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Degustazione

N vs N = Nebbiolo vs Nerello oppure Giacomo Fenocchio vs Girolamo Russo

In uno degli ultimi articoli (L’Etna con i suoi versanti ed i loro vini) si era parlato di come il Nerello mascalese ed a sua volta l’Etna rosso, in determinate zone dell’Etna trovi delle similitudini con il Nebbiolo ed in alcuni casi con il Barolo, neanche a programmarlo, Venerdì 24 Febbraio 2017 nella location di Zash, a Riposto (CT) è stato organizzato un confronto che ha visto scontrarsi su di un ring virtuale, due espressioni rappresentative di questi vini in un ipotetico match senza alcuna corona in palio. Più che altro, come è stato precisato da Giuseppe Russo e da Claudio Fenocchio i due ipotetici pugili dell’incontro ad inizio serata, trattasi di un confrontro/incontro amichevole con fini esclusivamente conoscitivi, ma alla fine ogni ospite presente oltre ad aver tifato per l’uno o l’altro contendente avrà eletto in cuor suo il vincitore di questa particolare sfida.

Il tutto nasce da una intuizione fortuita avuta dal proprietario della location, durante una degustazione alla cieca, nella quale si convinse che un Etna rosso può avvicinarsi al mitico Barolo.

Da buon speaker è bene fare le presentazioni degli ipotetici duellanti.

Nell’angolo rosso Giuseppe Russo, proprietrio dell’azienda Girolamo Russo le cui vigne si trovano a Randazzo e Passopisciaro (frazione di Castiglione di Sicilia) e produce un bianco, un rosè, e tre rossi, per un quantitativo di circa 50.000 bottiglie l’anno.

Nell’angolo verde Claudio Fenocchio, figlio di Giacomo Fenocchio. L’azienda si trova a Monforte d’Alba (località Bussia), vengono prodotti dei rossi ed un solo bianco (Barolo, Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Freisa, Roero Arneis). Il quantitativo di bottiglie prodotte si aggira a 65.000 l’anno.

Il menù della serata

Fatta questa presentazione, bisogna aggiungere che la degustazione dei vini è stata fatta con un menù di tutto rispetto, preparato dallo chef Giuseppe Raciti, che ha assunto le sembianze di un ipotetico ring.

I vini della serata

L’inizio vede sferrare due buoni colpi, l’Etna rosato per Girolamo Russo e la Freisa delle Lagne per Giacomo Fenocchio. Non so fino a che punto si possano fare i termini di raffronto, ognuno dei due vini ha le sue caratteristiche e peculiarità. Per il primo “round” vi è un confronto alla pari, visto e considerato che il rosato di Girolamo Russo ha mineralità e freschezza, mentre nella Freisa c’è speziatura, tannini e pienezza. Con l’antipasto ognuno di questi vini ha potuto trovare il suo “colpo” ben assestato, tenuto conto che con le patate di carruba, bagna cauda ed erba cipollina, l’Etna rosato 2016 metteva in mostra la sua duttilità e maggiore freschezza, ma con l’hamburger di fassona piemontese, cipolla rossa in agrodolce e fontina, è la Freisa che dava dimostrazione del suo carattere grazie a tannini gentili e bella corposità che accompagnava il tutto.

Etna rosato 2016 - Girolamo Russo

Etna rosato 2016 – Girolamo Russo

Etna rosato 2016 (Nerello mascalese) – Girolamo Russo

Colore rosa chiaro scarico. I profumi sono principalmente del vegetale e del fruttato (pomodoro, fragola), sentore erbaceo (macchia mediterranea), per passare alle note di camomilla. In bocca è l’acidità spiccata che dà il carattere al vino, con la nota alcolica che sussegue. Bella mineralità e sapidità, che rimangono a lungo in bocca.

Langhe Freisa 2015 – Giacomo Fenocchio

Langhe Freisa 2015 – Giacomo Fenocchio

Rosso purpureo. Bouquet di tutto rispetto, molto interessante e complesso. Si inizia con note muschiate e di humus, per passare alla confettura e prugna surmatura e finire con nota chinata. Fresco in bocca con tannini “gentili”. Ottima progressione e persistenza. Bella la sensazione data dalla retronasale del passaggio del vino in botte.

Il secondo “round” è con il tonno vitellato e qui il confronto si fa più deciso e se da un lato il Langhe Nebbiolo di Fenocchio ha una maggiore gentilezza ed eleganza, di controparte l’Etna rosso ‘a Rina di Girolamo Russo, sfodera una “struttura”, accompagnata da eleganza e linearità che con il tonno non guasta.

‘a Rina 2014 – Girolamob Russo

Etna rosso ‘a Rina 2014 (Nerello mascalese e Nerello cappuccio) – Girolamo Russo

Rosso rubino lucente. Olfattivamente si sente frutta in primis (ciliegia), sentori terziari (cuoio), pietra focaia e nota iodata. Al palato è sapido, minerale, bella acidità, bilanciata dall’alcol e dai tannini. Persistenza notevole e buona progressione. Il passaggio in legno è impercettibile.

Langhe Nebbiolo 2015 – Giacomo Fenocchio

Langhe Nebbiolo 2015 – Giacomo Fenocchio

Il colore è rosso rubino. I sentori sono sullo speziato (spezie dolci) e sull’erbaceo, per finire con la ciliegia. In bocca è piacevole, rotondo, procedendo gredevolmente con freschezza e tannicità che camminano di pari passo. Discreta persistenza.

Continuando, il terzo “round” comincia con il primo piatto e la cosa inizia a farsi molto interessante, iniziano a venir fuori i “colpi di classe”. Etna rosso San Lorenzo 2011 da un lato e Barolo Bussia 2011 dall’altro angolo. Gli agnolotti di pasta fresca all’uovo, farciti con stracotto di carne d’asina di Chiaramonte Gulfi, il suo sugo arrosto ristretto e fonduta di provolone degli Iblei, richiedono vini importanti ed entrambi i “concorrenti”, non deludono, ognuno con le proprie caratteristiche, simili, ma non uguali.

San Lorenzo 2011 - Girolamo Russo

San Lorenzo 2011 – Girolamo Russo

Etna rosso San Lorenzo 2011 (Nerello mascalese e Nerello cappuccio) – Girolamo Russo

Nel calice si presenta di rosso rubino intenso. Note di affumicatura e di speziato con sentori di iodato e di pietra focaia, humus e cappero. Tannini notevoli, con sapidità ed alcolicità a seguire. Di grande personalità. Bella sensazione data dalla retrolfattiva. Bella persistenza.

Barolo Bussia 2011 – Giacomo Fenocchio

Barolo Bussia 2011 – Giacomo Fenocchio

Visivamente si presentea con un rosso rubino carico. Olfattivamente si sente viola appassita ed anice stellato, semi di finocchio e note di speziatura. Tannini fitti, bella sapidità che danno personalità al vino. Grande progressione ed a sua volta persistenza. Il legno tramite la retronasale si sente, ma in maniera gentile.

Si arriva alla quarta “ripresa” e continuando per il secondo, sulla stessa strada del primo piatto, c’è guancia di vitello stufata al Nerello mascalese, soffice di patata al bianchetto dell’Etna e rosmarino. L’Etna rosso ha avuto un “round” facile, visto e considerato che il vino utilizzato per la cottura della carne richiamava lo stesso vino che accompagnava il piatto che era il San Lorenzo 2009, questo non vuol dire che il Barolo Bussia 2009 abbia sfigurato.

San Lorenzo 2009 – Girolamo Russo

Etna rosso San Lorenzo 2009 (Nerello mascalese e Nerello cappuccio) – Girolamo Russo

Ha un colore rosso tendente al granato. Il bouquet è composto da cardamomo, fiori appassiti, zenzero e note terziarie. Grande sapidità, tannini armonici ed alcolicità che dà quel punto in più. Progressione notevole e persistenza da grande vino. L’assemblaggio legno – vino è ben riuscito.

Barolo Bussia 2009 – Giacomo Fenocchio

Barolo Bussia 2009 – Giacomo Fenocchio

Rosso tendente al porpora. Bouquet notevole. Note di cardamomo, zenzero, viola appassita e spezie dolci. In bocca l’acidità ha la supremazia sui tannini ed al palato è di grande spessore. La retronasale fa sentire il passaggio in legno.

Nebbiolo a sinistra e Nerello a destra

Concludendo si può vedere come per due vitigni diversi, alla fine si ottengano risultati molto simili (per il colore si può dire tonalità pressochè uguali), con caratteristiche che li rendono particolari e probabilmente proprio per questo ricercati. Se per il Barolo ci troviamo di fronte ad una realtà affermata che è conosciuta in tutta il mondo, per l’Etna rosso si può dire che è un vino che sta entrando sempre più in auge, conquistando i mercati stranieri e che per il periodo che ha iniziato a farsi conoscere, può solo avere potenziali ancora da esprimere, magari facendo tesoro dal “suo” similare, soprattutto per come è stato saputo gestire e valorizzare a livello di disciplinare e con le dovute attenzioni nel settore commerciale. Giusto perchè si sta parlando e discutendo di due vitigni (il Nebbiolo ed il Nerello mascalese) che si trovano solo ed esclusivamente nel Piemonte (Langhe) ed in Sicilia (Etna).

Fabio Cristaldi

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Come per tutte le cose importanti si inizia per gioco e poi... si fa sul serio. È dal 2006 che mi sono appassionato e sono stato introdotto nel mondo del vino, GRAZIE a MIO PADRE. Poi per capire qualcosa in più ho seguito un corso e..... nel 2013 ho conseguito il diploma di sommelier. A tutti coloro che sono appassionati di vino, dico che bisogna sempre provare e degustare vini diversi, cercando di capire quello che il vino ci trasmette, perché il vino non va bevuto! Il vino va degustato!!

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