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I Vini della Cantina Balgera – La Valtellina della Viticoltura Eroica e della Tradizione

La Valtellina è uno di quei territori particolarmente impervi dove la coltivazione della vite ha dato origine alla definizione di viticoltura eroica. È la più ampia zona di viticoltura alpina in Italia. Si estende per 40 Km circa, sulle pendici del versante Sud delle Alpi Retiche. I vigneti sono locati su una serie di terrazzamenti (“terragne”) che arrivano fino a quasi 1000 metri sul livello del mare. La natura dei terreni è principalmente sabbiosa, frutto dello sfaldamento delle rocce granitiche durante il periodo del ritiro dei ghiacciai che coprivano tutta la Valtellina, un terreno molto permeabile, adatto alla coltivazione della vite. L’esposizione a Sud delle vigne e la protezione delle Alpi dai venti freddi del nord, fanno sì che si mantenga un clima abbastanza temperato durante tutto l’anno, realizzando un microclima ottimale per la vite. Questo habitat favorisce la coltivazione del vitigno principe di queste latitudini: il Nebbiolo, che qui assume il nome di Chiavennasca. La denominazione dei vini Valtellina abbraccia una serie di comuni della provincia di Sondrio ed in particolare la denominazione Valtellina Superiore raggruppa le aree più vocate che danno origine alle sottozone: Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella.

La Cantina Balgera ha sede a Chiuro (Sondrio) dove fu fondata nel 1885 da Pietro Balgera e da allora è stata sempre di proprietà di questa famiglia. Oggi conduce l’azienda Paolo Balgera assieme ai figli Luca e Matteo. Paolo, enologo, pur nel rispetto della tradizione vinicola di una delle cantine storiche della Valtellina, ha introdotto importanti miglioramenti nelle tecniche di vinificazione introducendo in alcuni casi anche l’affinamento in barrique. I terreni vitati dell’azienda, 10 ettari, sono dislocati sui terrazzamenti tra Sondrio e Tirano. Le lavorazioni in vigna avvengono nel rispetto della natura, senza utilizzo di diserbanti e, vista anche la natura scoscesa dei terreni, solo con tecniche manuali. Balgera produce circa 50.000 bottiglie l’anno di vini che abbracciano tutte e tre le denominazioni Doc e Docg della Valtellina: Rosso di Valtellina DOC, Valtellina Superiore DOCG, Sforzato di Valtellina DOCG.

Di seguito le mie impressioni su alcuni dei vini della Cantina Balgera che ho avuto l’occasione di assaggiare.

Rosso di Valtellina Doc “450” 2015, alcol 12,5%. (Nebbiolo 100%). Proveniente da vigne di 60 anni poste a 450 metri s.l.m. nei comuni di Ponte in Valtellina e Chiuro. Affinato in botte grande. Colore rubino scarico con riflessi aranciati. Profumi freschi di frutti rossi (ciliegia, fragolina), sentori leggeri di agrume e spezie. Nel palato acidità, sapidità, erbe officinali, tannini leggeri e fini. Vino gradevole dal sorso fresco e vivo.

Valtellina Superiore Docg Valgella 2003, alcol 12,5%. (Nebbiolo 100%). Ottenuto da una selezione di uve dagli scoscesi terreni terrazzati nel comune di Teglio. Affinato in botte grande. Colore rubino-aranciato. Al naso si manifesta con mineralità e freschezza, seguita da sentori di frutti di bosco rossi ed erbe officinali, balsamico; dopo 10 minuti nel bicchiere i profumi fruttati si amplificano. In bocca ancora mineralità, acidità e sapidità accentuate, tannino sottile. Finale amaricante, leggermente fruttato e salino. Nonostante l’età nessun cedimento. Un vino austero, asciutto e molto territoriale.

Valtellina Superiore Docg Sassella Riserva 2006, alcol 13%. (Nebbiolo 100%). Ottenuto da una selezione di uve della zona della Sassella nei comuni di Sondrio e Castione Andevenno. Affinato in botte grande e barrique. Colore rubino scarico. Sentori di frutti di bosco abbastanza maturi, spezie (pepe nero, cardamomo), frutta secca, cuoio, caffè e sbuffi minerali. Al gusto è secco, di buona struttura, sapido, tannini finissimi e setosi. Finale persistente con ricordi di fragoline e lamponi. Vino di grande finezza ed eleganza.

Valtellina Superiore Docg Valgella Riserva 2002, alcol 13%. (Nebbiolo 100%). Ottenuto da una selezione di uve della sottozona Valgella nel comune di Teglio. Affinato in botte grande e barrique. Colore granato luminoso. Profumi intensi, molto netti e puliti di frutti rossi, minerale (silice), erbe alpine; anche balsamico (menta). Nel palato ritorni fruttati, grande sapidità, tannini sottili e levigati, bella freschezza di beva. Finale lungo e salino. Anche questo vino di 18 anni mostra una incredibile integrità ed armonia. Grandissima classe, il migliore degli assaggi (e non era facile considerando l’ottima riserva Sassella 2006).

 

Valtellina


Valtellina Superiore Docg Grumello Riserva 2004, alcool 13% – Balgera

(Nebbiolo 100%). Affinato in botti grandi e piccole. Colore granato scarico. Profondità e complessità nei profumi: balsamico (menta), floreale (fiori rossi), con sentori di erbe officinali, spezie, note minerali. Nel palato emergono aromi di rabarbaro, tamarindo, chinotto, poi cacao e sottobosco; i tannini sono smussati e in armonia con l’acidità per un sorso di bella freschezza. Per quanto incredibile questa è l’ultima annata in commercio di questa “Chiavennasca”! I vigneti sono locati in Valtellina (Chiuro, SO) su impervi terrazzamenti, un esempio di cosiddetta “viticoltura eroica”.

Sforzato di Valtellina DOC 2001, alcool 14,5% – Balgera (Nebbiolo 100%)

Affinato in botti grandi. Colore granato con riflessi aranciati. Profumi ampi e intensi di frutta matura (arancia scura, ribes) e sotto spirito, confettura (amarena, prugna), tabacco, cuoio. Sorso potente, alcolico, con aromi di cioccolato amaro, erbe officinali, spezie dolci; il tannino e l’acidità, ottimamente integrati, contribuiscono a lasciare la bocca pulitissima donando equilibrio e freschezza alla beva. Finale lungo e amaricante. Vino ottenuto tramite appassimento su graticci delle uve, anche questa bottiglia fa riferimento all’ultima annata in commercio.

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Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette e che ognuno può interpretare in base alle proprie percezioni sensoriali. Ho frequentato diversi corsi di degustazione sul vino in ambito AIS, Slow Food, Gambero Rosso, Enotime; ho preso il diploma di sommelier AIS nel 2001. La passione per il vino mi ha indotto a svilupparne altre, in particolare per l’Olio: ho acquisito il diploma di sommelier dell’olio extravergine di oliva dell’AISO nel 2007 e quello di assaggiatore dell’olio vergine di oliva dell’UMAO nel 2014. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso e collaboro con la “Guida Flos Olei“ di Marco Oreggia. Sulla testata Vinodabere mi occupo di Vino, Olio e Distillati; inoltre collaboro con le testate www.lucianopignataro.it ed Epulae.

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