Durante i primi giorni di settembre a Voghera (Pv) si è tenuto l’appuntamento “Oltregusto 2026” dove ho potuto degustare diversi Classese (il Metodo Classico dell’Oltrepò Pavese che deriva il suo nome dalla crasi Classico+Pavese). Un’esperienza formativa che mi ha permesso di conoscere ulteriormente questa tipologia di vino e molte aziende. Senza nemmeno farlo apposta, avevo già programmato di tornare in quel territorio per un pranzo e così ho aggiunto qualche scappatella in cantina. Nel fresco delle prime mattine autunnali sono arrivata a Tenuta Montelio.
Tenuta Montelio è una storica azienda vinicola dell’Oltrepò Pavese situata a Codevilla con radici monastiche risalenti al Duecento. Si pensa che il suo nome si debba ad un caratteristico casotto esagonale che si trova sopra alla collina (dal latino/greco monte e elios, collina del sole) e che fu anche una Coffee House. A quel tempo il terreno e la struttura originaria appartenevano a una grangia (una fattoria fortificata) del monastero di Santa Maria e Sant’Aureliano (poi Monastero del Senatore di Pavia) e veniva già coltivata la vite. Si è arrivati così al XVII secolo; periodo a cui risale la parte sotterranea (posta a circa 6-7 metri di profondità) e l’antica ghiacciaia ottagonale, oggi utilizzata come infernot per custodire le annate storiche. Ma il primo cambio che porta ai nostri giorni arriva nel 1803, anno in cui Angelo Domenico Mazza acquistò la proprietà (la terra e l’ex grangia) dal governo della Repubblica Francese. Fu però nel 1848 che fondò ufficialmente l’azienda e avviò l’attività di imbottigliamento e commercializzazione, creando anche lo “Champagne Montelio” (metodo classico). Con Caterina e Giovanna Brazzola, insieme ai loro figli, Tenuta Montelio è arrivata all’ottava generazione. Pensate che un piccolo aneddoto porta all’anno 1886, occasione in cui lo spumante dell’azienda fu scelto dal Principe Luigi di Savoia per il varo della nave Vesuvio.
L’azienda ha una superficie di circa 78 ettari totali, di cui 30 vitati, mentre i restanti sono impiegati per l’erba medica, foraggio e arbusti. Il vigneto è vinificato per un 60% in rosato e rosso, mentre il restante in bianco. La parte di vigna è collocata interamente in un unico appezzamento adiacente alla cantina e vengono coltivati principalmente vitigni autoctoni o vocati come il Pinot Nero, Barbera, Croatina, Cortese, Riesling Italico e Renano, Merlot, Müller-Thurgau , Moscato Fiori d’Arancio e Malvasia di Candia. Viene fatta particolare attenzione al vitigno autoctono Uva Cassina che venne dimenticato negli anni perché germoglia prima (quindi soggetto a gelate), ma ha un ciclo vegetativo più lungo. La famiglia applica la filosofia della lotta integrata limitando il numero di trattamenti, utilizzando prodotti a basso impatto ambientale e praticando, tra le varie azioni, inerbimento e pacciamatura. In questa zona della provincia il terreno è per lo più argilloso e, grazie anche alle piogge di quest’anno, la vite prende sempre più vigore ed energia. La vendemmia avviene in cassetta. I vari vini fanno prevalentemente acciaio, ma alcune uve atte ai vini rossi fanno un passaggio in barrique di rovere francese. L’azienda produce circa 90.000 bottiglie suddivise su 18 referenze. Nel caso delle bollicine arrivano anche fino a 72 mesi sui lieviti.
La degustazione
Fiorile 2021
100% Pinot Nero, Metodo Classico Rosé Extra Brut, Sboccatura Febbraio 2025

Vendemmia a mano e viene utilizzato solo mosto fiore. Il calice si presenta rosa tenue, brillante e con una bolla fine. Al naso risulta fruttato con sentori di banana e di fiori. Al palato sapido, fresco ed elegante.
Sero 2025
100% Cortese

Le uve fanno solo acciaio e 2 mesi di affinamento in bottiglia. Un giallo paglia dal profumo intenso e netto con sentori decisi di mela e pera. Sul finale si percepisce anche la mandorla. Non gli manca la giusta sapidità, ma pecca leggermente di persistenza.
Néos 2021
100% Pinot Nero

Qui la raccolta avviene al mattino presto, l’uva viene diraspata e poi fa una macerazione a freddo prefermentativa di circa 4 giorni. Rimane poi in acciaio fino alla primavera successiva e, prima della messa in commercio, affina 4 mesi in bottiglia. Il calice è rosso rubino. Il profumo richiama i frutti rossi e la violetta. Al palato è fresco e leggero.
Costarsa Riserva 2021
100% Pinot Nero

Qui le uve vengono vinificate in cemento per poi maturare circa 14 mesi in barrique sia nuove che di differenti passaggi; termina con l’affinamento in bottiglia. Si tratta di un calice intenso ed elegante. I profumi richiamano la vaniglia e le spezie come il pepe nero. Un vino caldo, avvolgente e con un tannino evidente ma di qualità.
Nata in mezzo alla vigna, cresciuta con la passione per la scrittura e la curiosità di scoprire ogni aspetto e ogni peculiarità dei vini. Veneta d'origine, trapiantata da quasi diciotto anni in Lombardia tra vino e cibo. Ho scritto per una guida gastronomica locale e per la rivista "Vini e Cucina Bresciana". Il vino non manca mai nella mia quotidianità e penso che sia arte di condivisione e passione. Sui miei canali social tratto di ogni aspetto enogastronomico che mi appassiona e che trovo affine al mio modo di percepire queste realtà.
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