Ci voleva la grandeur francese e la genialità del marketing americano per costruire un caso così: una bottiglia metallizzata color oro, un asso di picche in peltro lucidato a mano e un titolo da prima pagina, «miglior Champagne del mondo», conquistato in una degustazione alla cieca. Armand de Brignac, per tutti «Ace of Spades», è al tempo stesso un vino serio e una colossale operazione di immagine. Proviamo a separare le due cose, senza perdere il sorriso.
Chi c’è dietro: i Cattier di Chigny-les-Roses
Il vino nasce nella Montagne de Reims, a Chigny-les-Roses, dove la famiglia Cattier possiede vigne dal 1763. Per molto tempo i Cattier hanno venduto le uve; solo nel 1916, quando Jean Cattier tornò dal fronte gravemente ferito, la famiglia iniziò a imbottigliare champagne con il proprio nome [1]. Oggi la squadra di cantina è guidata da Jean-Jacques Cattier e dal figlio Alexandre, dodicesima e tredicesima generazione di vignaioli [2, 3].
Il mestiere, insomma, c’è. La casa ha una lunga storia anche come produttrice di Champagne per conto terzi, e Armand de Brignac è raccontato come una produzione limitata: circa 100.000 bottiglie l’anno [4, 5] di oltre 500.000 bottiglie vendute per anno [6].
Il progetto: dalla cantina al video musicale
Il nome sembra uscito da una sofisticata araldica e invece viene da un romanzo. «De Brignac» fu registrato dai Cattier tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta: secondo Jean-Jacques Cattier lo scelse sua madre, Nelly, perché era il nome di un personaggio del libro che stava leggendo [2, 7, 8, 9]. Il marchio rimase dormiente per decenni, e sulla sua rinascita circolano due versioni: per il WSJ fu l’importatore newyorkese Brett Berish, in cerca di uno champagne da sviluppare negli Stati Uniti, a riesumare il nome e a ottenerne i diritti mondiali [7]; il sito ufficiale racconta invece che Jean-Jacques lo adottò, all’inizio degli anni Duemila, come omaggio alla madre per la nuova tête de cuvée della casa [8].
Il Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne accettò il riutilizzo solo aggiungendo un nome di battesimo: i Cattier scelsero «Armand», perché suonava aristocratico [7].
Un personaggio di carta, un titolo aggiunto a posteriori e un gran tempismo: Brett Berish bussò alla porta di Cattier proprio mentre Jay-Z boicottava la maison Louis Roederer [7].
La prima uscita, il Brut Gold, arriva nel 2006 [2, 4]. Lo stesso anno una bottiglia compare nel video di Jay-Z «Show Me What You Got»: il rapper al tavolo da poker rifiuta il Cristal a favore della bottiglia con l’asso di picche [10, 11, 12].
Quale fosse il ruolo di Jay-Z in quel 2006 è questione controversa. Nel 2014 Wine Spectator ricordava le voci secondo cui Sovereign Brands, Jay-Z e Cattier avessero creato il marchio spartendosi i guadagni, e che il rapper all’epoca avesse negato l’accordo [12].
Alcuni media americani, che citano People, scrivono invece che Jay-Z acquisì già nel 2006 il 50% del marchio [13], mentre Decanter si limita a dire che il suo coinvolgimento cominciò quell’anno con il boicottaggio del Cristal [6]. Anche la proprietà di allora, secondo il Saturday Star del 2014, dichiarava che un accordo con Jay-Z non esisteva [14].
Il passaggio di proprietà arriva comunque nel novembre 2014: Jay-Z rileva la quota di Sovereign Brands e ne diventa proprietario a pieno titolo, per una cifra non resa nota [4, 12]. Forse, chiosa Wine Spectator, aveva capito che tutti lo credevano già il proprietario [12].
Da lì il marchio si consacra come uno status symbol del lusso contemporaneo: è presente nei club, nei film e nelle carte dei ristoranti di alta gamma [5].
Nel febbraio 2021 arriva il secondo atto: Moët Hennessy, la divisione vini e liquori di LVMH, acquisisce il 50% di Armand de Brignac per una somma non dichiarata, con un accordo di distribuzione globale [6, 15].
Due precisazioni, perché la formula «LVMH compra metà della maison» circola spesso: l’oggetto dell’acquisto è il marchio, non la casa Cattier, che secondo Moët Hennessy continuerà a produrre i vini [6]; e l’acquirente è Moët Hennessy, di cui LVMH possiede circa il 66% [16]. Decanter ritiene inoltre che Cattier detenga ancora una parte del marchio. [4].
Il titolo: «miglior champagne del mondo»
Eccolo, il pezzo forte. La rivista FINE Champagne ha degustato alla cieca circa 1.000 champagne e al primo posto ha messo il Brut Gold, con 96/100 [19, 20]. Un riconoscimento vero, ottenuto senza vedere etichette né prezzi. Che poi sia diventato lo slogan di ogni scheda prodotto sul web è un altro paio di maniche.
Abbiamo avuto la fortuna di assaggiarlo e, di fatto, è un grande Champagne.
Seguendo una logica di analisi sinestetica – associando cioè un colore alle sensazioni organolettiche – il colore è definitivamente il rosso. Come il tono oro rosso, le sensazioni di frutti rossi, mela rossa, scorza d’agrume (arancia rossa) che pervadono i profumi. L’assaggio è cremoso, arricchito da un perlage finissimo. È un profilo morbido, senza spigoli con un’acidità calibrata millimetricamente. Uno stile estremamente leggibile (e godibile), suadente, non privo di volume ed impreziosito da una lunghezza infinita.
Note sulla produzione
Si parte da 33 ettari distribuiti tra Rilly-la-Montagne, Chigny-les-Roses e Ludes [17]. Circa metà dell’uva proviene dalle vigne di famiglia, il resto da vignaioli locali [3]; la maison dichiara di scegliere ogni anno le parcelle più interessanti senza badare alla classificazione cru e di coltivare le proprie terre con certificazione HVE di livello 3 [8]. Le uve sono raccolte a mano e pressate con presse tradizionali Coquart [18], e della pressata si usa soltanto la prima e più fresca porzione [8].
In cantina ogni cuvée nasce dall’assemblaggio di tre annate diverse e resta per questo non millesimata [2, 8]. Il Brut Gold è composto per il 40% da Pinot Nero, per il 40% da Chardonnay e per il 20% da Meunier, con un dosaggio di 9,5 grammi/litro [3]; il liqueur d’expédition è preparato con il miglior vino base della vendemmia, invecchiato un anno in rovere francese [8]. Dopo remuage e sboccatura i vini riposano alcuni mesi in bottiglia prima della vendita [3].
Ogni bottiglia viene rivestita di metallo, ornata con etichette in peltro francese applicate a mano e lucidata una per una [2, 8], con un ritmo che la maison indica in al massimo 20 bottiglie all’ora per persona [8]. La gamma conta cinque cuvée: Brut Gold, Rosé, Blanc de Blancs, Demi-Sec e le serie di Blanc de Noirs «Assemblage» [2, 4].
Fonti
- Square Mile, «Armand de Brignac review»: https://squaremile.com/food-and-drink/armand-de-brignac-review
- Wikipedia, «Armand de Brignac»: https://en.wikipedia.org/wiki/Armand_de_Brignac
- Millesima USA, produttore Armand de Brignac: https://www.millesima-usa.com/producer-armand-de-brignac.html
- Decanter, «Jay Z’s ‘Ace of Spades’ Champagne: Tasting the range»: https://www.decanter.com/wine-reviews-tastings/jay-z-champagne-ace-of-spades-347019
- Vinodoo, «Armand de Brignac: lo Champagne che unisce artigianalità e lifestyle globale» (7 luglio 2025): https://www.vinodoo.com/it/article/armand-de-brignac
- Decanter, «LVMH acquires 50% of Jay-Z’s Armand de Brignac Champagne» (2021): https://www.decanter.com/wine-news/lvmh-acquires-50-of-jay-zs-armand-de-brignac-champagne-453819
- Wall Street Journal, «French Bubbly Garners Hip-Hop Cred» (2006), testo riprodotto sul forum: https://supertalk.superfuture.com/topic/17702-wsj-french-bubbly-garners-hip-hop-cred
- Sito ufficiale, «Inside Armand de Brignac»: https://armanddebrignac.com/inside-armand-de-brignac/
- The Finest Bubble, scheda del produttore: https://thefinestbubble.com/champagne/brands/champagne-armand+de+brignac
- AFP/GMA News, «Rapper Jay-Z uncorks French champagne’s bling success»: https://www.gmanetwork.com/news/lifestyle/food/391023/rapper-jay-z-uncorks-french-champagne-s-bling-success/story/
- Superyachts, «Jay Z Purchases “Ace of Spades” Champagne Brand»: https://www.superyachts.com/lifestyle/story/jay-z-purchases-andldquo;ace-of-spadesandrdquo;-champagne-brand-2788
- Wine Spectator, «Jay Z Becomes a Champenois» (6 novembre 2014): https://www.winespectator.com/webfeature/show/id/50819
- Black Enterprise, 2021: https://blackenterprise.com/moet-hennessy-jay-z-armand-de-brignac-champagne-ace-of-spades/
- Saturday Star (South Africa), 8 novembre 2014: https://www.pressreader.com/south-africa/saturday-star-south-africa/20141108/281840051952522
- Moët Hennessy, comunicato del 22 febbraio 2021 (via About Drinks): https://www.about-drinks.com/en/moet-hennessy-announces-a-partnership-with-shawn-jay-z-carter-through-the-acquisition-of-a-50-stake-in-armand-de-brignac/
- Digital Music News, 22 febbraio 2021: https://www.digitalmusicnews.com/2021/02/22/jay-z-armand-de-brignac-sale/
- Vivino, scheda produttore: https://www.vivino.com/en/wineries/armand-de-brignac
- Glass of Bubbly, «Armand de Brignac»: https://glassofbubbly.com/armand-de-brignac/
- FINE Champagne, ranking dei 100 migliori (comunicato): https://www.24-7pressrelease.com/press-release/116927/the-best-champagnes-of-the-year-a-golden-surprise
- Wine Berserkers, discussione sul ranking FINE Champagne: https://wineberserkers.com/t/huh-ace-of-spades-the-1-champagne/14982
Michelangelo Fani, da oltre 15 anni appassionato di vino, distillati e gastronomia. Nel 2010 scrive occasionalmente su Dissapore. Nel 2012 collabora alla guida Bibenda 2013. Negli anni successivi partecipa ai panel per le Guide “ai sapori e ai piaceri regionali” di Repubblica (Lazio, Abruzzo, Marche Umbria, Puglia, Sardegna) e collabora con l’associazione Ateneo dei Sapori. Dal 2019 scrive sulla guida ViniBuoni d’Italia, edita dal Touring Club. Degwineandspirits.com è il suo taccuino di viaggio nel mondo del vino e dei distillati. Perché in fin dei conti, “Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla” (Danny Boodman T.D. Lemon Novecento – Novecento, A. Baricco).
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