Il Managing Director della Maison e il Presidente dello storico importatore italiano hanno illustrato anche la filosofia produttiva e i valori che ispirano la Maison.
La presentazione del Programma 2026 di Champagne Jacquesson, organizzata da Pellegrini S.p.A. presso la sede di Identità Golose a Milano, è stata più di un evento degustativo, e non avrebbe potuto essere altrimenti, vista la presenza, per la prima volta in Italia, di Jean Garandeau, Managing Director della storica Maison, affiancato da Pietro Pellegrini, Presidente di Pellegrini S.p.A. La presentazione ha focalizzato l’attenzione sui valori, sull’identità, sulla visione della sostenibilità e sullo stile e metodo produttivo di uno degli interpreti più autorevoli della Champagne contemporanea.
“Sono lieto e onorato di presentare in anteprima le nuove cuvée di Jacquesson insieme al nostro fedele partner Pellegrini S.p.A.” afferma Jean Garandeau. “Queste cuvée riflettono pienamente lo spirito dei nostri vini e della Maison: finezza, eleganza ed espressione delle annate con la loro personalità.”
“Mi fa piacere pensare che, dopo oltre 25 anni di collaborazione con la Maison Jacquesson, il nostro entusiasmo sia rimasto immutato”, commenta Pietro Pellegrini “L’Italia rappresenta, da diversi anni, il primo mercato export per Jacquesson ed è nostra intenzione continuare ad esserlo ancora per molto. Serietà, concretezza e correttezza sono valori che accomunano le nostre aziende; se a questo aggiungiamo il crescente livello qualitativo raggiunto dalla Cuvée Numerata, non vedo criticità, anche in questo momento complesso per il mercato dello Champagne.”
La Maison Jacquesson
Fondata nel 1798 da Claude Jacquesson e da suo figlio Memmie, la Maison è una delle più antiche di Champagne. Nel XIX secolo, sotto la guida di Adolphe Jacquesson, figlio di Memmie e inventore visionario, conosce una forte ascesa, diventando la favorita di Napoleone I. Nel 1844 Adolphe deposita il brevetto del muselet, il piccolo fil di ferro tuttora utilizzato per trattenere il tappo. Johann Joseph Krug fu il maestro di cantina prima di fondare la Maison che porta il suo nome. Lo spirito innovatore riaffiora con l’arrivo della famiglia Chiquet, che acquista la cantina nel 1974 e dà il via ad un importante svolta qualitativa: a loro si deve in particolare la creazione delle celebri Cuvées n°700. Dalla fine del 2022, la Maison è entrata a far parte del gruppo Artémis Domaines, proprietà delle famiglie Pinault e Henriot La Rouzière.
La filosofia produttiva di Jacquesson si fonda su un approccio rigoroso e parcellare, volto a valorizzare l’unicità di ogni millesimo attraverso pratiche agronomiche rispettose. La Maison cerca l’eccellenza più che l’omogeneità, privilegiando la creazione di vini espressione del carattere dei terroir rispetto al mantenimento di uno “stile Maison” immutabile. Le pressature verticali sono delicate e si utilizzano solo le prime; la vinificazione e il lungo affinamento sui lieviti sono in grandi botti di rovere. Nessuna chiarifica e filtrazione, i dosaggi sono bassissimi e dopo la sboccatura i vini riposano per anni. Il vigneto si estende su 36 ettari classificati Grands Crus e Premiers Crus, nel cuore della Côte des Blancs e della Grande Vallée de la Marne, nei villaggi di Avize, Aÿ, Oiry, Dizy, Champillon e Hautvillers, ed è certificato in agricoltura biologica dal 2010.
La visione di Jacquesson verso la sostenibilità è di lungo termine e l’abbraccio è totale. La Maison non solo tramanda l’ecosistema alle generazioni future preservando le risorse naturali, proteggendo gli ecosistemi, riducendo l’uso dei combustibili fossili, dando priorità alle energie rinnovabili, favorendo la biodiversità, ma è anche radicata nella comunità locale e cerca di contribuire in modo significativo al suo sviluppo economico e sociale.
Il Programma 2026
Cuvée n° 749 Extra-Brut
Figlia dell’annata 2021, dall’andamento climatico complesso: siccità invernale, primavera fresca con gelate, temperature in aumento all’inizio di giugno, pur con temporali e piogge intense. Il ritorno di un clima più secco da metà agosto consente ai grappoli di raggiungere una maturazione equilibrata. La vendemmia inizia il 20 settembre e si protrae fino al 1° ottobre, per ottenere maggiore concentrazione preservando al contempo eleganza e finezza. Lo Chardonnay resta predominante nell’assemblaggio, completato da un 28% di vini di riserva provenienti dalle Cuvées n°748 a 743 (esclusa la 745). 191.794 bottiglie / 8.015 magnums / 390 jéroboams. Dosaggio: 2 g/L. Sboccatura febbraio 2025.
Paglierino carico, perlage fine e persistente. Naso di grande eleganza, con sentori minerali di pietra focaia, poi pepe verde, scorze di mandarino, erbe aromatiche. Poi giungono la composta di pesca noce, le foglie di thè verde. A chiudere uno sfondo balsamico. Bocca fine, elegante, di piacevole bevibilità, ampia e al contempo guidata dalla freschezza e dalla sapidità. Lungo finale minerale e sapido.
Cuvée n° 744 Dégorgement Tardif Extra-Brut
Proviene dall’annata 2016. Inverno e primavera estremamente piovosi, con gelate a fine aprile. Poi torna il sole e un’ottima estate porta caldo e clima secco che consentono alle uve di raggiungere equilibri di qualità. Vendemmia 19 settembre – 6 ottobre. L’assemblaggio integra il 30% di vini di riserva provenienti dalle Cuvées n°743 a 736 (esclusa la 738). 19.700 bottiglie / 905 magnum. Dosaggio: 2 g/L. Sboccatura febbraio 2025
Dopo 92 mesi di affinamento sui lieviti sotto tappo di sughero, nel calice il vino testimonia che il prolungamento della fase di maturazione sui lieviti prima della sboccatura produce aromi terziari che bene si coniugano alla freschezza, specie se affinata in ambiente poco ossidativo. Il vino si offre al palato sia concentrato sia goloso, ma anche scorrevole perché mantiene ottima freschezza che si poggia sulla mineralità e la sapidità. Paglierino carico, lieve doratura. Perlage fine e persistente. Olfatto fine, autorevole di tabacco biondo, composta di frutta gialla, pietra focaia, erbe aromatiche secche, pasticceria, tisana. Finale lungo.
Champagne Jacquesson produce inoltre quantità molto limitate di quattro vini denominati “Lieux-Dits” ideati per valorizzare i migliori terroirs, rivelandone la tipicità. La gamma comprende due Blanc de Blancs – Avize Champ Caïn e Dizy Corne Bautray – e due Blanc de Noirs – Aÿ Vauzelle Terme e Dizy Terres Rouges. Questi vini vengono prodotti quando la qualità del millesimo consente la piena espressione del carattere di ciascun terroir.
Champ Caïn Avize Grand Cru 2015
Cuvée parcellare storica di 1,3 ha coltivata a Chardonnay, secondo il sistema di potatura Chablis, piantata nel 1962 ed esposta a pieno sud. Il suolo è costituito da calcare argilloso-sabbioso-limoso, con ghiaie di gesso su substrato campaniano. L’inverno e gran parte della primavera 2015 furono caratterizzati da temperature miti e da una piovosità abbondante, cui fece seguito un periodo di siccità e forte caldo fino a metà agosto. La stagione terminò con un’alternanza di freschezza umida e calore secco. La vendemmia ebbe inizio il 21 settembre. 10.772 bottiglie / 402 magnum Dosaggio: 1 g/L Sboccatura: febbraio 2025
Colore giallo paglierino carico con riflessi oro, mostra un perlage molto sottile e persistente. Olfatto profondo e delizioso di uva sultanina, albicocca disidratata, scorza di mandarino essiccata, mela grattugiata, poi nocciole e mandorle tostate, miele d’acacia e mela cotogna; chiude con precisi sentori minerali. Al palato è potente, di intrigante bevibilità nella struttura complessa che parla di freschezza, sapidità, e mineralità. Molto persistente.
Nato a Gragnano, capitale della pasta, in seguito vive in provincia di Napoli, per poi trasferirsi a Torino, con lunghe frequentazioni di Milano e Roma: in definitiva un cosmopolita. Benché la passione per il vino lo colga giovanissimo, alla prima vista delle bottiglie e dei bottiglioni che circolavano in casa, si dedica ad altro. Esperto economico e finanziario, giornalista di economia e finanza, l’aver tenuta viva la fiamma della bevanda di Bacco lo conduce in AIS Piemonte, dove consegue il diploma di Sommelier e, in seguito, di Degustatore. Vicepresidente dell’Associazione Stampa Subalpina, Consigliere del Centro Studi per il giornalismo Gino Pestelli, Presidente del Collegio Sindacale del GEI Gruppo Economisti d’Impresa, scrive di vino su varie testate, con l’obiettivo di far conoscere i territori, le persone e le culture del nostro Bel Paese.
Aggiornamenti continui sul mondo dell'enogastronomia






