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Abruzzo – Terza edizione per: Una giornata da San Lorenzo Vini – Insieme tra vino, cultura e natura

Terza edizione per “Una giornata da San Lorenzo Vini”. Insieme tra vino, cultura e natura”, l’evento giunto alla terza edizione e svoltosi a Castilenti (TE) presso la cantina San Lorenzo Vini,

Sono  i fratelli Gianluca e Fabrizio Galasso che insieme allo zio Gianfranco Barbone, alla guida dell’azienda ormai giunta alla quinta generazione, ad accogliere gli ospiti per un’esperienza alla scoperta della storia aziendale, del territorio e dei vini prodotti dall’azienda.

Una Cantina le cui radici affondano nel lontano 1890, anno in cui furono impiantati i primi vigneti  che oggi formano un unico grande appezzamento distribuito su tre crinali collinari. Si estendono per circa 160 ettari, distribuiti principalmente nel territorio di Castilenti e in parte nella provincia di Pescara, a metà strada tra il massiccio del Gran Sasso e il mare Adriatico.

La bottaia di Palazzo De Sterlich

Oltre agli edifici dove si trova la cantina, la famiglia Galassi è proprietaria del Palazzo De Sterlich, prestigiosa dimora cinquecentesca nel centro storico di Castilenti dal 2015, dove si trova la suggestiva bottaia dove maturano alcuni dei vini più rappresentativi della cantina.

In questa edizione del press-tour è stato presentato l’ultimo nato nella famiglia San Lorenzo, lo Spumante Metodo Classico Extra Brut. Appena 1000 bottiglie da uve di Montepulciano d’Abruzzo vinificato in bianco, provenienti da una vigna giovane, ubicata in una zona particolarmente fresca e non soggetta a forti stress idrici. Ad una raccolta particolarmente precoce segue la spumantizzazione delle uve nell’Oltrepò Pavese, dove il vino fa un’ affinamento sui lieviti per 24 mesi con un risultato di tutto rispetto. Al primo approccio i profumi di frutta rossa tipici del Montepulciano sono evidenti, il sorso mostra ricchezza ed eleganza allo stesso tempo, la bolla presente, anche se non troppo complessa, fa di questo metodo classico una discreta interpretazione della spumantistica abruzzese, anche se realizzata in altra Regione.

Si va avanti con il Cerasuolo 2025 Casabianca, 60.000 bottiglie prodotte, un rosato che si allontana dalla tradizione abruzzese per rivolgersi ad un pubblico più giovane, incentrato su profumi di frutta rossa, con la ciliegia in evidenza, evidenzia, al sorso, che trattasi di un vino che punta sulla bevibilità, dove la freschezza e la sapidità si sostituiscono la ricchezza del Cerasuolo tradizionale. Infatti come precisato dall’azienda non ha l’ambizione di affrontare il tempo, ma desidera essere bevuto subito.

Interessante la verticale propostaci di Trebbiano Casabianca, un vino con fermentazione spontanea che vinifica in vasche di cemento.

Si è iniziato con l’annata 2025 che ha messo in evidenza la gioventù di questo vino, incentrato su note fruttate a cui è seguito un sorso fresco e sapido, per poi ritornare sulle note iniziali, si è poi passati all’annata 2019 e dobbiamo ammettere che a questo Trebbiano ha giovato lo scorrere del tempo, le note fruttate, con la pera in evidenza, si sono integrate ad accenni vegetali, il sorso è risultato più dinamico, fresco e sapido allo stesso tempo, permettendoci di gustare un vino integro e accattivante nonostante gli anni. Terminiamo con l’annata 2017, in questo caso l’evoluzione la fa da padrone e se le note di idrocarburo con cui si presenta sono molto intriganti,  il sorso, seppur ancora vivo ha perso quello slancio che avevamo trovato nell’assaggio precedente, risultando comunque non disprezzabile.

Come altre aziende abruzzesi anche la cantina San Lorenzo ha deciso di concentrarsi su vecchi vigneti da tempo trascurati, in questo caso il vitigno in questione è il Maiolica. Un’uva a bacca rossa difficile da domare, con un’acidità molto spinta che vuole essere messa a dimora in terreni dove c’é una forte escursione termica e il clima fresco.

da sinistra l’enologo Riccardo Brighigna e Gianluca Galasso

L’enologo dell’azienda Riccardo Brighigna lo definisce il “Pinot Nero abruzzese” ma precisa che trovare il terreno adatto alla sua dimora è ancora una scommessa, intanto sono iniziate le prime prove e si è iniziato a vinificarlo, aspettiamo le prime bottiglie sperando che ci riservino sorprese realmente positive e che non sia uno di quei tentativi di recuperare a tutti i costi vitigni dimenticati anche quando non ne vale la pena.

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Vanta diverse esperienze nell'ambito enoico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016). Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele. Aver collaborato nella pasticceria di famiglia per un lunghissimo periodo gli garantisce una notevole professionalità in questo ambito.

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