Una Tenuta, quella di Avignonesi, che fonda le sue radici nel Rinascimento, dove una famiglia era attiva in agricoltura già nel XVI secolo. Ma solo negli anni ’70, con la famiglia Falvo si inizia ad avere sue notizie nel mondo enologico. Si punta sul Vino Nobile di Montepulciano, si costruisce una cantina moderna e si utilizzano, a partire dal 2010, tecniche biologiche e biodinamiche in vigna.
Con 310 ettari complessivi, di cui 177 a vigneto (102 di Sangiovese nella zona del Vino Nobile), una produzione di circa 500.000 bottiglie l’anno, esportate in ben 37 paesi. Conta di un team di 119 persone di 20 nazionalità diverse che lavorano stabilmente nell’azienda, per sentirsi partecipi e contribuire a un progetto che nel 2024 ha raggiunto un fatturato di oltre 12 milioni di euro.
Dal 2009 Virginie Saverys amministratrice del gruppo belga CMB, di proprietà della famiglia Saverys, ha rilevato l’azienda e ha sposato il principio dell’’integralmente prodotto e imbottigliato all’origine” che considera il non utilizzo di uve provenienti da fuori l’azienda e questo vale per ogni altro aspetto ad essa inerente.
Oggi sono Eline e Basile Aloy, i figli di Virginie, a guidarla cercando di preservare quanto costruito negli anni, utilizzando nuove energie ed entusiasmo permettendogli di affrontare le nuove sfide che un mondo in continua evoluzione richiede.
Eline e Basile si considerano custodi della tenuta e per questo vogliono che quel passato, che ha caratterizzato i vini di questo storico nome, non sia dimenticato ma rivalutato e l’utilizzo degli storici casali e delle cantine ad essi integrate è compatibile con opere più moderne ma necessarie per affrontare al meglio le nuove sfide.
Partendo da questa idea nasce il progetto Avignonesi 300% Sangiovese, che affonda le radici in oltre quindici anni di studio del Vino Nobile di Montepulciano e che si realizza con l’uscita sul mercato delle nuove annate di tre etichette rappresentative dell’azienda: In Grandi Annate IGT Toscana 2021, Late Release Vino Nobile di Montepulciano 2016 e Poggetto di Sopra Vino Nobile di Montepulciano 2022.
La Tenuta delle Capezzine, cuore pulsante e storico dell’azienda, è il luogo dove è avvenuta la nostra degustazione, guidata da Matteo Giustiniani e Daniele Carlini e il successivo pranzo, ospita la leggendaria Vinsantaia, l’orto rigenerativo, il ristorante, pensato esclusivamente per accompagnare e completare l’esperienza del tour in vigna, lo shop e la storica cantina, oggi in fase di ristrutturazione che diventerà la teca dei vini aziendali, visto che si è deciso di accantonarne annualmente il 10% per degustazioni e vendite future.
Come anticipato, nella frazione Lodola, a pochi km dalla tenuta, è ubicato il centro di vinificazione dell’azienda, una cantina moderna che si sviluppa in profondità, dove i vini dopo la vinificazione in acciaio, anfora e legno, rimangono per l’affinamento prima di essere commercializzati.
Una menzione, prima di passare ai vini, a due vigne rappresentative della tenuta: Vigna Tonda, il vigneto sperimentale gestito in collaborazione con l’Università di Milano, e Vigna La Stella, posto all’entrata della tenuta, che rappresenta il laboratorio di biodiversità con alberi, arbusti e animali (oche) che convivono con le viti, con lo scopo di trovare una soluzione alle piogge torrenziali che spesso creano grandi disagi al territorio (un vigneto che attualmente è ancora in stato di assestamento). Un vigneto che è stato completamente reimpiantato che ancora non ha messo completamente in atto l’obiettivo prefissato.
Ma passiamo agli assaggi delle tre etichette di Vino Nobile di Montepulciano proposteci in due annate per tipo.
In Grandi Annate IGT Toscana rappresenta l’Annata come espressione del Sangiovese. Nasce dalle uve provenienti dai migliori lotti.
Annata 2021
Frutti rossi e spezie anticipano un sorso ricco e succoso incorniciato da un tannino esuberante ma ben integrato nel contesto, il finale è incentrato su note verdi che risultano accattivanti, un vino che con lo scorrere del tempo saprà essere ancora meglio di quanto lo sia oggi.
Annata 2016
Frutto di un’annata eccezionale mostra appieno la sua grandezza con note fruttate e speziate che anticipano un sorso piacevole ed elegante allo stesso tempo, con un tannino ancora vivo.
Late Release Vino Nobile di Montepulciano rappresenta il tempo e nasce dall’assemblaggio delle uve provenienti dalle cinque Pievi del territorio – Valiano, Badia, Valardegna, Sant’Ilario e Sant’Albino. Si tratta del vino, imbottigliato e commercializzato anni fa, di cui una parte è stata custodita da Avignonesi nelle proprie cantine per continuare a osservarne l’affinamento.
Annata 2016
Un vino che evidenzia appieno l’annata, spezie e frutti rossi anticipano un sorso ricco e dinamico,con un finale su note verdi persistente e piacevole allo stesso tempo.
Annata 2013
Incentrato su note speziate con accenni di agrumi, che anticipano un sorso ancora vivo, il finale ritrova le note di agrumi che si fondono con evidenti sentori verdi.
Poggetto di Sopra Vino Nobile di Montepulciano rappresenta il Luogo e l’identità del singolo vigneto, il cru su cui Avignonesi lavora da anni, parcella dopo parcella, per comprenderne a fondo i suoli argillo-limosi e calcarei. Nasce dalla volontà di lasciare emergere l’espressione autentica di un luogo preciso e della sua relazione con il territorio.
Annata 2022
Dinamicità ed eleganza lo caratterizzano si dal primo assaggio, frutti rossi e profumi speziati hanno fatto da apripista per poi terminare in note speziate a cui si accompagnano sentori di agrume.
Annata 2016
Le note agrumate la fanno da protagonista non appena si avvicina al naso il bicchiere, per esser poi seguite da note speziate e frutti rossi. Il sorso è rotondo , pieno ed elegante con un tannino presente ma mai invadente, per terminare con accenni speziati e arancia rossa piacevolissimi.
Terminata la degustazione non potevamo non parlarvi dell’emozione di poter pranzare all’interno della Vinsantaia dove i grappoli di Sangiovese appassiscono per dar vita ad uno dei vini più iconici di Avignonesi: il Vinsanto Occhio di Pernice.
Questo fuori programma offertoci dalla proprietà è stato possibile perché in questa annata questo vino non verrà prodotto e per questo motivo i graticci dove di solito appassiscono i grappoli non sono presenti, ma per accedere alla sala dove si trova il tavolo appositamente preparato per l’arrivo degli ospiti ci obbliga a passare tra quei caratelli dove ancora riposano vecchie annate e l’atmosfera che si respira ti affascina e ti riempie di grandi aspettative per i piatti che giungeranno in tavola. Lo chef, Leonardo Spaccavento, che ha pienamente sposato il progetto aziendale utilizzando solo i prodotti che scaturiscono dalla proprietà, non ha disatteso le nostre aspettative, ma ci ha sorpreso ancor di più per la magistrale tecnica di esecuzione con cui ha saputo coniugare la qualità della materie prime alla tradizione toscana con tocchi di originalità. Peccato che se ne possa usufruire soltanto a pranzo.
Nonostante tutti i piatti propostici siano stati eccelsi una citazione va fatta alla Chianina nel bosco, una tagliata accompagnata da verdure dell’orto, purea, funghi e tartufo, tutto proveniente dall’azienda. Un piatto eseguito in modo magistrale con sapori che oltre a distinguersi perfettamente risultavano capaci di unirsi tra loro alla perfezione come in un puzzle, tanto da farci balenare l’idea di chiedere il bis.
Terminiamo il nostro racconto con le nostre note sul Vin Santo Occhio di Pernice 2011, che ha mostrato in quest’annata una dinamicità che ha bilanciato alla perfezione la dolcezza scaturita dall’appassimento, rendendo il sorso gradevole e appagante. Il finale incentrato su note di miele, frutta secca e note smaltate è risultato molto persistente.
Il miglior finale per la nostra visita.
Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Vanta diverse esperienze nell'ambito enoico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016). Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele. Aver collaborato nella pasticceria di famiglia per un lunghissimo periodo gli garantisce una notevole professionalità in questo ambito.
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