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Lazio – The Best Ciambella: la grande sfida di Marino

L’aria di ottobre nei Castelli Romani profuma di mosto in fermentazione, di terra bagnata e di dolci appena sfornati. La vendemmia non è mai stata solo un lavoro, ma un rito collettivo fatto di canti, mani sporche di succo d’uva e il calore delle cucine che si preparavano a celebrare il nuovo raccolto. Da questa magica atmosfera, dove il profumo dell’uva stringeva legami indissolubili con i ricordi d’infanzia, è nata la ciambella al mosto di Marino: il simbolo più dolce e autentico di una terra che sa di casa.

Domenica 18 ottobre è andata in scena la quinta edizione del contest per eleggere la migliore Ciambella al Mosto dell’anno 2026, evento centrale della 29esima Sagra della Ciambella al Mosto di Marino, promossa dal Consorzio di Tutela in collaborazione con il Comune di Marino, l’Unione Commercianti e la Pro Loco.

Una competizione che celebra il dolce lievitato tipico della tradizione locale, simbolo del periodo della vendemmia, realizzato con il mosto fresco di uve Marino DOC, un prodotto valorizzato dal marchio De.Co. (Denominazione Comunale) e attualmente in fase di approvazione per il prestigioso riconoscimento IGP. Una competizione che ha visto in gara i maestri fornai del territorio giudicati da una giuria di esperti e appassionati.

La ricetta originale, custodita da tempo dai produttori locali del Consorzio di Tutela, prevede l’utilizzo esclusivo di ingredienti del territorio, come farina, olio extravergine d’oliva, zucchero, uvetta e mosto fresco, senza l’aggiunta di uova e, in alcune varianti, si arricchisce con aromi e spezie per conferire un tocco unico al sapore. 

Sicuramente la lavorazione non è facile né alla portata di tutti. È un prodotto tipicamente da forno, sia per le notevoli dimensioni sia per la grande quantità di impasto, che subisce una prima lievitazione. Successivamente, viene lavorato di nuovo e si formano le ciambelle. Ecco perché sono nati i forni: quelli domestici erano troppo piccoli. Gli antenati si recavano quindi nei forni dove, al termine della cottura del pane, venivano infornate le ciambelle dei cittadini in cambio di qualche fiasco di vino. 

Secondo la leggenda e l’eredità culturale, la nascita (o quantomeno la fama) della ciambella al mosto di Marino è legata a un tentativo di corruzione culinaria. Nel XIV secolo, il celebre tribuno romano Cola di Rienzo si diresse verso i Castelli Romani e cinse d’assedio il castello di Marino.

Per convincerlo a desistere e per ingraziarsi le sue truppe senza combattere, i cittadini di Marino decisero di mandare oltre le mura cittadine un asinello carico di bigonce colme di ciambelle appena sfornate, impastate proprio usando il mosto fresco delle uve locali. Il dolce riscosse un tale successo da entrare per sempre nella tradizione della città.

Cosa c’entra invece la battaglia del 1571 di Lepanto con Marino? Il legame si chiama Marcantonio II Colonna, signore del feudo di Marino e uno dei massimi comandanti della flotta della Lega Santa a Lepanto.

Quando Marcantonio tornò trionfante dalla Grecia dopo aver sconfitto la flotta ottomana, la comunità di Marino lo accolse tributandogli festeggiamenti grandiosi. Questo storico trionfo viene rievocato ancora oggi in un glorioso corteo storico in costume che attira migliaia di persone.

Durante i festeggiamenti autunnali che celebrano sia la storica vittoria di Lepanto sia la vendemmia delle uve locali, i forni della città producono a pieno ritmo le famose ciambelle nate ai tempi di Cola di Rienzo.

In sintesi: Cola di Rienzo ne assaggiò la prima versione leggendaria, i sudditi di Marcantonio Colonna (l’eroe di Lepanto) ne perfezionarono la tradizione, e oggi la ciambella al mosto è il simbolo gastronomico che unisce queste epiche storie dei Castelli Romani.

La ricetta, custodita gelosamente per generazioni dalle famiglie marinesi, veniva tramandata di madre in figlia, preservandone i segreti della preparazione. Dopo essere caduta nell’oblio per un lungo periodo, è stata riscoperta nel primo dopoguerra grazie all’impegno delle massaie locali. Oggi, questo patrimonio culinario è stato valorizzato con la creazione di un Consorzio di Tutela e il riconoscimento di un marchio registrato. 

PARAMETRI di selezione

Sono stati valutati otto campioni, identificati da codici alfanumerici per garantirne l’anonimato. La serietà della competizione è stata assicurata dalla presenza di un garante super partes, il Presidente della Commissione, dott. Marco Greggio, in conformità del regolamento del concorso.

La valutazione è iniziata con l’esame visivo del colore esterno e interno di ciascun campione, seguito dalle analisi olfattiva, gustativa, tattile e retrolfattiva. Sono state premiate la piacevolezza, l’equilibrio e, soprattutto, la tipicità. Il punteggio più alto, ottenuto sommando i giudizi numerici di tutti i valutatori, ha decretato il primo classificato.

Un solo vincitore, dunque, senza una classifica completa, per questa antica prelibatezza: per la terza volta consecutiva, il riconoscimento è andato al Piccolo Forno Frezza di Daniele Frezza. 

Di seguito, i quattordici giurati che si sono riuniti nella sala Lepanto del Comune di Marino: 

Marco Greggio Presidente di Giuria, Agronomo e Docente esperto di analisi sensoriale e filiere agroalimentari

Massimo De Nicola, Presidente Pro Loco Marino

Sandro Masci, giornalista, scrittore, che, esperto in analisi sensoriale

Luigi Lombardi, docente di enogastronomia presso l’IPSEOA Celletti di Formia e presidente dell’Associazione Provinciale Cuochi Latina

Riccardo Cacciola, Docente di ruolo di Enogastronomia presso l’Istituto Alberghiero Rosario Livatino di Cave

Leonilde Ciufo, Docente di sala e vendita presso l’IPSEOA Celletti di Formia e Sommelier

Giuseppe Garozzo Zannini Quirinio, l’Aristocratico del Gusto, racconta di cibo, di vino e di eleganza

Cristina Santini, Content Writer, Event Manager e degustatrice nei panel di alcune guide enogastronomiche

Carlo Finucci, Ambasciatore della cucina italiana nel Mondo e Chef membro della Federazione Italiana Cuochi

Guglielmo Schiaffini, Viticoltore e Presidente Coldiretti Marino

Giancarlo Crespi, Presidente Confcommercio Lariano

Pietro Villa, Presidente Confcommercio Velletri

Fabrizio Ripanucci, Vicepresidente Confcommercio Genzano

Ecco gli otto forni che hanno partecipato al concorso:

Arte Bianca Di Palmucci Mara

Da Marcello forno a legna

Er Nasone

Nuovo Forno Frezza (Sandro)

Pasticceria L’Angolo delle Golosità

Panificio Frezza Roberto e Angela

Piccolo Forno Frezza

S.O.S. Pizza

 

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Sono un'Archivista Digitale nel campo editoriale, dedico la mia vita ai libri perché come dice Kafka "un libro rompe il mare ghiacciato che è dentro di noi". Così lo è anche il vino. Lui mi ha sempre convinto in qualsiasi occasione ed è per questo che dal 2018 sono una Sommelier Fisar, scrivo e racconto con passione sui miei canali e in varie testate giornalistiche la storia dei territori, gli aneddoti e il duro lavoro dei Produttori in vigna e in Cantina. Ho seguito un corso Arsial al Gambero Rosso Academy sulle eccellenze enogastronomiche del Lazio e presto servizio in varie eventi per il Consorzio Roma Doc e per il Consorzio Tutela Vini Maremma. Inserita con orgoglio in Commissione Crea Lab. Velletri come membro esterno per le degustazioni, sogno e aspiro a diventare con il tempo una vera giornalista.

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