Metti un invito a pranzo in un celebre ristorante romano, attivo da centodieci anni, il cui gestore di famiglia da otto lustri è Mario Mozzetti.
Metti che il luogo scelto sia un ambiente elegante con cinquecento etichette di vino sapientemente raccontate e scelte dal sommelier Alessandro Novelli, ovverosia la nuova cantina di Alfredo alla Scrofa, inaugurata l’anno passato, luogo fresco e incurante del torrido tempo, poichè posto ben sotto il livello stradale, quindi adiacente alle rive del biondo (ormai un tempo) Tiberis che scorre e divide la Capitale.
Metti che al simposio creato dallo chef Massimiliano Sepe siano abbinati i vini di due differenti aziende, Fattoria di Petreto nei pressi di Bagno a Ripoli e Tenuta Casenuove a Panzano in Chianti, unite dalla corregionalità, dalla storicità (1871 la prima, risale al xvii secolo le iniziali testimonianze della seconda) e ora dall’appartenenza proprietaria transalpina (dall’anno scorso la prima, nel 2015 la seconda) di Philippe Austruy, imprenditore e collezionista d’arte.
Metti che a narrare la storia delle aziende e dei vini ci fossero Alessandro Fonseca, agronomo ed enologo, vecchio proprietario dell’azienda di famiglia Fattoria di Petreto (venticinque ettari, metà di essi vitati a bacca bianca: Sémillon, Sauvignon Blanc e Gris, Chenin Blanc), e Andrea Cappelli, direttore commerciale di Tenuta Casenuove (centotrentotto ettari, trenta di vigneto a Sangiovese, dicevamo a Panzano, quindi in quota: dai 370 ai 490 metri).
Tutto ciò è avvenuto ai primi di giugno, e solo ora ricaviamo il tempo per parlarne.
Occorre far notare che la passione per il vino di monsieur Austruy, classe 1949, parigino, figlio di farmacisti, si corona a cinquant’anni con una serie di acquisizioni. Inizia con la Commanderie de Peyrassol nel cuore della Costa Azzurra alle pendici del Massiccio dei Maures. In seguito si sono aggiunte La Bernarde in Provenza, Château Malescasse nell’Haut Médoc, per passare poi in Portogallo nella Valle del Douro con Quinta Da Côrte. Infine sbarca in Italia, con le due aziende toscane citate e un terzo progetto nella medesima regione, seppur isolano, con la valorizzazione dell’Ansonica coltivata nell’Isola del Giglio di Tenuta Isola.
I vini in degustazione
Fattoria Petreto – Podere Sassaie 2023
Di norma il vino prevede un blend di 60% Sauvignon Blanc e Gris, 35% Semillon, e a saldo Chenin blanc, che in questo millesimo è assente e porta a 65% il contributo dei Sauvignon.
Vinificato in acciaio, e frutto di un’annata problematica per gli attacchi di peronospora da affrontare, è un po’ muto al naso, piuttosto delicato, con note lievi floreali e fruttate, anche tropicali e agrumate, che comunque consentono freschezza e fragranza. Il sorso è succoso, di buona scorrevolezza e con grande spinta acida e salina in chiusura. Si ammorbidisce notevolmente dopo un prolungato contatto con l’ossigeno, con note di frutta gialla e miele.
Fattoria Petreto – Podere Sassaie 2019
È il classico blend del vino, proveniente da un’ottima annata, tra le migliori di sempre in azienda.
Si presenta più complesso all’olfatto, con la nota varietale erbacea del Sauvignon in maggior evidenza, seguita da erbe aromatiche fra le quali pensiamo d’individuare il rosmarino e la salvia, percezioni minerali che richiamano l’idrocarburo più note di crosta di pane, e dei sentori lievemente fruttati. Al palato è appena meno slanciato ma con sapidità e struttura, e la modesta presenza dello Chenin forse contribuisce a far la differenza. Il finale è molto persistente e si chiude con un ritorno delle note di erbe aromatiche.
Tenuta Casenuove – Chianti Classico 2024
95% Sangiovese e 5% Canaiolo
La vinificazione avviene in vasche di cemento non vetrificate, con macerazione fino a un mese, e rimontaggi e travasi. Quindi matura per un anno in un mix di botti di rovere grandi e serbatoi di cemento, e una volta imbottigliato rimane sei mesi in affinamento. Naso fresco e fragrante, floreale, viola e violetta, frutta scura. Sorso gentile, di discreta freschezza e con buona sapidità, non di grande complessità ma pimpante, un vino che punta tutto su una beva di discreta vivacità ed esuberanza, dal finale declinato all’amaricante e ferroso.
Tenuta Casenuove – Chianti Classico Riserva 2023
100% Sangiovese
La Riserva differisce per l’impiego in maturazione anche di barrique nuove e usate, e per un maggior periodo di affinamento in bottiglia, dove rimane fino a ventiquattro mesi. Odori di sottobosco, con note leggere di affumicato e speziato, poi piccola frutta a bacca rossa matura (amarena e lampone in particolare), tocchi ematici ed erbacei. Fresco al palato, avvolgente ed elegante. Finale medio, di buona acidità, minerale e gradevolmente amarognolo dove torna l’amarena. Ancora un po’ contratto, con buoni margini di evoluzione.
Tenuta Casenuove – Chianti Classico Gran Selezione 2021
100% Sangiovese
La vinificazione del vino avviene in vasca di cemento, poi 15-18 mesi in botti da diciotto ettolitri, e un lunghissimo affinamento di tre anni in bottiglia.
Ha un olfatto intenso e molto variegato, dotato di una buona freschezza e piacevole fragranza, con sensazioni di frutti di bosco, ciliegie, di agrume giallo, di tabacco dolce, dove si percepiscono delle note ematiche e ferrose, dei cenni balsamici e di spezie, e un tocco di vaniglia. Il sorso è pieno e succoso, teso, sapido, ampio ma ancora da sciogliere del tutto, che dà l’impressione di essere un po’ indietro ma dal grande potenziale evolutivo, con carattere e classe, sebbene dai tannini ancora da polimerizzare. Persistente nella nota amaricante, è un grande vino in prospettiva che adesso è un po’ involuto.
Fattoria Petreto – Pourriture Noble 2006
55% Sauvignon Blanc e Gris e 45% Semillon da grappoli con botrytis cinerea.
Compie dai dodici ai diciotto mesi in barrique, prima annata 1989, con 100 grammi di residuo zuccherino.
Di notevole classe, freschissimo e molto complesso, prodotto davvero unico in Italia, che ha l’ambizione ben riposta di imitare il Sauternes. Le note olfattive sono le tipiche dei vini botritizzati, con sensazioni di zafferano, di frutta candita e disidratata, di albicocca e fichi, e infine di camomilla, e miele d’acacia. Grande bevibilità, dove come accade nei migliori vini dolci si riesce a evitare la stucchevolezza con un assetto verticale e fresco di acidità.
Ottima anche la Grappa di Chianti Classico Sangiovese Riserva Tenuta Casenuove con 42%, dotata di note olfattive floreali, di rosa, seguite da genziana e ginestra, che si presenta all’olfatto molto fresca, garbata nella percezione alcolica, con intriganti sensazioni di finocchio selvatico.
Al palato è morbida e oleosa, con ritorni speziati di zenzero, di miele d’acacia, e con una lunga persistenza declinata alla vaniglia che rende il sorso piacevole e soffice.
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