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I vini di Pio Cesare: Il Barolo e il Barbaresco (e non solo) di una delle aziende storiche della Langa

Presentazione in grande stile dei vini di Pio Cesare all’Hotel de La Ville di Roma

La location: l’Hotel de La Ville, posizionato in luogo unico al mondo, in via Sistina, a 20 metri dal magnifico belvedere sulla scalinata di Trinità dei Monti, ha messo a disposizione una splendida sala, luminosissima, ideale per una degustazione tecnica.

I Vini: interpretazioni di alto livello della tradizione langarola. La gamma dei Barolo, classico e cru, dal 2016 a scendere fino al 2009 e con la “chicca” del Barolo chinato.  I Barbaresco, classico e cru, del 2010 e 2007. Anche un bianco internazionale ormai “naturalizzato” piemontese, lo Chardonnay.

Gli abbinamenti: i piatti preparati da uno degli chef più celebri della gastronomia italiana quale è Fulvio Pierangelini.

Mettete insieme questi tre fattori e il risultato sarà una degustazione a “5 stelle”, che non a caso ha visto la partecipazione di molti tra i giornalisti ed esperti enogastronomici italiani più conosciuti.

Pio Cesare è una azienda di grande tradizione e una delle più “antiche” della langa. Nata nel 1881 ad opera dell’imprenditore Cesare (nome) Pio (cognome) e si tramanda fino ad oggi con la conduzione di Pio Boffa (quarta generazione della famiglia) e l’aiuto del cugino Augusto; ma già è presente in azienda la quinta generazione con la figlia di Pio, Federica Rosy e il nipote Cesare.

La sede è ad Alba ed i circa 70 ettari di vigneti (tutti di proprietà) sono dislocati in diversi, prestigiosi, comuni del Barolo e del Barbaresco, più altre zone: Serralunga, Monforte, Grinzane Cavour, La Morra e Novello per il Barolo; Treiso e San Rocco Seno d’Elvio per il Barbaresco.  Questa molteplicità di zone di produzione è una scelta ben precisa del produttore, che deriva dalla tradizionale metodologia Albese – i vini venivano prodotti unendo le uve di vari appezzamenti – ma ancor di più dalla convinzione a tutt’oggi che mescolare uve provenienti da zone con esposizioni, altimetrie e composizioni diverse generi dei vini più rappresentativi rispetto a quelli provenienti da una singola zona o vigneto. Ciò nondimeno l’azienda produce dei grandi vini provenienti da singole zone (indicate in etichetta), come il Barolo Ornato, che esiste da un trentennio, quando in Italia i termini cru e mga erano misconosciuti o di là da venire.

Il Vermouth: negli anni a cavallo del ‘900 a Torino c’era una abitudine simile all’Happy Our di oggi ed era che alle sei di pomeriggio si prendeva il Vermouth (o vèrmot). Era un liquore che ogni Bar, Pasticceria o “Liquoreria” produceva in proprio e lo stesso avveniva nelle campagne piemontesi dove si produceva in casa e ogni famiglia aveva la sua ricetta che era conservata gelosamente. Anche la Pio Cesare ha prodotto per diversi anni questo liquore, poi c’è stato un lungo periodo di oblio, principalmente per la concorrenza di liquori simili, ma di minore qualità e minor costo, provenienti dall’est Europa e in azienda si decise di sospendere la produzione di vermouth (e del Barolo chinato). Oggi il vermouth sta risorgendo anche grazie  all’espandersi del settore mixology e alla Pio Cesare hanno deciso, nel 2016, di riprendere la produzione; Federica Boffa in particolare ha avuto la mission di rilanciare sul mercato questi liquori, riutilizzando per il vermouth la ricetta originale (e segreta) di famiglia.

Di seguito i vini e gli abbinamenti dedicati.

 

Chardonnay langhe Doc “Piodilei “ 2015 – Chardonnay 100%. Affinato in barrique. All’olfatto è fine, frutta bianca dolce, zucchero filato, rovere, sbuffi minerali. Fresco e scorrevole nel palato, con aromi di frutta tropicale bilanciati da una buona acidità.

Barolo Docg  “Mosconi” 2015 – Nebbiolo 100%. Affinato in botte grande e in piccola parte barrique. Rubino scarico al colore. Al naso piccoli frutti di bosco neri, spezie dolci, floreale. Sorso succoso, “leggero”, acidità e sapidità in evidenza, tannini setosi, retrogusto amarognolo di erbe officinali unito a note minerali e di frutti rossi (ciliegia)

Barolo Docg  “Mosconi” 2016 – Nebbiolo 100%. Anteprima non ancora in commercio. Affinato in botte grande e in piccola parte barrique. Colore Rubino, luminoso. Profumi intensi di frutti (arancia, ciliegia, lampone) e fiori rossi con finale speziato. In bocca il sorso è potente, il frutto è preponderante nel palato ed emerge un tannino piccante. Un vino che mostra “fondamentali” di gran classe ma ancora un po’ chiuso, necessita di tempo per sviluppare le sue potenzialità.

Barbaresco Docg  “Il Bricco” 2010 – Nebbiolo 100%. Affinato in botte grande e in piccola parte barrique. Colore Rubino carico. Sentori intensi di frutti rossi (ciliegia, agrume) e fiori rossi (rosa, viola), poi sottobosco (bacche, foglie), con finale balsamico (pepe nero).  Sorso morbido e gradevole, di struttura, con frutta rossa matura in primo piano, acidità e tannini fini e levigati. Vino elegante e piacevole, ancora in crescita aromatica.

Barbaresco Docg  2007 – Nebbiolo 100%. Affinato in botte grande e in piccola parte barrique. Colore Rubino carico, profondo. All’olfatto evidenzia sottobosco/humus, tabacco, frutti rossi (ciliegia, lampone, prugna), molto balsamico e floreale. Tannini ed acidità importanti, ma levigati i primi e ben integrata la seconda, aromi di frutta rossa matura con retrogusto amaricante di liquirizia e china. Una beva di grande piacevolezza, freschezza ed eleganza. In questo momento il vino si trova in un vero stato di grazia come maturità ed espressività, cosa che gli dà un plus rispetto a tutti gli altri degustati.

Barolo Docg “Ornato” 2009 – Nebbiolo 100%. Affinato in botte grande e in piccola parte barrique. Colore rubino scuro. Profumi intensi di frutti scuri, bacche, eucalipto e liquirizia. Sorso morbido, avvolgente e fine, sapori di frutta scura macerata, speziato, amaricante; un bel tannino fine insieme alla sapidità rendono la beva gradevole e elegante.

Barolo Docg  2000 – Nebbiolo 100%. Affinato in botte grande e in piccola parte barrique. Colore Rubino, profondo. All’olfatto sentori di piccoli frutti di bosco (mirtillo, ribes), arancia scura e spezie (cardamomo). Nel palato colpisce il sorso integro ed equilibratissimo; aromi integrati di erbe officinali e spezie scure, alcol, struttura, tannino fuso e una vena acida che guida la beva.

Barolo Chinato – Nebbiolo +spezie varie.  Erbe, spezie e cortecce varie vengono poste a macerare nel Barolo per circa 21 giorni. Segue l’affinamento in botte di rovere e bottiglia. Profumi di frutta macerata, erbe aromatiche ed officinali (rabarbaro, china..), spezie (cannella). In bocca ritorno di erbe officinali dolci, ciliegia sotto spirito. Il sorso è fluido, il finale amaricante.

 

Gli Abbinamenti

Questi i piatti (superbi) preparati da Fulvio Pierangelini e il nostro parere sui vini consigliati per gli abbinamenti.

Insalata russa di astice, puntarelle. Il sorso levigato e morbido del Piodilei si sposa con la dolcezza e delicatezza dell’astice.

Ravioli “alla Carbonara”. Proposto l’abbinamento con il Barolo Mosconi annata 2015 e il Barolo Mosconi 2016. L’annata 2015, più pronta del 2016, con il suo tannino setoso, il sorso succoso e “leggero”, si fonde nel palato con la dolcezza mista a sapidità dei ravioli.

Coscio di agnello con salsa al timo, crema di patate all’olio extravergine di oliva e “Carciofo alla Romana”. L’abbinamento con il Barbaresco 2007 è perfetto: la fruttuosità dolce e il fondo amaricante del vino si integrano perfettamente con la dolcezza dell’agnello e la crema di patate.

Parmigiana di Bra duro e piccola selezione di formaggi. Proposto l’abbinamento con il Barolo Ornato 2009 e il Barolo 2000. Il sorso equilibratissimo tra frutto ed acidità dell’annata 2000 contrasta al meglio e si integra nel palato con la sapidità del formaggio.

Piccola pasticceria e cioccolateria. Abbinamento molto azzeccato con il Barolo Chinato, ovviamente per il cioccolato ma anche per i mini babà.

 

 

 

 

 

 

 

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Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette e che ognuno può interpretare in base alle proprie percezioni sensoriali. Ho frequentato diversi corsi di degustazione sul vino in ambito AIS, Slow Food, Gambero Rosso, Enotime; ho preso il diploma di sommelier AIS nel 2001. La passione per il vino mi ha indotto a svilupparne altre, in particolare per l’Olio: ho acquisito il diploma di sommelier dell’olio extravergine di oliva dell’AISO nel 2007 e quello di assaggiatore dell’olio vergine di oliva dell’UMAO nel 2014. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso e collaboro con la “Guida Flos Olei“ di Marco Oreggia. Sulla testata Vinodabere mi occupo di Vino, Olio e Distillati; inoltre collaboro con le testate www.lucianopignataro.it ed Epulae.

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