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Derthona Due.Zero – Il Timorasso ed i Colli Tortonesi protagonisti di un grande successo

La curiosità e l’interesse che negli ultimi 15 anni (ma forse anche da prima) sta destando il Consorzio dei Colli Tortonesi, sono ampiamente meritati. Non solo perché parliamo di vini assolutamente contemporanei, dato lo spostamento delle scelte di acquisto dei consumatori verso bianchi e bollicine, ma anche e soprattutto in seguito ad un movimento (io definirei così il gruppo di persone che operano sul territorio) che ha saputo aprirsi al confronto, all’incontro e accettare diverse interpretazioni e stili di produzione (e perfino di chiusure delle bottiglie, come dimostra il diffuso utilizzo dei tappi a vite). E così il mondo Derthona ha accolto al suo interno alcune prestigiose firme langarole, che contribuiscono a far crescere la fama di questo areale, ed ha incentivato anche chi ha voluto osare con vinificazioni quantomeno originali per la zona (vedi lo stile borgognone degli ottimi Timorasso di Sassaia).

Abbiamo trascorso 3 giorni nel territorio dei Colli Tortonesi durante l’evento Derthona Due.Zero, che rappresenta non solo un’anteprima delle nuove annate in uscita, ma anche un’occasione unica di incremento della conoscenza di questi territori.

Tra i momenti di approfondimento da segnalare la degustazione guidata da Walter Massa e dal presidente del Consorzio Gian Paolo Repetto che potremmo sintetizzare in 3 punti chiave:

  • Timorasso, vitigno difficilissimo da allevare (soggetto a diverse malattie della vite, e contemporaneamente soffre della eccessiva esposizione al sole), ma dalle grandissime potenzialità;

 

  • Capacità di attrazione dell’areale, come dimostra l’aumento esponenziale negli anni degli ettari vitati;

 

  • Longevità dei vini prodotti, come dimostrato dalla batteria di 6 vini del 2021 (ed in particolare dal Lacrime del Bricco di Boveri Giacomo e dall’Origo di Vigneti Repetto) in degustazione.

Il lavoro per il riconoscimento della sottozona Derthona (nome latino di Tortona, attualmente utilizzato da tutti all’interno del nome di fantasia dei vini, e registrato da Walter Massa che lo ha gratuitamente messo a disposizione del Consorzio) all’interno della doc Colli Tortonesi è a buon punto, anche se stanno emergendo difficoltà per i vini di ingresso “Piccolo Derthona” per i quali bisognerà trovare probabilmente un altro termine.

 

Il press tour cui abbiamo partecipato, ci ha dato la possibilità di visitare 3 differenti realtà del territorio.

L’azienda La Stellara a Volpedo, di Simona Garbarino e Lorenzo Montobi, si è stabilita da pochi anni in questi territori (prima era attiva ad Ovada), ed ha dei vigneti giovani che danno luogo a dei vini tesi, freschi e sapidi, ma anche avvolgenti e persistenti come il Derthona Surge 2024.

I due coniugi sin da subito stanno credendo (ed investendo) nel territorio già con buoni risultati.

Claudio Mariotto, invece, è uno dei veterani dei Colli Tortonesi ed ha molte vendemmie alle spalle.

Qui abbiamo potuto toccare con mano (meglio dire con bocca e naso) la longevità del Timorasso, con due vini incredibili come il Cavallina 2013 ed il Pitasso 2005.  Straordinari anche il Bricco San Michele 2024 e il Metodo Classico Nature Graia (18 mesi sui lieviti, 50% Cortese, 50% Timorasso).

L’ultimo incontro del press tour è avvenuto con l’azienda Sassaia di  Enrico De Alessandrini, un italo americano che ha investito di nuovo nel territorio dei suoi avi, con l’idea di utilizzare un modo “borgognone” di produrre Timorasso. Fermentazione ed affinamento in barrique per vini di grande eleganza e profondità, come il Sassaia 2023. L’azienda è biodinamica.

 

 

Nell’ultimo giorno dedicato alla stampa abbiamo partecipato alla vera e propria anteprima. Abbiamo assaggiato 58 Timorasso alla cieca, 30 del 2024 e 28 del 2023. Un livello qualitativo medio realmente impressionante, che ci ha creato una certa difficoltà nel dover scegliere i più convincenti. Vini con interpretazioni e stili a volte molto differenti, ma che non perdono di vista il territorio ed il vitigno.

Di seguito, in ordine di preferenza, i 15 campioni che ci hanno maggiormente colpito.

 

Derthona 2024 – Mariotto Claudio: note di fiori e frutti gialli, si uniscono a sentori minerali ed anticipano un sorso teso, avvolgente, sapido e fresco, che vira in chiusura su ricordi agrumati, iodati e salmastri. Impressionante per struttura ed eleganza.

Derthona Ronchetto 2023 – Poggio Paolo: quadro olfattivo caratterizzato da sensazioni fumé e ricordi di fiori gialli, erbe officinali e pietra focaia. Struttura, sapidità, freschezza ed un lungo finale minerale, completano il profilo organolettico.

Derthona Montino 2024 – La Colombera: mineralità, eleganza e profondità di beva sono le parole chiave per descrivere questo Timorasso avvolgente, sapido e di straordinario carattere, che presenta una lunga chiusura su toni di pietra focaia ed erbe officinali.

Derthona 2024 – La Colombera: sensazioni fumé e minerali si accompagnano a ricordi di frutti e fiori gialli. Il sorso è ricco, pieno, avvolgente, ma anche sapido fresco e succoso. Un bellissimo connubio di potenza e finezza.

Derthona Quadro 2024 – Vigneti Repetto: il profilo olfattivo si compone di note agrumate e floreali, di sentori salmastri e iodati. Struttura, sapidità e buona freschezza completano il quadro organolettico di un Timorasso di ottima eleganza.

Derthona Zerba Antica 2023 – Cantine Volpi: mineralità, freschezza, carattere ed eleganza sono al centro dell’assaggio. Il lungo finale insiste su ricordi floreali e di pietra focaia.

Derthona 2023 Battegazzore – Vignaioli Battegazzore: note iodate e salmastre e sensazioni di erbe officinali anticipano un sorso succoso, avvolgente e fresco che si chiude con incisivi ricordi minerali.

Derthona 2024 – Romanzo del Vino: mineralità e salinità, insieme a carattere, eleganza ed avvolgenza rappresentano la sintesi delle nostre impressioni su questo straordinario Timorasso che chiude in lunghezza su ricordi fumé e di erbe officinali.

Derthona 2024 Sassaia – De Alessandrini: un sapiente utilizzo del legno piccolo caratterizza questo campione di eleganza e avvolgenza, che insiste su sensazioni di fiori e frutti gialli e su suadenti note minerali e salmastre.

Derthona 2024 – Canevaro Luca: mineralità e sapidità, carattere ed equilibrio, caratterizzano l’assaggio di un Timorasso per niente timido, ma che sa essere incisivo con note iodate, salmastre, di erbe officinali e con lunghezza, avvolgenza ed elegante freschezza.

Derthona Filari di Timorasso 2023 – Luigi Boveri: una delle etichette ormai storiche dell’areale ci sorprende con mineralità, eleganza e materia in evidenza, senza trascurare l’ampiezza di un profilo olfattivo che spazia da sentori floreali e fruttati fino a ricordi di erbe di campo e sensazioni iodate.

Derthona I Piaggi 2023 – Vigneti Repetto: succosità, carattere e grande eleganza sono i principali descrittori di questo sorprendente campione, che ci conquista con note minerali ed agrumate, un sorso sapido, fresco, equilibrato ed un lunghissimo finale su ricordi iodati e di pietra focaia.

Derthona Siur A. 2023 – Villa Cerruti: mineralità, sapidità, eleganza, avvolgenza e lunghezza rappresentano le parole chiave per la lettura di un Timorasso di grande aderenza territoriale, che chiude con ricordi di fiori e frutti gialli e di pietra focaia.

Derthona Origo 2023 – Vigneti Repetto: un’interpretazione del Timorasso abbastanza tradizionale con sentori minerali e floreali caratteristici, freschezza, sapidità ed un centrato equilibrio gustativo.

Derthona 2024 – La Stellara: note agrumate e floreali, si uniscono a sensazioni minerali e iodate, e fanno da preludio ad un sorso avvolgente, sapido, ricco, che chiude in lunghezza con ricordi di pietra focaia ed erbe officinali.

 

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Giornalista enogastronomico, una laurea cum laude in Economia e Commercio all'Università La Sapienza di Roma, giudice in diversi concorsi internazionali, docente F.I.S.A.R.. Ha una storia che comprende collaborazioni con Guide di settore. Per citare solo le ultime : Slow Wine (Responsabile per la Sardegna edizioni 2015 e 2016), I Vini de L'Espresso (vice-curatore e coordinatore nazionale edizioni 2017 e 2018), I Ristoranti d'Italia de L'Espresso (edizioni dalla 2010 alla 2018). Collabora con le testate: www.lucianopignataro.it , www.repubblica.it/sapori. Ha scritto alcuni articoli sul quotidiano "Il Mattino" e su www.slowine.it. Ha una passione sfrenata per quel piccolo continente che prende il nome di "Sardegna", per le sue terre e per la sua gente.

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