Presso il ristorante Al Ceppo di Roma la cantina piemontese Marcarini ha presentato alla stampa specializzata alcuni dei suoi vini più rappresentativi.
Una cantina che ha le sue origini in uno dei territori più vocati del Piemonte più precisamente nel Comune di La Morra dove, sin dalla metà dell’Ottocento, la famiglia, oggi giunta alla sesta generazione, produce Barolo.
Fu il generale Sebastiano Marcarini ad iniziare questo progetto, vinificando le uve Nebbiolo per dar vita a quel Barolo che si beveva quotidianamente, ma che veniva anche omaggiato per i ricevimenti alla Corte Sabauda.
In seguito il figlio del generale, Giulio Marcarini, ne continuò l’eredità culturale- enologica costituendo “Il Consorzio dei Vini Tipici di Barolo e Barbaresco“.
Ma fu con il il notaio Giuseppe Marcarini che, con la collaborazione della figlia Anna, si ebbe la vera svolta aziendale con la vendita delle bottiglie con il proprio marchio. Un successo che portò alla costituzione di una società con Elvio Cogno, il suo enologo, che diede vita, agli anni ‘60, alla produzione di Barolo sotto il marchio Cogno-Marcarini.
A partire dagli anni ‘80, è Anna Marcarini a dare nuovo impulso all’attività, incrementando i 4,5 ettari di vigneti nei cru Brunate e La Serra e ampliando la gamma dei vini con Dolcetto e Barbera, oltre a introdurre il nome Lasarin per le uve di Nebbiolo provenienti dai ceppi di vite più giovani di La Serra.
Nel 1990 Luisa, nata dal matrimonio di Anna con l’avvocato Giovanni Bava, oltre a raccogliere la preziosa eredità delle vigne costituisce Poderi Marcarini per scolpire nella storia il nome di una famiglia emblema di eccellenza enologica. A soli 26 anni accetta la sfida, insieme al marito trentenne Manuel Marchetti, che ha messo a frutto l’esperienza di manager internazionale proprio nel ventennio in cui il Barolo è divenuto un vino di fama mondiale.
L’azienda estende i suoi appezzamenti con l’acquisizione di mezzo ettaro nella località Berri, di sei ettari vitati a Neviglie e altri due nel Roero per un totale di quasi 20 ettari di vigneti, e oggi hanno fatto il loro ingresso anche i figli di Manuel e Luisa: Andrea, Chiara ed Elisa.
Gli anni del Covid hanno segnato una nuova svolta modificando l’incidenza dei mercati in cui venivano venduti i vini, si è passati da una presenza sui mercati esteri pari al 95% della produzione (circa 120.000 bottiglie annue) all’attuale 65%, permettendo all’azienda di essere maggiormente riconosciuta nel proprio territorio e alleggerendola dalle pressioni economiche che si stanno verificando ultimamente (dazi).
L’azienda oltre ai vigneti presenti in diversi punti delle Langhe si compone di un edificio del XVIII secolo, a cui si addossa una torre medievale, che ospita la cantina storica dei Poderi Marcarini, mentre è in costruzione una nuova cantina nel Comune di La Morra.
Vogliamo ora parlarvi dei vini presentati dall’azienda con le nostre impressioni.
Iniziamo con:
Langhe Nebbiolo Lasarin 2025
Il vino proveniente dai vigneti più giovani, 10 giorni di macerazione, poi solo acciaio. Sentori ematici e di frutti rossi si uniscono a ricordi speziati e agrumati, fanno da preludio ad un sorso fresco, sapido, e di grande eleganza e bevibilità. Vino goloso e piacevolissimo.
Si continua con il Barolo del Comune di La Morra 2021 dal tannino ancora vibrante, insiste su sentori di frutti rossi e spezie, risultando fresco ed elegante.
Barolo La Serra 2021 Sentori di frutti rossi, iodio ed agrumi. Freschezza e lunghezza iodata. Ottima progressione sapido iodata. Sorso sorprendente che spinge ad un nuovo assaggio.
Barolo Brunate 2021 di ottimo impatto fruttato e speziato ha un profilo legato a finezza e profondità di beva.
Barolo Brunate 2016 complessità, eleganza, lunghezza, sapidità, e armonia sono le parole chiave per descrivere un Barolo superbo ed irresistibile.
Il Barolo La Serra 2012 risulta ancora integro ma senza suscitare grandi emozioni.
Aggiornamenti continui sul mondo dell'enogastronomia








