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I Video di Vinodabere: Umbria – Gubbio: l’alambicco ed i sorprendenti distillati di Anonima Distillazioni

Era una giornata piovosa, quella di fine dicembre, a Gubbio. Una giornata molto piovosa, probabilmente perfetta per andare a cercare un po’ di “conforto” nei distillati di Anonima Distillazioni. Strana la storia di Gabriele Persichetti. Un passato da imprenditore prima e da barman poi, anche se barman è una definizione troppo riduttiva per colui che probabilmente ha cambiato le abitudini dei eugubini in modo irreversibile. Un amore infinito per la mixology al punto tale da vedere la sua naturale evoluzione in una distilleria.

Arrivo a Gubbio nel primo pomeriggio e, dopo aver girato a vuoto per qualche minuto, arrivo in quella che a me sembrava una casa cantoniera (lo era?). Appena entri l’ambiente è dominato da un alambicco artigianale, “oggetto” del quale Gabriele va particolarmente fiero. Un elemento attorno al quale, indubbiamente, ruota tutta l’attività della distilleria…

Ma la visita parte dal retro, dal laboratorio. Un laboratorio fatto di piccoli alambicchi e di grandi contenitori in vetro dal sapore un po’ retrò. La differenza di atmosfera tra la sala dell’alambicco e il laboratorio è netta. Qui si studia e si sperimenta, di là si produce…

Il laboratorio è arredato con cassettiere e scaffali pieni di quella “vetreria” che mi sarei aspettato di trovare in un laboratorio di chimica. Mille bottiglie, bottigliette, beute e accessori vari quali strumenti di lavoro. Ma a farla da padrone sono le “botaniche”, e soprattutto gli odori. Lungo tutto il perimetro del laboratorio ci sono sacchi di ogni cosa, dalla rosa canina in poi, fino ad arrivare al sacco del ginepro.

Bacche grandi, rigogliose, profondamente nere che Gabriele mi invita, fiero, ad assaggiare. Ne assaggio masticandone una. Altro che le bacche di ginepro che ho in dispensa per cucinare, questo ginepro è qualcosa di diverso. Un sapore infinito, dolce, lungo, piacevole. Talmente piacevole da essermi pentito di non essermene fatto dar e una manciata da portare a casa.

Comincio a capire, ma soprattutto a farmi venire voglia di assaggiare qualcosa. È bello assaggiare la materia prima e cominciare a pensare che è proprio quella il punto di partenza migliore per ottenere un buon risultato.

Usciamo dal laboratorio e passiamo alla sala principale. Beninteso, non sto parlando di uno stabilimento di centinaia di metri quadri. Non un posto freddo e asettico ma un luogo molto raccolto dal quale trapela la passione per il proprio lavoro e la fierezza per quanto realizzato.

Indubbiamente l’alambicco è il protagonista di questo luogo. Ma l’alambicco sarebbe nulla senza il ginepro, vero responsabile del big bang che ha fatto nascere Anonima Distillazioni. Gabriele infatti mi racconta che tutto è nato leggendo la retroetichetta di un famoso Gin. È li che è nato tutto, dalla scoperta del fatto che il migliore ginepro è prodotto sull’appennino umbro-toscano e che tutti i principali produttori di Gin è là che si riforniscono.

Alla scoperta segue un percorso di ricerca e, inevitabilmente, come tradizione vuole, in un percorso di ricerca si fanno altre scoperte, come quella della ricetta dell’Aquamirabilis, antica medicina rinascimentale a base di ginepro, antenata dei gin moderni. Sì, perché i distillati, in tempi meno recenti, erano considerati rimedi curativi.

E infine l’alambicco. Un grande alambicco discontinuo a fuoco diretto da 200 litri “carter head”. È da lì che parte tutto. O meglio, parte tutto dalle idee di Gabriele e del Mastro Distillatore Giacomo Faramelli, tanto giovane quanto pieno di idee, e in questo video su Bordolese.it Giacomo ci racconta l’uso dell’alambicco.

Anonima Distillazioni è comunque dominata da una sorta di spirito evolutivo: si parte dalle tradizioni dell’Aquamirabilis, ma si va avanti prendendo spunto dalle erbe raccolte durante una passeggiata in montagna.

È difficile non degustare tutto. La bottiglia “medicinale” è una sorta di richiamo. Le etichette, il nome dei prodotti, l’ambiente in cui mi trovo. Inizio, e ogni sorso è una “botta”. Non di alcol, ma di profumi. L’alcol passa in secondo piano e io, sinceramente, confesso che non saprei scegliere. Inizio con i tre gin e con ognuno dico che è il mio preferito. Poi provo l’amaro e dico che è il mio preferito.

Poi, capisco che quello che mi affascina è la diversità, l’approccio artigianale, la passione che vedo dietro questi distillati. Indubbiamente io non sono un guru dei distillati, ma ho buone papille per dirvi che se passate dalle parti di Gubbio, un salto da “Anonima Distillazioni” vale la pena farlo.

www.anonimadistillazioni.it

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Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso un mondo fatto di idee più stimolanti che spaziano dal teatro all'agricoltura con progetti dedicati all'economia circolare. Appassionato di comunicazione, attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018, writer per passione. Videomaker, ma sempre per passione. Fondatore di Bordolese.it

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