Il Tratto è un’edizione limitata del Barolo Monfalletto 2022 che unisce vino e graphic novel con il tratto appassionato e appassionante di Boban Pesov.
Il Tratto è il nuovo progetto della Cantina Cordero di Montezemolo che parla di territorio, famiglia e creatività, un’edizione limitata di Barolo Monfalletto 2022 che intreccia il mondo del vino con quello dell’arte attraverso la collaborazione con l’artista Boban Pesov. Al centro dell’opera una figura ispirata a Paolo Cordero di Montezemolo, protagonista di oltre settant’anni di progetti, passioni e visioni, dall’agricoltura all’architettura, dal disegno tecnico alle automobili da corsa.
“Con Il Tratto abbiamo voluto raccontare il Barolo Monfalletto attraverso un linguaggio diverso, capace di andare oltre la degustazione. Questo progetto nasce dal desiderio di condividere la nostra storia, i valori della famiglia e il profondo legame con le Langhe attraverso un’esperienza che unisce vino, arte e cultura.” dichiara Alberto Cordero di Montezemolo.
Per interpretare questo racconto la famiglia ha scelto Boban Pesov, artista e illustratore che fonde immaginazione, precisione narrativa e forte impatto visivo. Boban costruisce mondi sospesi tra memoria e futuro, rendendolo il partner ideale per tradurre in immagini l’identità di una famiglia che da generazioni vive le Langhe e il Barolo.
” Boban condivide con noi l’amore per le Langhe e una conoscenza profonda di questo territorio, dei suoi paesaggi e dei suoi valori. Cercavamo un artista che non si limitasse a illustrare una storia, ma che sapesse entrarci dentro e farla propria. Boban è riuscito a farlo con grande naturalezza, trasformando ricordi, passioni e visioni della nostra famiglia in immagini capaci di parlare al cuore.” afferma Elena Cordero di Montezemolo.
“Il Tratto” è quindi un racconto visivo, dove vigna e arte si fondono e il segno grafico dialoga con il paesaggio delle Langhe e con l’identità di un vino, che impreziosisce un esclusivo cofanetto da collezione contenente tre bottiglie di Barolo Monfalletto 2022.
Alberto Cordero di Montezemolo e la sorella Elena sono la diciannovesima generazione della famiglia, le cui radici affondano nel 1340, quando Pietrino Falletti ricevette in dono vasti terreni collinari, che la famiglia custodì fino al 1941, quando le proprietà passano a Paolo Cordero di Montezemolo, unico erede di Luisa Falletti, che sin da giovanissimo coadiuvava la nonna nella gestione del fondo.
Alberto ed Elena gestiscono 28 ettari compatti e continui che circondano la tenuta di La Morra, situazione di marcata differenza dalla frammentazione che contraddistingue gran parte del territorio delle Langhe, e che rafforza l’efficacia della conduzione biologica, scelta con grande consapevolezza. Gli altri 27 ettari della proprietà sono suddivisi tra Alba, San Rocco Seno d’Elvio, Castiglione Falletto, Guarene, Cherasco e Rodello.
La filosofia produttiva
Si interviene in vigneto solo se serve, niente chimica di sintesi per preservare la vitalità dell’ambiente, suoli arricchiti con sovesci mirati, fertilizzazioni organiche e compostaggio con letame bovino ed equino. Tra i filari oltre cento casette per gli uccelli utili a contenere gli insetti dannosi oltre alla diffusione di ormoni per ostacolarne la riproduzione. Le lavorazioni sono quasi interamente manuali e condotte da dipendenti diretti che garantiscono continuità e qualità dell’esecuzione. Il processo di vinificazione è orientato al minimo impatto ambientale: ridotto consumo energetico, recupero delle acque, utilizzo responsabile delle risorse e ambienti di lavoro salubri. L’affinamento è modulato in base alla natura dell’annata, come ogni altra scelta enologica. L’approccio utilizza il cemento naturale, l’acciaio e il legno. Il Barolo, in particolare, viene tenuto in legno per il minimo indispensabile: 18-22 mesi al massimo. L’affinamento in bottiglia arriva fino a 18-20 mesi, per permettere al vino di esprimere complessità e maturità.
Gli assaggi
Langhe Arneis 2025
Da parcelle di La Morra, Alba, Guarene e Castagnito. Vinificato in acciaio, dove riposa sulle fecce tutto l’inverno. Paglierino brillante. Naso di fiori di camomilla, salvia, pesca, frutta tropicale. Sorso appagante, piacevole sui ritorni fruttati, fresco e sapido. Chiude lungo. Per stare in buona compagnia.
Dolcetto d’Alba 2024
Il primo vino prodotto a Monfalletto, dalle vigne di La Morra e Alba. Vino immediato, molto piacevole, che trabocca di fiori e frutta al naso e al palato. Sorso diretto, spensierato, scorrevole, che invita alla convivialità. A fine pasto la bottiglia è finita.
Langhe Nebbiolo 2024
Nebbiolo che invita a scoprire l’eleganza e la complessità di questo nobile vitigno in una versione giovane, disinvolta ma identitaria. Dai vigneti di Alba, Cherasco e da una selezione di piante giovani nei cru del Barolo. Acini interi per il 20% della massa, affinamento in acciaio e cemento. Rubino brillante, naso di lampone e ciliegia croccanti, rosa, viola, pepe bianco. La progressione gustativa è lineare, slanciata, equilibrata dall’ottima sinergia tra la struttura snella e il tannino fine e ben distribuito.
Barolo Monfalletto 2022 – Il Tratto
Da uve di tutti gli appezzamenti di La Morra. Ogni porzione del vigneto è raccolta, vinificata e affinata autonomamente, per trovare l’unità stilistica nell’assemblaggio finale. Macerazione e fermentazione in acciaio e cemento per circa 15 giorni; affinamento in legno per circa 19-22 mesi a seconda della particella di provenienza. Un anno in bottiglia. Granato fitto. Al naso mora, lampone, rabarbaro, tabacco biondo, menta, poi viola e rosa. Al palato è dinamico, il sorso è teso ed equilibrato, si allarga con eleganza trainato dai tannini diffusi e integrati. Persistente.
Barolo Monfalletto 2021
Splendido granato. Profilo olfattivo di lampone, mora, ciliegia, foglie di tabacco biondo, cacao, violetta e rosa. Al palato è avvolgente, di struttura ampia ma non invadente, con tannini delicati che sostengono il sorso e guidano la persistenza. Barolo destinato ad accompagnare il passare del tempo. Gran compagno del cibo.
Barolo Gattera 2021
Nasce da viti che hanno più di cinquant’anni che si trovano in alcune delle zone più vocate dell’omonimo cru di La Morra, sul colle Monfalletto. La collina Gattera è stata suddivisa in otto sezioni distinte per epoca d’impianto, esposizione, suolo e microclima. Solo due sezioni, dove le piante più anziane offrono frutti intensi e fini, sono scelte per questo Barolo profondo, fine e concentrato. Fermentazione e macerazione per 15 giorni in acciaio. Affinamento in rovere francese e di Slavonia per 18-20 mesi. Ulteriori 18-20 mesi in bottiglia. Rosso granato. Bouquet olfattivo di ciliegia, lampone, mora, caramella alla viola, sigaro, liquirizia, caffè, cacao. Sorso elegante e molto materico, dalla progressione gustativa costante. Tannini fini ed eleganti che allungano il morbido finale. Vino di armonia e carattere.
Barolo Enrico VI® 2021
Dal cru Villero di Castiglione Falletto, su un versante esposto a sud-ovest a circa 300 metri d’altitudine. Il suo nome è un omaggio doppio di Paolo Cordero di Montezemolo: al sesto figlio, Enrico, e a un vigneto acquistato nel 1965. Processo produttivo analogo al Barolo Gattera. Barolo austero, profondo, di colore granato fitto e luminoso. Il profilo olfattivo è molto complesso: mora e fragola mature, tabacco scuro, bacche di ginepro, resina di pino, viola, terra bagnata, soffi mentolati ed erbe officinali. Il sorso è di volume, strutturato, complesso, con un’imponente progressione gustativa, che si appoggia alla trama tannica fine e sontuosa. Finale lunghissimo. Un campione.
Barolo Enrico VI 1987
Uno splendido esempio di come si può portare bene l’età. Colore mattonato vivo, profilo olfattivo dei tanti tabacchi presenti in una camera umidificata per i sigari da collezione, fiori secchi lasciati a impreziosire gli ambienti, gommosa di liquirizia, mora e visciole sotto spirito, pain d’epices alsaziano. Anche il sorso è vivo, scorrevole, i muscoli sono ancora presenti come i morbidi e lievi tannini. Un altro campione.
Nato a Gragnano, capitale della pasta, in seguito vive in provincia di Napoli, per poi trasferirsi a Torino, con lunghe frequentazioni di Milano e Roma: in definitiva un cosmopolita. Benché la passione per il vino lo colga giovanissimo, alla prima vista delle bottiglie e dei bottiglioni che circolavano in casa, si dedica ad altro. Esperto economico e finanziario, giornalista di economia e finanza, l’aver tenuta viva la fiamma della bevanda di Bacco lo conduce in AIS Piemonte, dove consegue il diploma di Sommelier e, in seguito, di Degustatore. Vicepresidente dell’Associazione Stampa Subalpina, Consigliere del Centro Studi per il giornalismo Gino Pestelli, Presidente del Collegio Sindacale del GEI Gruppo Economisti d’Impresa, scrive di vino su varie testate, con l’obiettivo di far conoscere i territori, le persone e le culture del nostro Bel Paese.
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