Un territorio quello dell’Alto Adige, un fiume, l’Adige, che lo divide non proprio a metà, 2 cantine che hanno fatto la storia di questo territorio, una con i vigneti ubicati nella parte sinistra dell’Adige, la Cantina Terlano, l’altra nella parte destra la Cantina di Andriano, un’idea comune, la stessa data di nascita, il 1893, un team enologico e commerciale comune, insieme ci mostrano due espressioni territoriali distinte attraverso le loro produzioni vinicole.
Nella parte alla sinistra dell’Adige, verso Est, il suolo è di origine vulcanica, ricco di porfido quarzifero, ricco di minerali, mentre nella parte destra i terreni sono di natura calcarea.
I vini che vi nascono sono frutto di questa diversità, espressivi e tipici allo stesso tempo ma posseggono entrambi un’elemento comune: la capacità di affrontare il tempo.
Proprio quest’aspetto abbiamo avuto modo di verificare attraverso la masterclass, organizzata da entrambe le cantine alla presenza dell’enologo Rudi Kofler e del direttore commerciale Klaus Gasser, presso le sale del Ristorante Mirabelle situato all’interno dell’Hotel Splendide Royal di Roma, dei 3 vini più adatti, delle cantine, a esprimere la longevità e vogliamo riportarvi le nostre impressioni.
Iniziamo con il Doran Chardonnay della Cantina di Andriano le cui uve provengono da vigneti siti tra i 350 – 450 metri di altitudine, affina sui lieviti in tonneau, per poi rimanervi per 12 mesi, a seguire un ulteriore affinamento in bottiglia per 3 mesi prima di andare in commercio.
Annata 2017: Si presenta con sentori di frutti bianchi e gialli che si uniscono a toni minerali e salmastri. Freschezza, avvolgenza in evidenza ed un lungo finale su ricordi gessosi e pietrosi, ne completano il quadro organolettico.
Annata 2019: Note di pietra focaia e agrumi ci introducono ad un sorso pieno, ricco, sapido e fresco, connotato da eleganza e profondità di beva. Chiude su ricordi minerali e di fiori gialli. Il tempo ha saputo migliorare il vino in modo evidente.
Annata 2022: Incentrato su freschezza, sapidità e tensione di beva. Un finale che insiste su toni floreali e minerali.
Annata 2023: l’ultimo nato si esprime ai massimi livelli, il legno è ben gestito e permette al sorso di risultare fresco e potente allo stesso tempo, per poi terminare su note agrumate accattivanti.
Segue il Terlaner Nova Domus Cuvée Riserva uno dei vini storici della Cantina Terlano, un blend di 70% Pinot Bianco, 25% Chardonnay e 5% Sauvignon Blanc, da vigneti posti ad un’altitudine di 500-600 metri per il Pinot Bianco e 300-350 metri per gli altri 2 vitigni.
Fermenta in botti di legno grandi (30 ettolitri), poi una fermentazione malolattica parziale (solo per le uve Pinot bianco e Chardonnay), e affinamento per 12 mesi sulle fecce fini in botti di legno grandi. L’assemblaggio avviene tre mesi prima di imbottigliare.
Annata 2023: Grande bevibilità, sorretta da note sapide e minerali. Incentrato su note agrumate e frutta bianca, chiude in un finale agrumato lunghissimo.
Annata 2019: Il profilo olfattivo è caratterizzato da sentori di agrumi e frutti bianchi maturi. Il sorso è sapido e avvolgente, con una nota alcolica in evidenza.
Annata 2009: Un sorso di grande eleganza e profondità, mette in rilievo struttura e ricchezza glicerica oltre alla sapidità e la freschezza. Il finale, insiste su ricordi di pesca e mela e risulta essere di una persistenza straordinaria.
Annata 1998: L’assaggio mostra l’inizio della curva discendente nell’evoluzione del vino, incentrato su frutta matura e note di legno, per terminare in un finale amaro.
Terminiamo con il Terlaner I Grande Cuvée, blend di 60% Pinot Bianco, 38 % Chardonnay, 2 % Sauvignon da vigneti posti ad un’altitudine di 500-600 metri per il Pinot Bianco e 300-350 metri per gli altri 2 vitigni.
Una fermentazione lenta in botti di rovere grandi (12 ettolitri) seguita da una fermentazione malolattica e successivo affinamento per 12 mesi sui lieviti in botti di legno tradizionali, per poi rimanere in bottiglia prima di andare in commercio.
Il vino definito dall’azienda come “la Sintesi perfetta, espressione dell’anima più pura della Cantina Terlano”.
Annata 2019: Un vino che gioca su tensione e sapidità. Molto frenato con acidità e alcool ancora scisse che si mostrano in modo evidente in un finale incentrato su note di lime.
Annata 2021: eccezionale connubio tra eleganza e struttura. Sapido, fresco, presenta un lunghissimo finale minerale e agrumato a cui si accompagnano note vanigliate che lasciano a lungo una sensazione accattivante.
Annata 2023: il quadro olfattivo si declina in sensazioni di pietra focaia, fiori gialli ed agrumi. Il sorso è sapido, avvolgente, con una nota alcolica leggermente sopra le righe. Le note che scaturiscono dall’affinamento in legno non si sono ancora perfettamente integrate.
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