Solitamente, quando mi reco in una cantina, risulto essere più giovane dei produttori e dei loro collaboratori. Questa volta, scoprendo la Cantina VentiVenti di Medolla, nel pieno della pianura modenese, mi sono ritrovata ad esser più grande sia della proprietà che del team perché l’età media qui è 29 anni. Una realtà recente e composta da giovani volenterosi, dinamici, appassionati e che, in alcuni casi, lavorano in azienda fin dagli albori del progetto, intorno al 2014.
Chi ha creduto e voluto avviare questa attività è una famiglia composta da tre giovani fratelli che, sostenuti dal padre, hanno dato vita ad una cantina di circa 75 ettari distribuiti in un unico appezzamento e divisi tra campi di erba medica e vigneto. Il nome rappresenta proprio la prima vendemmia con cui sono usciti e che, a causa del Covid, ha permesso loro di poter affinare e riflettere bene sul percorso che volevano intraprendere.
Fin dall’inizio con approccio biologico, sono di recente passati ad interventi differenti al fine di tutelare maggiormente la vigna e il terreno in modo da rispettare maggiormente ogni aspetto di questo mondo agricolo attuando, per esempio, la lotta integrata che ha portato ad un massimo di 14 trattamenti annui.
Riccardo, Andrea e Tommaso sono grandi amanti delle uve autoctone e del metodo classico e, fin da subito, puntano sul Lambrusco di Sorbara, il Salamino di Santa Croce, il Pignoletto, l’Ancelotta e poi, in minor proporzione, troviamo anche Chardonnay, Pinot Bianco, Cabernet Sauvignon e un piccolissimo quadrato di vigneto dedicato ad un uvaggio che il loro padre ama molto, il Traminer per un’area vitivinicola complessiva di circa 30 ettari.
Tre fratelli differenti, ognuno con la sua peculiarità, si dividono i compiti tra lavoro in vigna, marketing e cantina. Durante la cena Andrea mi dice che sul lavoro si scornano, che i progetti e le scelte vengono analizzate e proposte nel dettaglio, con metodo e professionalità ma che, finito l’ambito lavorativo, sono e saranno sempre fratelli e il loro legame è qualcosa che niente può e deve intaccare. Di questo ringraziano di cuore e apertamente i loro genitori. Sembra forse fuori tema ma, credo, che queste parole possano esser il concentrato di ciò che attuano in vigna: dedizione, studio e progetto minuzioso e, contemporaneamente, sinergico ed umile. Da questo ne escono vini, a mio giudizio, peculiari e intriganti… ma andiamo in ordine.
Ciò che preme alla famiglia è far conoscere questo territorio non solo per la pasta, automotive, tessile e gastronomia ma anche per le peculiari e differenti espressioni che anche i vini riescono ad esprimere.
La visita in cantina mi ha permesso di scoprire una struttura moderna ma non invasiva, ancora in fase di ultimazione ma che fonde l’eleganza e la pulizia degli spazi fusi alla luce e alle vetrate dalle quali ammirare a quasi 360 gradi la vigna in tutta la sua estensione. Edificio a corpo praticamente unico – tranne per un’area di stoccaggio distaccata ma sempre dentro all’appezzamento – dove uniscono la cantina con una parte dedicata all’ospitalità tra cene, aperitivi, laboratori e degustazioni.
Dominante per loro passione e scelta è la lavorazione delle uve con il Metodo Classico, di recente arrivando anche a grandi affinamenti sui lieviti. In vigna si parte dalla vendemmia meccanica e si prosegue in cantina con minuzia e delicatezza. Scopo fondamentale il rispetto delle uve e la valorizzazione di ogni loro aspetto.
L’occasione per scoprire questa cantina ha collimato anche con la loro presentazione in anteprima di un nuovo vino che entrerà sul mercato verso la fine del 2026, inizio 2027: Moon.
Moon Metodo Classico
Annata 2021, 50 mesi sui lieviti, sboccatura 06/2026
100% Lambrusco di Sorbara ma con un’ulteriore espressione differente rispetto anche alle loro altre referenze e, soprattutto, al concetto storico del vitigno Lambrusco.
Moon fa 50 mesi sui lieviti più un anno di bottiglia e viene vinificato in bianco, sempre con il metodo classico e una piccola parte fa tonneau.
Un vino differente e più complesso. Contemporaneamente elegante ed intrigante. Richiama la beva e si accompagna perfettamente con affettati e primi piatti.
La mia esperienza di degustazione
Ventiventi Pas Dosé Metodo Classico
Annata 2020, sboccatura 07/2025, 50 mesi sui lieviti, Dosaggio Zero
Composto dal blend di prevalenza Pinot Bianco, con un 20% di Chardonnay e una parte inferiore di Lambrusco di Sorbara.
Dal coloro giallo delicato, bolla fine e profumo floreale.
La nota del Lambrusco lo rende un calice fresco e lascia quel richiamo al territorio e, contemporaneamente, risulta elegante e raffinato.
Ventiventi Brut Metodo Classico
Annata 2020, sboccatura 07/2025, 50 mesi sui lieviti, residuo zuccherino 4 grammi/litro.
In questo caso c’è anche un vitigno internazionale (Chardonnay) con una percentuale del solo 15% di Lambrusco di Sorbara.
Nonostante il lungo affinamento, troviamo un colore ancora delicato, fine. Al naso note di pasticceria e di agrumi. Molto minerale.
Blanc de Blanc Brut Metodo Classico
Annata 2021, sboccatura 11/2025, 40 mesi sui lieviti, residuo zuccherino 4 grammi/litro.
Qui il re è il Pignoletto in purezza dal colore lucido e dal profumo fresco. Al palato una nota balsamica e dalla bolla più decisa.
Cito direttamente Riccardo: “Avevamo l’idea di creare equilibrio per valorizzare i sapori tipici dell’uva, questo dando struttura e una maggior eleganza con un affinamento lungo” ciò, a mio avviso, lo rende un vino piacevole, estivo.
Ventiventi Rosè Brut, Metodo Classico
Annata 2020, sboccatura 07/2025, 50 mesi sui lieviti, residuo zuccherino 2 grammi/litro.
Lambrusco di Sorbara in purezza dal colore più paglierino e con note di frutti rossi e fiori.
Il sorso risulta cremoso, avvolgente e intenso; si sente un incipit di evoluzione rispetto all’annata 2023 che ho assaggiato durante il pranzo.
Ricanto Rosato dell’Emilia IGT
Annata 2025
Un vino 100% Lambrusco di Sorbara dal colore rosa antico e dai sentori floreali con una componente minerale.
L’ho trovato un vino gastronomico, che necessita di esser valorizzato dal piatto e, contemporaneamente, sapido richiamando la beva.
La.Vie
Annata 2025, Metodo Charmat, residuo zuccherino 6 grammi/litro.
Questo è l’unica referenza con una bolla nata con un metodo differente ed è un 100% Lambrusco di Sorbara. Qui spiccano il lampone e ciliegia.
La canonica espressione del vino di questo territorio: fresco, genuino, immediato. Il vino della quotidianità a tavola.
Happy Selvaggio Ancestrale
Annata 2024 con evoluzione in bottiglia
Il Lambrusco di Sorbara in metodo ancestrale. Espressione giovane e più naturale di questo territorio.
Giustamente presente la nota del lievito e una parte torbida al calice, priva di sentori sgradevoli. Si percepisce la finezza nella lavorazione e l’attenzione nel creare un prodotto espressivo e fresco.
Rouge de Noirs Brut Metodo Classico
Annata 2021, sboccatura 11/2025, 40 mesi sui lieviti
In questo vino troviamo un altro vitigno autoctono: il Lambrusco Salamino di Santa Croce in purezza.
Nel calice il colore è più marcato, deciso. La vendemmia più vecchia ha reso il vino più complesso, corposo e avvolgente.
Ricanto Bianco
Taglio vendemmia 2023/2024
Qui troviamo un vitigno per onorare il sostegno che il padre dà ai tre figli: Traminer Aromatico.
La parte di legno si percepisce immediatamente e anche la parte balsamica che, però, non persiste al palato lasciando una nota di pasticceria.
Nata in mezzo alla vigna, cresciuta con la passione per la scrittura e la curiosità di scoprire ogni aspetto e ogni peculiarità dei vini. Veneta d'origine, trapiantata da quasi diciotto anni in Lombardia tra vino e cibo. Ho scritto per una guida gastronomica locale e per la rivista "Vini e Cucina Bresciana". Il vino non manca mai nella mia quotidianità e penso che sia arte di condivisione e passione. Sui miei canali social tratto di ogni aspetto enogastronomico che mi appassiona e che trovo affine al mio modo di percepire queste realtà.
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