapido, di grande finezza, caratterizzato anche da leggerezza e dinamicità, un vino complesso ed allo stesso tempo di grande bevibilità.

La cena la cena organizzata tra produttori, operatori del settore e giornalisti curata dallo Chef del Grand Hotel de la Minerve Antonio Falco

Momento clou è stata la cena organizzata con tavoli misti tra produttori, operatori del settore e giornalisti dove ci si è potuti confrontare, attingendo ognuno al proprio bagaglio di conoscenze e opinioni, sui trend attuali del mondo del vino. Una cena di alto livello curata dallo Chef del Grand Hotel de la Minerve Antonio Falco che ha permesso di degustare le pietanze da lui preparate in abbinamento con i alcuni dei vini dei produttori partecipanti all’Italian Taste Summit.

L’elenco delle aziende presenti a Roma per l’Italian Taste Summit 2020:

Poggio le Volpi – Lazio
Dogliani – Il Generale – Piemonte
Elena Fucci – Basilicata
Montelvini – Veneto
Le Pianore – Toscana
Fattoria Montecchio – Toscana
Conte Vistarino – Lombardia
Vitevis – Veneto
Franco Pacenti – Toscana
San Lorenzo – Abruzzo
Pakravan-Papi – Toscana
Cascina Chicco – Piemonte
Antica Fornace – Toscana
Novaripa – Abruzzo
Endrizzi – Trentino
Monviert – Friuli Venezia Giulia
Tenuta Cerulli Spinozzi – Abruzzo
Di Marco – Puglia
Massimago – Veneto
Monte Cicogna – Lombardia
Sa Raja – Sardegna
Tenuta di Tavignano – Marche
La Leccia – Toscana
Terre di Serrapetrona – Marche
Piano di Rustano – Marche
Mazzola – Marche
Casal Farneto – Marche
Torre del Nano – Marche
Manuelina – Lombardia
Cantine di Orgosolo – Sardegna
Tenuta Folesano – Emilia Romagna
Tenuta Larnanione – Toscana
Palazzona di Maggio – Emilia Romagna

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Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette e che ogni “bevitore” può interpretare in base alle proprie percezioni sensoriali. Ho frequentato diversi corsi di degustazione sul vino in ambito AIS, Slow Food, Gambero Rosso, Enotime; ho preso il diploma di sommelier AIS nel 2001. La passione per il vino mi ha indotto a svilupparne altre, in particolare per l’Olio: ho acquisito il diploma di sommelier dell’olio extravergine di oliva dell’AISO nel 2007 e quello di assaggiatore dell’olio vergine di oliva dell’UMAO nel 2014. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso e con la “Guida Flos Olei“ 2019 di Marco Oreggia. Sulla testata Vinodabere mi occupo di Vino, Olio e Distillati; inoltre collaboro con le testate www.lucianopignataro.it ed Epulae.

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