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Illycaffè abbraccia l’agricoltura organica rigenerativa

Anche il mondo del caffè è da tempo impegnato a mitigare gli effetti del cambiamento climatico lungo tutta la filiera. Si è dapprima puntato sugli ammodernamenti all’interno delle fabbriche, utilizzando tutti i mezzi a disposizione per ridurre l’impatto legato all’immissione di anidride carbonica nell’aria, ma ora si  è deciso di spingersi oltre percorrendo la strada che già altri settori agricoli stanno seguendo da diverso tempo, quella dell’approccio eco-sostenibile sul territorio.

Fino ad oggi questa filosofia, che vede interventi meno invasivi possibili, era stata condivisa, a macchia di leopardo, da piccoli agricoltori che hanno trovato nella filiera di distribuzione “ eco-solidale” il modo per proporre al grande pubblico il loro prodotto.

Oggi anche i grandi gruppi del caffè hanno spostato il loro sguardo “green” direttamente sul territorio decidendo di intervenire direttamente sui terreni dove trovano dimora le piante del caffè.

Così la Illycaffè, in occasione della giornata internazionale del caffè ha presentato il suo “organic coffee”  proveniente da un’agricoltura organica-rigenerativa, un progetto realizzato insieme alla federazione dei produttori di Cerrado Mineiro in Brasile.

Occorre innanzitutto definire che cosa è l’agricoltura organica- rigenerativa.

La possiamo considerare una filosofia obiettivo che si propone di massimizzare tutte le risorse presenti all’interno di un’azienda agricola.

Si basa sulle competenze personali (così diverse tra loro) e sulle esperienze maturate nel passato degli agricoltori.

È una disciplina teorico-pratica che attinge a differenti approcci ed esperienze agricole che hanno attraversato il secolo scorso e quello attuale, combinando le pratiche tradizionali con le moderne conoscenze scientifiche, e che vuole affiancare il sapere scaturito dall’esperienza, allo sviluppo tecnologico. La scienza diviene il supporto per un miglioramento del territorio e dell’uomo che lo occupa.

Oggi ci sono principalmente due modi per coltivare il caffè:

  • in piantagione, in ampie estensioni di terreno. Questa è la modalità che viene utilizzata prevalentemente dai grandi proprietari. Comporta un alto dispendio di acqua perché le piante vengono coltivate sul terreno “nudo” e quindi più esposto alla siccità e all’erosione;
  • nella foresta o “all’ombra”: in questo tipo di coltivazione le piante di caffè crescono insieme ad altre piante che forniscono ombra al terreno e lo rendono più fertile, grazie ai residui organici. In questo modo il bisogno di acqua delle piante diminuisce, i terreni permangono più umidi e ricchi di humus.

Possiamo riassumere tutto in quattro punti:

1. Rigenerare il suolo

Implementare pratiche che aumentino la fertilità dei suoli, quantificabile dall’incremento di carbonio organico, dalla maggiore dotazione e disponibilità di elementi minerali e dall’aumentata diversità microbiologica.
In terreni di collina e di montagna, scegliere sistemi e tecniche che limitino l’erosione del terreno.
Adottare pratiche scientifiche, innovative e sperimentali che valorizzino le specificità e le culture locali, traendo spunto dalle tradizioni dei territori.

2. Rigenerare gli ecosistemi e la biodiversità

Operare diminuendo le contaminazioni ambientali da sostanze chimiche di sintesi valorizzando gli scarti aziendali del territorio attraverso l’autoproduzione dei mezzi tecnici, rivalutando le risorse genetiche locali, gestendo in maniera efficiente le acque e le risorse agro-silvo-pastorali.

3. Rigenerare le relazioni tra gli esseri viventi

Garantire alle piante cure colturali e trattamenti che favoriscano la loro salute nel tempo e il loro costante equilibrio fisiologico.
Agire nella cura e nel rispetto della dignità delle persone e degli animali.
Favorire rapporti di lavoro e di scambio basati sulla tutela dei diritti e sulla trasparenza.

4. Rigenerare i saperi

Promuovere la conoscenza come bene collettivo in continua trasformazione ed evoluzione, da acquisire e trasmettere in una dimensione di apertura e interazione con gli altri.

Seguendo questa filosofia Illycaffè sta puntando a dar vita ad un modello che permette di nutrire in modo corretto le piante rigenerando naturalmente i suoli e diminuendo quindi le emissioni di CO2 con un conseguente miglioramento della salute dell’ecosistema.

E si è partiti proprio dalla regione del Cerrado Mineiro, dove l’azienda lavora da oltre trent’anni con i produttori locali, per dar vita all’Arabica Selection Brasile  certificata regenagri per le tecniche rigenerative utilizzate.

 

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016). Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele. Aver collaborato nella pasticceria di famiglia per un lunghissimo periodo gli garantisce una notevole professionalità in questo ambito.

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