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Spumanti dell’Etna – Sorsi in una notte di mezza estate

Degustare spumante a bordo piscina e poter assaggiare delle pietanze gustose ed invitanti create da uno chef stellato in una serata d’estate è una delle cose più appaganti ed invitanti che ci possano essere. Se a tutto questo aggiungiamo la frescura della campagna circostante e la possibilità di una vasta scelta di spumanti da poter abbinare ai piatti, la cosa prende ancora più risalto. Un sogno? Potrebbe darsi, ma che diventa realtà nella location di Zash, ristorante – hotel sito a Riposto (CT), dove si è svolta per il secondo anno una serata con tema gli spumanti dell’Etna, di varie tipologie, con la presenza dei vari produttori. Ambiente elegante ed organizzazione ineccepibile hanno fatto sì che la serata sia stata veramente un successo. A conferma di tutto ciò, considerato il periodo ancora con il quale si deve convivere e le varie normative (post Covid 19, prorogate fino a metà ottobre 2020), già ad una settimana prima dell’evento si era registrato il tutto esaurito e non solo, ma l’affluenza è stata superiore rispetto a quella dell’anno precedente. Dopo tutto, la location non è nuova a queste serate (vedete un nostro articolo di qualche tempo fa). Un ricco menu, ma soprattutto sfizioso, ideato e pensato dallo chef Giuseppe Raciti, neo stellato dalla Guida Michelin, ha permesso di far sbizzarrire i partecipanti a provare i vari spumanti con i vari piatti gourmet:

iris salata con pistacchio, guanciale e Vastedda del Belice;
focaccina, tartare di vitello, parmigiano e tartufo nero;
hamburger di scottona, friarielli, scamorza affumicata e n’duja;
pane e panelle, crudo di tonno e maionese al limone;
crespella alla ricotta e ricci di mare;
pizzetta all’amatriciana pomodoro, pecorino, guanciale e cipolla rossa;
il “Coppo” gambero in tempura alle erbe e salsa agro-piccante;
sushi “fritto” salmone, avocado, arancia candita e salsa teriaky;
pane “cunzatu”, tuma, acciughe, pomodorino confit e origano;
gambero rosso, gaspacho di pomodoro, burrata, basilico e pane croccante;
mezzi paccheri al pomodoro al sugo di ventresca di tonno, spuma di mozzarella e pane “atturato” all’ origano;
briochemisu’ cremoso al mascarpone, gelato al caffè bianco e polvere di meringa.

Del menu, le cose che hanno veramente fatto capire (nel caso ce ne fosse ancora necessità) la bravura dello chef sono stati l’iris salata con pistacchio, guanciale e Vastedda del Belice, per la grande piacevolezza e per come ha saputo accorpare i vari sapori dando un ottimo equilibrio; l’hamburger di scottona, friarielli, scamorza affumicata e n’duja, che pur mettendo assieme sapori marcati (in particolar modo quello della scamorza affumicata e della n’duja) ha creato un buon mix senza che i sapori più “forti”, coprissero gli altri e dando una grande complessità, ma allo stesso tempo con una grande piacevolezza di assaggio, ottenendo un qualcosa di delicato; pane e panelle, crudo di tonno e maionese al limone, creazione con la quale il tonno ha dato una maggiore consistenza ed allo stesso tempo invogliando a bere qualche spumante più deciso e complesso; i mezzi paccheri al pomodoro al sugo di ventresca di tonno, spuma di mozzarella e pane “atturato” all’ origano, penultimo piatto, con il quale lo chef si è spinto dando sapori più marcati e creando una sorta di “scala” che è andata in un crescendo. Altra cosa da non sottovalutare è come lo chef Giuseppe Raciti, riesca a mettere in atto una nouvelle cuisine non esasperata, sapendo inserire i prodotti tipici del sud in maniera originale. Allo stesso tempo si può dire che tutto il menu è stato pensato per gli spumanti, quindi parte del merito va anche al maître. Quando si dice far gioco di squadra, in questo caso più che buono.

Per gli spumanti che si sono messi in evidenza sono stati tutti Metodo Classico, rientranti nella D. O. C. Etna Brut ed un Sicilia D. O. C. sempre Metodo Classico, ottenuto da uva Carricante. Stili, annate, permanenza sui lieviti, terroir, hanno fatto sì che ogni spumante avesse caratteristiche differenti, in modo da poter avere una giusta collocazione con ogni pietanza ed allo stesso tempo trovare degli estimatori nei partecipoanti della serata.

Sicilia D.O.C. Carricante Metodo Classico Brut (100% Carricante) – Planeta

Profumi agrumati e delicati (pompelmo in particolar modo), lievi accenni di erba secca e ricordi floreali. Profondità all’assaggio e freschezza che accompagna il sorso. Perlage fine e con una persistenza discreta. Il piatto con il quale trovava il giusto abbinamento è l’hamburger di scottona, friarielli, scamorza affumicata e n’duja, con il quale grazie alla freschezza dello spumante riusciva a sgrassare il palato, ma allo stesso tempo con delicatezza, non ha prevaricato il piatto. Permane ventisette mesi sui lieviti e non è un millesimato. Le uve sono dei vigneti di Sciaranuova e di Feudo di Mezzo a Castiglione di Sicilia, versante nord – est dell’Etna.

Etna Brut D.O.C. Caterina di Plachi Metodo Classico Brut (100% Nerello Mascalese) – Tenuta Mannino di Plachi

Siamo al terzo anno di produzione ed i progressi sono stati continui e costanti, per raggiungere un buon risultato. Avvicinando il calice si evince la nota minerale e piccoli frutti di bosco in maniera sinuosa ed elegante. Successivamente si percepisce una delicata nota floreale e un leggero accenno di spezia. Centrato in pieno l’equilibrio con una freschezza ben sagomata ed una briosità che chiude l’assaggio. Buona persistenza. L’iris salata con pistacchio, guanciale e Vastedda del Belice e pane e panelle, crudo di tonno e maionese al limone erano i piatti più indicati per sia essere esaltati, sia per mettere in risalto lo spumante. Permane almeno trentotto mesi sui lieviti ed è un millesimato, il millesimo degustato è stato il 2013. Le uve dal quale si ottiene lo spumante provengono dai vigneti di Castiglione di Sicilia.

Etna Brut D.O.C. Metodo Classico (100% Nerello Mascalese) – Cottanera

Di perlage fine e persistente. Un bouquet deciso e ben marcato, con crosta di pane ed accenni di frutti di bosco ed un lieve sentore di torba. Ben strutturato all’assaggio, con una freschezza che gli dona nerbo e lo rende quasi possente. Buona la persistenza e la progressione. Permane quaranta mesi sui lieviti ed affina un anno in bottiglia. Parte della fermentazione viene svolta in botti di rovere. Basso il numero di bottiglie prodotte annualmente. I vigneti sono siti a Castiglione di Sicilia. Uno spumante di carattere, per il quale le pietanze adeguate erano pane e panelle, crudo di tonno e maionese al limone ed i mezzi paccheri al pomodoro al sugo di ventresca di tonno, spuma di mozzarella e pane “atturato” all’ origano, in modo da poter contrastare i sapori più marcati grazie alla struttura ed alla freschezza dello spumante.

Etna Brut D.O.C. Metodo Classico Apum (100% Nerello Mascalese) – Cantine di Nessuno

Dei vari Etna Brut, è quello che si differenzia in maniera più evidente da tutti gli altri. Il perlage è fine, il bouquet inizia con note di pasticceria e di pan di Spagna, il tutto arricchito da lievi sentori floreali. Sorso rotondo e pieno con una bella struttura ed una complessità che gli dona un valore aggiunto. Buona persistenza. Sta ventiquattro mesi sui lieviti, il millesimo degustato è il 2012. La zona dove si trovano i vigneti è nel versante sud – est, a Trecastagni. L’abbinamento migliore è stato con l’hamburger di scottona, friarielli, scamorza affumicata e n’duja.

Etna Brut D.O.C. Metodo Classico Saxanigra (100% Nerello Mascalese) – Destro

Perlage fine e di persistenza. Sentori di pietra focaia e di agrumi, con accenni di frutta a polpa bianca e nota marina. Fresco all’assaggio, il che gli conferisce una grande verticalità e profondità. Chiude con una leggera scia salina. Buona persistenza. Anche questo spumante è un millesimato ed è stato assaggiato il 2013. Le vigne sono site a Randazzo, versante nord. La permanenza sui lieviti è di almeno trentasei mesi. Per la freschezza che ha, necessita di piatti di carattere come i mezzi paccheri al pomodoro al sugo di ventresca di tonno, spuma di mozzarella e pane “atturato” all’ origano, o pane e panelle, crudo di tonno e maionese al limone.

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Come per tutte le cose importanti si inizia per gioco e poi... si fa sul serio. È dal 2006 che mi sono appassionato e sono stato introdotto nel mondo del vino, GRAZIE a MIO PADRE. Poi per capire qualcosa in più ho seguito un corso e..... nel 2013 ho conseguito il diploma di sommelier. A tutti coloro che sono appassionati di vino, dico che bisogna sempre provare e degustare vini diversi, cercando di capire quello che il vino ci trasmette, perché il vino non va bevuto! Il vino va degustato!!

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