L’Abruzzo è una regione particolarmente vocata nel settore agricolo, fatta di tante sfaccettature che si evidenziano ancor di più nell’enologia, ma spesso ci troviamo davanti produttori che non vogliono accettare una società che cambia e quello che andava bene in un un passato neanche troppo lontano, oggi non funziona più e quei vini, ricchi di storicità e carattere (vedi il Cerasuolo d’Abruzzo) non meritano di essere snaturati per venire incontro a mode commerciali che possono spegnersi con un batter di ciglia.
Tra coloro che hanno deciso di mantenere la propria identità territoriale, strizzando l’occhio alla modernità senza snaturare i prodotti, c’è Ciavolich, che nel 1853 pose la prima pietra della cantina che oggi è considerata una delle più antiche strutture di vinificazione in Abruzzo.
I Ciavolich erano una antica famiglia di origine bulgara di mercanti di lana che, per scampare all’avanzata delle invasioni saracene, si ripararono in Italia nel paese di Miglianico (Ch) , poi agli inizi del ‘900 ha concentrato la sua produzione su Loreto Aprutino, grazie al matrimonio tra Giuseppe Ciavolich e la nobildonna Ernestina Vicini.
Fu dalla divisione ereditaria con la famiglia di Ernestina che i Ciavolich ereditarono 50 ettari nel territorio di Loreto Aprutino dove Giuseppe piantò i vigneti di Montepulciano, Trebbiano e Cococciola.
Oggi è Chiara Ciavolich a gestire l’azienda ed è proprio lei a presentare alcuni dei suoi vini, ad ospiti selezionati, per mostrare la filosofia che oggi persegue questa storica azienda.
Quale location poteva risultare più adatta per valorizzare il vino se non il ristorante PER ME di Giulio Terrinoni a Roma, che ha garantito quel giusto abbinamento che ci ha permesso di verificare appieno le potenzialità dei vini testandoli nella sfida più difficile: il rapporto con il cibo.
Chiara ha voluto proporre per questa degustazione i vini della linea più rappresentativa dell’azienda, Fosso Cancelli, linea nata nel 2007 il cui nome richiama il fosso che delimita i vigneti in cui vengono selezionate e raccolte le uve e che risultano essere i più antichi della tenuta di Loreto Aprutino.
Iniziamo con:
Fosso Cancelli Trebbiano 2024
Un Trebbiano che nasce su suoli argillosi di Contrada Salmacina Cancelli, a Loreto Aprutino, ricchi di sabbia e calcare, le vigne storiche a pergola di Trebbiano Abruzzese, piantate nel 1974 dal padre di Chiara, Giuseppe Ciavolich, hanno dato vita ad un vino che interpreta al meglio il vitigno.
Dopo una fermentazione spontanea ripartita tra anfora, acciaio e botte sulle fecce per 6 mesi, il vino finisce in bottiglia per un ulteriore affinamento prima di essere commercializzato. Si presenta con note agrumate e frutta bianca. il sorso è ricco, sapido e minerale allo stesso tempo per poi chiudere su ricordi di pompelmo e agrumi molto persistenti.
Fosso Cancelli Trebbiano 2018
In questa annata non si è fatto uso dell’acciaio durante la fermentazione, così l’anfora di terracotta e le botti di rovere di Slavonia l’hanno fatta da padrone. La complessità la si percepisce non appena si avvicina il bicchiere al naso con note di miele, agrumi e spezie. All’assaggio risulta ricco, fresco e sapido con accenni ossidativi gestiti alla perfezione, per poi chiudere su note speziate. Un vino che invita più e più volte al riassaggio.
Fosso Cancelli Pecorino 2022
Fermentazione e affinamento in botti di rovere e in anfora per questo vino che è caratterizzato da una buona acidità e da una piacevole freschezza che ne rendono il sorso agile ed elegante, fornendoci un’interpretazione quasi didattica del Pecorino abruzzese.
Fosso Cancelli Cerasuolo d’Abruzzo 2024
Finalmente ritroviamo la storicità di questa tipologia di vino con questo assaggio. La ricchezza del sorso si associa a una freschezza dirompente anticipata da profumi di rosa e fragola. Un vino fresco e gastronomico allo stesso tempo.
Fosso Cancelli Cerasuolo d’Abruzzo 2021
Gli anni non lo hanno snaturato con freschezza e ricchezza imponenti. La chiusura su note agrumate è lunghissima.
Fosso Cancelli Montepulciano d’Abruzzo 2020
Finalmente un’interpretazione di questo vitigno in chiave più moderna che non lo snatura ma lo rende più facile alla beva, Fermenta e affina per 2 anni in vasche di cemento rendendone l’assaggio improntato sulla freschezza e l’eleganza, ben introdotte da profumi di ciliegia e frutta rossa. Nonostante gli anni risulta ancora giovane e siamo sicuri che riassaggiandolo tra qualche anno ci stupirà in positivo.
Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Vanta diverse esperienze nell'ambito enoico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016). Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele. Aver collaborato nella pasticceria di famiglia per un lunghissimo periodo gli garantisce una notevole professionalità in questo ambito.
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