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UNA DENOMINAZIONE IN CERCA D’AUTORE: LA ROMA DOC

La Roma Doc è una denominazione in cerca d’autore. O almeno questa è l’impressione che mi è rimasta, all’indomani di un dettagliato press tour organizzato qualche mese fa dal Consorzio con il prezioso supporto dell’agenzia MGLogos.

Le cause possono essere molteplici. Anzitutto l’estrema varietà del territorio della Doc, che spazia da sud a nord di Roma, con un passato e una vocazione totalmente differenti: al sud, cioè nella storica zona del Frascati e dei Castelli Romani, l’impressione è che la Roma Doc sia ancora considerato da molti produttori il parente povero, il parvenu invitato alla festa di altri vini che, come il Frascati, hanno secoli di (alterne) fortune sulle spalle. Al nord, dove dovrebbe prevalere una tendenza più “rossista”, da sempre il punto debole dei vini del Lazio fatta eccezione per il Cesanese (che è a sud), prevalgono per ora incertezze di carattere strategico.

In sostanza, nell’intero territorio è il vino bianco a fare la parte del leone, ma spesso declinato nei nomi “storici” oppure in Igt da monovitigno, con il “Roma” relegato a ultima ruota del carro, spesso con vini molto semplici e immediati, di relativa complessità. Ci sono eccezioni però, come vedremo. E interessanti novità, aziende giovanissime cui però va dato il tempo sufficiente a dispiegare tutto il proprio potenziale. Ma prima è necessario circostanziare meglio i presupposti storici e territoriali entro cui si iscrive questa Doc relativamente giovane (ha dodici anni).

Il territorio è formato essenzialmente dalle colline e dai monti che circondano la città di Roma: il litorale, la Sabina romana, i Colli Albani, i Colli Prenestini e parte della campagna romana a nord della Capitale. La natura dei suoli è prevalentemente vulcanica e tufacea, con tracce, in alcune zone, di sedimenti marini o alluvionali. L’altitudine è molto variabile: dalla costa si può arrivare fino ai 600 metri sul livello del mare. Di non secondaria importanza, soprattutto per le molteplici possibilità che offrono alle strategie di marketing, sono l’identità unica di questi luoghi, al centro del mondo da oltre due millenni, e il patrimonio paesaggistico, brutalizzato spesso e volentieri negli ultimi 150 anni ma ancora di grande fascino.

Tra i vitigni bianchi coltivati spicca la Malvasia Puntinata (o del Lazio), poi la Malvasia di Candia, il Trebbiano Verde (Verdicchio), il Bellone o Cacchione, il Bombino, il Greco Bianco, il Trebbiano Giallo e gli internazionali Viognier, Sauvignon e Chardonnay. Tra le varietà a bacca nera, oltre ai tipici Montepulciano, Sangiovese e Cesanese (di Affile e Comune), sono presenti in buona quantità Syrah, Cabernet Sauvignon, Merlot e altri internazionali. Da disciplinare si possono produrre Spumante (anche in versione Amabile, la celebre e un po’ screditata “Romanella” delle fraschette), Bianco, Rosato e Rosso, con prevalenza minima del 50% di Malvasia Puntinata per i primi due e di Montepulciano per gli altri. È possibile anche indicare in etichetta “Malvasia Puntinata” e “Bellone” con un minimo dell’85% dei vitigni menzionati (ed è forse la scelta più interessante per chi cerca di alzare la qualità). Ulteriori opzioni riguardano la dicitura “Classico”, esclusivamente per la zona più vicina alla città, e il Rosso Riserva.

Ma veniamo ai vini, accompagnati da una breve descrizione delle aziende visitate.

PARVUS AGER

Il nome, opportunamente in latino, significa “piccolo terreno”, anche se in realtà può contare su ben 40 ettari vitati. Ci troviamo a Santa Maria delle Mole, nel Comune di Marino e ai confini con Ciampino, su suoli vulcanici. Le uve attraversano letteralmente il percorso dell’Appia Antica. Qui si allevano le vigne da oltre un secolo, ma solo in tempi recentissimi (le prime etichette sono del 2020) è arrivata la scelta di produrre in proprio, con il supporto dell’enologo Paolo Peira. Qui, a differenza delle altre aziende, la scelta è di puntare tutto sul Roma Doc.

Essenza della terra – Sauvignon Igt 2022
Minerale, frutta matura, tocchi floreali e vegetali. Bocca semplice, piacevole, di discreta sapidità.

Eterna – Roma Doc Malvasia Puntinata 2022
Barrique per il 15%. Note agrumate (arancia, cedro) e di erbette aromatiche, floreale (camomilla), balsamico, toni da moscato. Bocca di buona struttura, un po’ calda, sapida, dal buon finale speziato e con ricordi marini, iodati, quasi da Vermentino costiero.

Eterna – Roma Doc Rosato 2022
60% Montepulciano 40% Syrah. Piccoli frutti rossi, fragole, ciliegie, melograno, pesca, floreale di rosa. In bocca è estremamente semplice, agile, ha bella acidità in progressione. Buona sapidità, chiusura di media persistenza.

Eterna – Roma Doc Rosso 2020
Stesse percentuali del rosato. Breve passaggio in botte grande. Molto speziato, leggermente animale, cuoio, cioccolato e sigaro, frutti di bosco. Ha un buon equilibrio e un tannino di qualità, anche l’acidità è adeguata. Manca solo un pizzico di materia in più per allungare la beva.

Eterna – Roma Doc Rosso Riserva 2020 (campione di botte)
Diciotto mesi in botte grande. Cacao, nota tostata, trama tannica di ottima qualità e struttura, molto più intensa del precedente. Il vino di livello più alto, anche in questa fase ancora transitoria dimostra buone prospettive di evoluzione. Finale lungo e saporito.


CASALE MATTIA

Azienda attiva dagli anni Sessanta, ha ormai una lunga storia (la prima etichetta risale al 1996) e un certo eclettismo (si allevano anche animali da cortile e la tenuta è ricca di ciliegi). Catalogo ampio, dove spiccano i Frascati, cuore della produzione, e i vini dolci, non mancano una grappa e un onestissimo spumante metodo Charmat.

Romos – Roma Doc Bianco 2022
Da Malvasia di Candia. Fresco, fiori gialli, mela verde. Ben fatto, armonico, buona consistenza e semplice piacevolezza. Il classico bianco da aperitivo.

Romylos – Roma Doc Rosso 2022
Da Montepulciano e Cesanese, con piccoli contributi di Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Shyraz. Molto semplice, frutti rossi, tannico, speziato, vinoso, robusto, ancora giovanissimo.

ROSSI DI MEDELANA

Una cantina che rivendica 450 anni di storia sui colli vulcanici di Frascati e che al suo interno può disporre di spettacolari grotte di tufo, ideali per l’invecchiamento dei vini. Anche qui l’avvio di etichette proprie è recentissimo, così come la ritrutturazione della storica tenuta settecentesca, praticamente un balcone affacciato su Roma. A parte il Syrah, non assaggiato in questa occasione, solo bianchi, a dispetto del nome (che è quello di famiglia). 40mila bottiglie annue e un’impressione di grande potenziale.

Roma Doc Bianco 2021
Malvasia Puntinata 60%, Bellone 20%, Bombino 20%. Agrumi ed erbe aromatiche. Discreta struttura, in bocca c’è più dolcezza che acidità. Finale semplice, gustoso, si lascia bere.

Vigna Ferri – Frascati Superiore Docg 2021
Malvasia Puntinata 70%, Trebbiano Toscano 20%, Rossetto 10%. Frutta bianca, spezie dolci, erbe di campo. Ottima struttura, si espande bene, è anche sapido, buon finale succoso e ammandorlato. Un Frascati molto elegante, inappuntabile.

Malvasia Puntinata Igp 2021
Frutta secca (mandorle), resina, fiori bianchi, foglia di pomodoro. Altro vino consistente, buona freschezza, chiusura ampia e saporita di agrumi gialli, leggermente tannico a causa della breve macerazione.

Bellone Igp 2021
Agrumi, frutta gialla, toni esotici (ananas e mango). Gustoso, succoso, sapido e lungo. Di ottimo livello, da un vitigno che negli ultimi anni sta dimostrando una certa potenzialità in questa regione.

TERRE DI VEIO

Ci spostiamo a nord della Capitale, più precisamente nel Parco di Veio. Qui, accanto alla più antica tomba etrusca finora ritrovata (detta “dei leoni ruggenti”, 700 a.C.), da cinquant’anni l’azienda, rilevata negli anni 2000 dalla famiglia David, produce vino, olio e miele. Le vigne, 12 ettari in tutto, giacciono su terreni vulcanici.

Crèmera Malvasia Puntinata Classico 2022
Naso delicato, carattere vegetale e minerale, frutta a polpa bianca, biancospino. Bocca prevalentemente sapida, finale piccolo ma gradevole e fresco, cedro, pera acerba.

Crèmera Malvasia Puntinata Classico 2021
Naso più involuto, sorso più ampio, fruttato, ha meno alcol ma una sensazione calorica maggiore del precedente. Chiusura equilibrata e sapida.

De Coccio Igp 2020
Malvasia Puntinata 60%, Bombino 40%. Vinificato in cemento e affinato in terracotta (da cui il nome) per sei mesi. Profumi lievi, punta di ossidazione, bel sorso spesso, leggermente tannico, di un certo fascino. Ad oggi, nel Lazio, uno dei migliori esemplari assaggiati di vino in anfora.

Velthur Viognier Igp 2022
Sei mesi in barrique di secondo passaggio con bâtonnage. Leggermente speziato, frutta gialla (pesca), agrumi, erbe aromatiche. Struttura notevole, equilibrato ed elegante, ottima persistenza.

Crèmera Rosso Roma Doc Classico 2020
60% Montepulciano 30% Sangiovese 10% Cabernet Sauvignon. Affina parzialmente in legno. Profumi molto delicati, frutta scura, sottobosco. Tannini di ottima estrazione. Bel rosso vellutato, succoso, perfetto per la cucina romana.

CASTELLO DI TORRE IN PIETRA

Tenuta storica, appartenuta alla Chiesa romana, acquistata nel 1926 dal giornalista e senatore Luigi Albertini quando il regime fascista lo silurò dalla direzione del Corriere della Sera. Da anni viene gestita da Filippo Antonelli, titolare dell’azienda Antonelli San Marco di Montefalco, con una gamma molto ampia e di ottimo livello. 150 ettari nella Doc Roma, di cui 52 di vigne a conduzione biologica, 8 a oliveto e 80 a seminativi. All’interno della tenuta anche una locanda di cucina tradizionale, l’Osteria dell’Elefante.

Spumante Brut
Vermentino 70%, Bellone 25%, Bombino 5%. Metodo Charmat lungo. Bel prodotto, balsamico, miele, agrumi, frutta secca. Fresco, minerale, dinamico.

Vermentino Igp 2021
Meno irruente degli omologhi sardi, ha buona mineralità, frutta secca, macchia (timo) ed è molto sapido e vivace. Buona persistenza.

Amor – Roma Doc Malvasia Puntinata 2022
Buona dolcezza di frutto, mela e pesca, anche al palato. Succoso, ammandorlato, chiusura salina, manca forse un po’ di verticalità.

Macchia Sacra Igp 2021
Fiano 100%. Il vino affina in cemento, una piccola massa va in tonneau con macerazione a freddo prefermentativa. Scia salina e agrumata al naso, note minerali e di frutta secca (nocciola). Vino importante, di classe superiore, gran sorso fresco, strutturato e molto persistente. Forse il migliore asaggiato durante il tour.

Roma Doc Rosso 2021
Montepulciano 50%, Cesanese 35%, Sangiovese 15%. Acciaio e cemento. Ciliegie, piacevole, fresco, speziato, ben estratto. Anche di una certa complessità e armonia. Rosso di ottimo livello.

Terre di Breccia Cesanese Igp 2020
Poco più di un anno in cemento. Rose, ciliegie e lamponi. Succoso, elegante, tannino molto equilibrato, struttura e calore. Buona persistenza, pulito. Non distante dai migliori esemplari di Piglio e Olevano.

Roma Doc Rosso Riserva 2019
Montepulciano 55%, Sangiovese 30%, Syrah 15%. Affinamento separato per varietà in tonneau di rovere da 350 litri e in piccoli serbatoi in cemento per 18 mesi. Evidente complessità gusto-olfattiva, frutti di bosco, spezie, cacao, terra bagnata. Vino di una certa ambizione, di finissima grana tannica, ricorda come stile (quasi inevitabilmente) i rossi montefalchesi di Antonelli.

Nato nel Luglio del 1969, formazione classica, astemio fino a 14 anni. Giornalista professionista dal 2001. Cronista e poi addetto stampa nei meandri dei palazzi del potere romano, non ha ancora trovato la scritta EXIT. Nel frattempo s’innamora di vini e cibi, ma solo quelli buoni. Scrive qua e là su internet, ha degustato per le guide Vini Buoni d’Italia edita dal Touring Club, Slow Wine edita da Slow Food, I Vini d’Italia dell’Espresso, fa parte dal 2018 della giuria del concorso Grenaches du Monde. Sogna spesso di vivere in Langa (o in Toscana) per essere più vicino agli “oggetti” dei suoi desideri. Ma soprattutto, prima o poi, tornerà in Francia e ci resterà parecchi mesi…

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