Un antico podere situato nel versante sud di Montalcino, in prossimità del borgo medievale di Sant’Angelo in Colle, dove dal 1800 aveva lavorato Giuseppe Bucci come agricoltore per conto della Curia che ne era la proprietaria, è l’oggetto del nostro articolo.
Nel 1939 Adon Bucci si trasferisce in queste terre per lavorarvi come mezzadro e nel 1983 riesce ad acquistare, dalla Curia, il podere che gestiva, poco meno di 2 ettari di vigna a Brunello e un po’ di oliveto che gli permisero di far nascere l’azienda il cui nome deriva proprio dal podere: Collemattoni.
Nel 1997 il figlio Marcello dopo esperienze in importanti cantine di Montalcino entra in azienda per supportare il padre, insieme a tutta la sua famiglia, aumentando la superficie vitata a 5 ettari e nel 2012 viene completamente rinnovata la cantina di 700 mq dove Marcello, ad oggi, si occupa di tutti gli aspetti produttivi.
L’azienda è, attualmente, costituita da circa 13 ettari a vigneto, situati nei quadranti sud-est e sud-ovest del comune di Montalcino e suddivisi in cinque zone, con altitudini e suoli differenti e alcuni terreni a oliveto, attualmente si producono circa 80.000 bottiglie l’anno.
La conduzione agricola è biologica dal 2009 e tutto il progetto, incentrato sull’autonomia energetica e della sostenibilità, è arrivato a coprire l’80% del fabbisogno energetico, con una caldaia a biomasse e pannelli fotovoltaici che sono gli elementi principali della sua autosufficienza. Ad essi si associa un sistema di condotte per il recupero dell’acqua piovana che risulta essere di grande aiuto in questo momento così instabile sotto l’aspetto climatico.
Ben 6 i vigneti, ognuno ben distinto per composizione del terreno ed esposizione, per riuscire a garantire quella diversificazione tanto cara a Marcello.
- Vigneto Collemattoni ha un’estensione di 2,7 ettari, circonda l’azienda ed è posto a 420 metri di altezza con un’esposizione a sud-ovest, il suolo è di medio impasto, franco sabbioso con buon tenore di scheletro.
– Vigneto Fontelontano, con appena mezz’ettaro di estensione è il più vecchio vigneto aziendale, è stato impiantato nel 1984 ed è situato tra la collina di Sant’Angelo in Colle e quella di Collemattoni, a 380 metri di quota, con un’esposizione a sud-ovest. Trattasi di terreno di medio impasto, con buona presenza di scheletro e consistenza limo-argillosa, prende il nome da un’antica fonte, ed è il vigneto dalle cui uve, nelle migliori annate, viene prodotto il Brunello di Montalcino Riserva D.O.C.G. Vigna Fontelontano.
– Vigneto Sesta si estende per 2,70 ettari, situato di fronte al Monte Amiata a 250 metri di altitudine, con esposizione sud-est, tra Sant’Angelo in Colle e Castelnuovo dell’Abate, è costituito da sabbie argillose, di medio impasto e povero di scheletro.
– Vigneto Poderuccio in località omonima, tra il fosso delle Banditelle e Sant’Angelo in Colle, a 320 metri s.l.m., di appena 0,6 ettari con esposizione sud-est, ha suoli limo-argillosa e medio impasto, con buona presenza di scheletro.
– Vigneto Orcia con un’estensione di circa 5 ettari, esposizione a sud, a 150 metri di altezza; il terreno risulta alluvionale limo-argilloso profondo, ricco di scheletro ed è situato nelle vicinanze di Sant’Angelo.
– Vigneto Aiole, ultimo acquisto aziendale, si estende per circa due ettari a 550 metri di quota, poco più a sud della località La Croce, l’esposizione è a sud-est, i suoli sono costituiti da sabbie e pietra arenaria, ed è stato completamente reimpiantato per dar vita alla nuova sfida che l’azienda si appresta a vivere, perché vi nascerà uno Brunello che sarà anche il cru aziendale.
In virtù degli ultimi cambiamenti climatici che hanno visto estati torride creare grandi problemi nella gestione della vigna e della relativa vendemmia, abbiamo chiesto a Marcello come affronta questo momento di difficoltà.
Ci ha risposto: “Lascio una resa delle uve in vigna superiore a circa un 10% di quanto calcolato rispetto alla normale produzione aziendale (che di solito tengo più bassa). Ma è il tempismo della vendemmia verde la vera chiave di volta, infatti l’ho ritardata ai primi di settembre, mentre normalmente la facevo a fine luglio, questo ritardo è fondamentale per rallentare l’accumulo degli zuccheri e aiuta concretamente a contenere le gradazioni alcoliche troppo elevate. Sto affinando questo metodo da 4-5 anni, ma alla fine ci vuole anche una buona dose di fortuna con l’andamento del meteo!”
Prima di assaggiare i vini preparati nella sala di degustazione da Marcello ci è stata data la possibilità di provare il Rosso e il Brunello dell’annata 2025 ancora in affinamento, vini che nonostante la loro spiccata gioventù (soprattutto per il Brunello) mostrano grandi potenzialità con un Rosso di Montalcino che appare oggi incentrato su freschezza e frutta rosso e una chiusura su note speziate molto intriganti e persistenti.
Ma torniamo ai vini in degustazione dei quali vi riportiamo le nostre impressioni.
Rosato Toscano I.G.T. 2023 (Numero di bottiglie circa 5.000)
Le uve di Sangiovese che danno vita a questo vino provengono da una sola vigna, si presenta con note fruttare e accenni agrumati, il sorso è ricco e fresco, termina su note agrumate molto accattivanti.
Adone Rosso Toscano I.G.T. 2022 (Numero di bottiglie circa 15.000)
Dedicato a Adon Bucci, fondatore dell’azienda e padre di Marcello, vino fresco, fruttato e di grande bevibilità, prodotto da uve Sangiovese con una piccola percentuale di Canaiolo e Merlot. Termina su note piccanti.
Rosso di Montalcino D.O.C. 2024 (Numero di bottiglie circa 22.000)
Incentrato su frutti rossi con freschezza ed eleganza che sostengono il sorso in modo eccellente.
Brunello di Montalcino D.O.C.G. 2021 (Numero di bottiglie circa 25.000)
Mostra appieno la sua gioventù con un tannino che ci appare ancora troppo esuberante, saprà sicuramente dare il meglio di sé tra qualche anno.
Albori Brunello di Montalcino Selezione D.O.C.G. 2019 (Numero di bottiglie circa 4.600)
Nato per celebrare le 30 vendemmie del Brunello di Montalcino di Collemattoni, oggi proviene da una selezione dei migliori grappoli provenienti dai filari più alti dei vigneti aziendali, ma che, in futuro, scaturirà esclusivamente dal vigneto Aiole.
Incentrato su frutti rossi a cui si accompagnano spezie e note floreali che ci introducono ad un sorso dove l’eleganza è la protagonista, termina su note speziate molto persistenti.
Brunello di Montalcino Riserva D.O.C.G. Vigna Fontelontano 2019 (Numero di bottiglie circa 2.500)
Prodotto solo nelle migliori annate con le uve provenienti dal vigneto omonimo di Sant’Angelo in Colle,
Un piccolo capolavoro che rappresenta il Brunello nella sua massima espressione, ricco, succoso ed elegante allo stesso tempo, con un finale incentrato su frutta e spezie che rimangono a lungo nello spettro retrolfattivo.
Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Vanta diverse esperienze nell'ambito enoico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016). Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele. Aver collaborato nella pasticceria di famiglia per un lunghissimo periodo gli garantisce una notevole professionalità in questo ambito.
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