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Sicilia – Viaggio a Sud Est alla scoperta di Ramaddini

Punta Sud estrema della Sicilia, Marzamemi è un piccolo borgo marinaro fatto delle ultime scogliere dell’isola che si abbandonano al Mediterraneo.


In questo lembo del Val di Noto si compie un’agricoltura estrema caratterizzata da forti esposizioni solari, suoli minerali ricchi di scheletro e un’azione costante dei venti che si incrociano originando fenomeni unici.
La viticoltura affonda qui radici antiche: biologica ante litteram, restituisce grandi espressioni di Nero d’Avola e di Moscato di Noto con una storia e una radice antica.
Un territorio di luce e di mare che è la scommessa del produttore Carlo Scollo che con l’etichetta Ramaddini dai primi anni 2000 ha scelto di coltivare diverse varietà tra autoctoni e alloctoni.


Un lavoro che nel tempo è stato premiato da significativi riconoscimenti, ultimo in ordine cronologico quello arrivato da Decanter per “Al Hamen” 2019, Passito di Moscato di Noto Doc.
Nel solco della tradizione ma di visione contemporanea, la cantina dal 2018 è certificata bio a garanzia del lavoro di salvaguardia e rispetto operato in vigna.
Tra le diverse referenze prodotte da Ramaddini segnaliamo tre etichette particolarmente rappresentative della filosofia produttiva della cantina:

Al Hamen, DOC Noto Moscato Passito 2019 – Passito da Moscato di Noto, il nome è una dedica al territorio “Marsa al Halmen”la vecchia Marzamemi, un luogo geografico di matrice araba che è stata crocevia di culture, il vino racchiude l’intensità di tutti questi passaggi di popoli.
Colore giallo dorato, il naso complesso evoca frutta candita, miele, spunte erbacee e infine sventaglia una chiara nota salmastra. In bocca il sorso bilancia morbidezza e freschezza in un gioco di contrappesi in cui prevale la nota salmastra che risale per le vie retronasali. Sapido, quasi salino: è l’impronta del terroir.

Quattro Venti, IGT Terre Siciliane 2020 – Blend di 65% Chardonnay e 35% Catarratto, l’etichetta è una sintesi perfetta della storia recente dell’areale che in un passato non troppo lontano si è aperto alla coltivazione degli internazionali salvo poi ritornare alle origini senza abbandonare gli interessanti risultati derivati dagli alloctoni. Quattro Venti è un matrimonio ben riuscito che lega l’intensità dello Chardonnay ad un Catarratto che a Sud Est è più sottile ma mai esile. L’olfatto si apre con fiori gialli e cenni erbacei, al palato prevalgono freschezza ed acidità, il finale è caratterizzato da una buona sapidità che ne allunga il sorso.

Patrono, Doc Noto Nero d’Avola Riserva 2017 – Nero d’Avola in purezza proveniente dalle vigne di Contrada Lettiera, a pochi km da Marzamemi. Colore rosso rubino, dal calice sprigiona note di frutta rossa e carrube, scorza d’arancia amara disidratata, sensazioni ferrose-minerali e si avvertono i primi cenni di un terziario in evoluzione: cuoio e pellame fresco chiudono un olfatto ampio e definito. Il sorso è avvolgente, investe il palato con un tannino ben levigato che ancora potrà giovare dell’affinamento del tempo. All’assaggio risulta vigoroso ma armonico con un finale persistente e sapido.

Per visitare la cantina e scoprire di più:

Ramaddini
C.da Lettiera
Marzamemi (SR)
info@feudoramaddini.com
+0931.1847100
www.ramaddini.com

Per un soggiorno di 24h a Marzamemi:

Dove dormire – Appena fuori dal paese il B&B Bàcula ‘Nzicula è una full immersion nell’accoglienza tradizionale siciliana. L’idea è quella dell’agri resort: una piscina nel giardino di ulivi serve le 5 camere ricavate in un rudere del ‘900. Straordinaria la colazione “artigianale” preparata ogni giorno con ingredienti del territorio dalla signora Enza.

Dove mangiare – Un pranzo in pieno centro a Marzamemi non può prescindere da una tappa al Cortile Arabo, il Mediterraneo ondeggia sotto le tavole bianche della terrazza e l’affaccio è a contatto con il mare aperto. Lo chef Massimo Giaquinta guida una cucina che punta tutto sulla ricchezza del mare, i sapori sono esaltati da emulsioni e giochi di consistenze. Il clima informale e gioioso è arricchito dalla cortesia del personale di sala. Il ristorante dispone di un’alternativa vegetariana di altissimo profilo. La carta vini è una soddisfacente mappatura del territorio.
Per una cena romantica ci spingiamo più a sud, all’interno del Castello Tafuri a Portopalo di Capo Passero, dove il Ristorante ViDi offre un’atmosfera suggestiva dominata dalla presenza tangibile del mare che dialoga con le architetture liberty delle terrazze. L’offerta gastronomica del “ViDi” è un’ottica prospettica temporale nella quale cogliere l’io narrante dello chef patron Roberto Pirelli. Frutto di una profonda ricerca il percorso di degustazione “Tempo Reale” è una sintesi del pensiero dello chef. In sala una formidabile Paola Tosi affronta la narrazione dei piatti nella duplice veste appassionata di maitre di lungo corso e moglie dello chef.

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Nata a Catania un caldo venerdì del 1979. La naturale appartenenza etnea la rende vulcanica per osmosi: giornalista specializzata in cibo, vino, territorio e valorizzazione femminile, socia delle “Donne del Vino”, sommelier Ais.

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