Cenare a lume di candela nei locali che un tempo fungevano da serbatoi d’acqua per la città di Bacoli, fermandosi prima ad osservare dall’esterno il “castelletto”, simbolo dell’immaginario collettivo del piccolo borgo marinaro flegreo, costruito ad immagine e somiglianza dell’adiacente castello Aragonese, è l’incipit ideale per l’incontro tra territorio e storia, tra ciò che è “per sempre” e ciò che rappresenta il contemporaneo.

La famiglia Mazzella, con le nuove leve rappresentate dai fratelli Erasmo e Rosario, ha scommesso dieci anni fa sul recupero funzionale di un luogo legato anche al dolore della guerra, quando le riserve idriche erano contingentate come bene assoluto. Un lavoro di impegno civile, oltreché imprenditoriale, quasi un salto nel buio tra le diversificate proposte gastronomiche presenti in zona.

«All’inizio credevamo soltanto nel ristorante – affermano il trentaduenne Erasmo e Rosario Mazzella, 30 anni appena compiuti – ma con gli anni la nostra visione è cambiata verso l’idea di un posto da scegliere per usi e momenti differenti».

Parte da questo concetto il menu articolato che prevede anche tapas e antipasti da apprezzare in un tranquillo aperitivo di condivisione, per una sosta non necessariamente lunga. Il giardino estivo consente di apprezzare la vista sulla splendida baia sottostante, tra i riflessi del sole al tramonto e il silenzio della natura circostante.

In cucina la brigata ai comandi dello chef Giuseppe Esposito, partito da zero e dopo aver ricoperto ogni incarico con grande impegno e spirito di abnegazione, propone piatti invitanti come l’originale minibun al pulled di tonno o la pasta mista con crema di cicerchie, frutti di mare, gamberi, scampi e bottarga.

Immancabili le crudité con pescato locale a chilometro zero da piccoli fornitori, l’anima vera di Borgo 50. Così le contaminazioni con gli ziti spezzati al ragù con genovese di polpessa.

L’esperto bar manager Giuseppe Tufano, maestro formatore presso la European Bartender School e per anni ai vertici di CG Restaurants & Bars, fino a ricoprire il ruolo di Holding General Manager del Dirty Martini di Covent Garden di Londra, oltre collaborazioni esclusive a New York, Barcellona e Porto Cervo, rivede la mixology puntando alle essenze locali, unendo quel pizzico di mediterraneo agli ingredienti storici dei cocktail più noti.

Nasce così l’alcolico Nerone’s Garden con rum Plantation 3 stars, lime, liquore mandarino dei Campi Flegrei, shrub mandarino e zucca o il rinfrescante analcolico Borgo’s Snapper a base di succo di pomodoro campano, limone, peperoncino, Borgo’s Bloody Mix, olio di friarielli.

Finale tra millefoglie, zeppoline in ruota e amari home made per festeggiare il decennale dell’impresa dei Mazzella, guardando al futuro con ottimismo e sapore.