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Trebbiano Spoletino, un vitigno riscoperto da cui si ricavano vini di carattere

La manifestazione DeGusto Spoleto Trebbiano & Food Festival è stata l’occasione per approfondire la conoscenza di un vitigno che sta riscuotendo sempre più l’interesse del consumatore e della critica enoica: Il Trebbiano Spoletino.

Ed infatti tanta è la strada che ha ripercorso questo vitigno. Basti pensare che le aziende che producevano vino da Trebbiano Spoletino erano solo 8 nel 2012, per passare a 35 nel 2017.

L’occasione di assaggiare in un’unica sessione una quarantina circa di vini (quasi tutti delle annate 2017 e 2016) provenienti da questo straordinario vitigno ci ha consentito di farci un’idea ancora più precisa.

Carattere, mineralità, sapidità, tensione gustativa e freschezza appaiono essere le caratteristiche comuni, ma non mancano tuttavia in diversi casi struttura e lunghezza gustativa.

 

Come sempre, vi diamo conto dei nostri migliori assaggi:

Trebbiano Spoletino Colle Morello 2016 – Leonardo Bussoletti : sentori speziati ed agrumati anticipano materia e profondità di beva. Sapido e minerale, chiude con ricordi di frutta secca ed erbe officinali. Di grande personalità;

Trebbiano Spoletino Cantaluce 2017 – Colsanto – Livon: Struttura e lunghezza gustativa sono in evidenza, seguite da un bel finale con sensazioni di iodio e frutti bianchi;

Trebbiano Spoletino Vigna Vecchia 2017 – Collecapretta: un chiaro profilo da vino macerato, che mette però in evidenza carattere, materia e progressione iodata. La chiusura è su toni di frutta secca e pietra focaia;

Spoleto DOC Trebbiano Spoletino Trebium 2017 – Antonelli: Filippo Antonelli è stato tra i primi a credere nel Trebbiano Spoletino ed i risultati si vedono:  note speziate, di agrumi, di erbe aromatiche, si accompagnano a materia e lunghezza. Il finale gioca su ricordi salmastri e su una piacevole scia salina;

Spoleto DOC Superiore Trebbiano Spoletino Poggio del Vescovo 2016 – Cantina Ninni: Gianluca Piernera è un giovane ed appassionato produttore di Spoleto, che sta migliorando di anno in anno a vista d’occhio grazie anche ai preziosi consigli di Marco Casolanetti. Note di frutta secca e pietra focaia si uniscono a sapidità e mineralità, anticipando avvolgenza e lunghezza iodata;

Trebbiano Spoletino   Le Tese 2016 – Romanelli: ancora un vino strutturato con note di spezia, frutta secca ed erbe officinali. Carattere, personalità e bellissimo finale fumé;

Spoleto DOC Trebbiano Spoletino 2017 – Benedetti e Grigi : sapido, teso e di buona profondità, unisce sentori a materia e lunghezza su toni iodati;

Spoleto DOC Trebbiano Spoletino Campo de Pico 2017Valdangius: in evidenza carattere e profondità di beva. Fresco, sapido con chiusura su ricordi di frutta secca e iodio;

Trebbiano Spoletino Arneto 2016 – Tenuta BellafonteSentori di spezie, rosmarino ed origano si uniscono a materia, sapidità e lunghezza gustativa.

Trebbiano Spoletino Maceratum 2017 – Fongoli : Note agrumate e fumé anticipano avvolgenza e profondità della beva ed un bellissimo finale di frutta secca ed erbe officinali.

 

Scritto da

Giornalista enogastronomico, una laurea cum laude in Economia e Commercio all'Università La Sapienza di Roma, Responsabile per l'Italia del Concorso Internazionale Grenaches du Monde, Giudice del Concorso Mondiale di Bruxelles e Giudice del Concorso Mondiale del Sauvignon, docente F.I.S.A.R.. Ha una storia che comprende collaborazioni con Guide di settore. Cito solo le ultime : Slow Wine (Responsabile per la Sardegna edizioni 2015 e 2016), I Vini de L'Espresso (vice-curatore e coordinatore nazionale edizioni 2017 e 2018), I Ristoranti d'Italia de L'Espresso (edizioni dalla 2010 alla 2018). Collabora con le testate: www.lucianopignataro.it , www.repubblica.it/sapori ed Epulae. Ha scritto alcuni articoli sul quotidiano "Il Mattino" e su www.slowine.it. Ha una passione sfrenata per quel piccolo continente che prende il nome di "Sardegna", per le sue terre e per la sua gente.

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