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La qualità diffusa del Nebbiolo del Nord del Piemonte

Ebbene si, l’evento di domenica scorsa a Roma “Taste Alto Piemonte”, organizzato dal Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte è stata la riprova, ove ce ne fosse stato bisogno, che i produttori del Nebbiolo del Nord del Piemonte, possono tranquillamente competere con i cugini langaroli.

Ed infatti abbiamo trovato in grande spolvero etichette di denominazioni come Gattinara, Ghemme, Fara, Lessona, Boca, Bramaterra.

La vera sopresa è quella di aver rilevato una qualità elevata  uniformemente distribuita nei vini assaggiati, con freschezza ed eleganza a rappresentare la cifra stilistica dei vini provenienti da questi territori.

Non ci dilunghiamo oltre e ci forniamo le indicazioni dei nostri migliori assaggi, che questa volta sono numerosi:

Gattinara Vigna Molsino 2013  e Gattinara Vigneto Molsino 1997 – Nervi: verticale di due annate che mette in evidenza le grandi capacità di invecchiamento di questa tipologia di vini. Il 2013 presenta una freschezza ed una finezza fuori dal comune con le sue note speziate e agrumate, ed un tannino di grande qualità. La 1997 è succosa, ancora fresca ed avvolgente con un lungo finale di macchia mediterranea, un piccolo capolavoro;

 

Gattinara Osso San Grato 2012 – Antoniolo : un piccolo gioiello enoico con succosità, sapidità ed un lungo e piacevolissimo finale speziato;

 

Gattinara 2013 – Torraccia del Piantavigna: ancora un Gattinara a dimostrare le grandi potenzialità della denominazione, con sentori di fiori e frutti rossi ed un tannino vellutato e finissimo;

Coste della Sesia Vespolina Tèra Rùssa 2011 e Lessona Tanzo 2010 – Pietro Cassina: una Vespolina caratterizzata da acidità e sapidità che si coniugano ad avvolgenza e profondità di beva. Bellissimo il lungo finale su ricordi di spezie orientali; Il Lessona invece è un vino austero in un’annata di grazia (la 2010) che conferisce al vino solida struttura e sorso dinamico e progressivo;

Bramaterra 2014 – Colombera & Garella Cascina Cottignano: freschezza e bevibilità sono al centro dell’assaggio, seguite da lunghezza gustativa e da sensazioni speziate e di macchia mediterranea;

Colline Novaresi Bianco La Contesa 2015 – Filadora: da uve Erbaluce un vino convincente che esprime alla grande i suoi toni di frutta gialla e frutta secca, ma anche la sua struttura attraverso un sorso pieno, ricco e sontuoso;

Vino ottenuto da uve appassite Pepin – Vigneti Valle Roncati: da uve Nebbiolo lasciate appassire sui graticci nasce questo piacevolissimo vino dove la dolcezza è bilanciata perfettamente da sapidità, freschezza e tannicità. Il lungo finale è su note iodate e di macchia mediterranea;

 

Fara 2011 – Vigneti Valle Roncati: ancora freschezza e succosità a caratterizzare un’etichetta del Nebbiolo  del Nord del Piemonte. Toni floreali, di frutti rossi e di tabacco anticipano avvolgenza e ricchezza gustativa;

 

Valli Ossolane Nebbiolo Superiore Prünent 2015 – Cantine Garrone: veramente interessante l’annata 2015 di questo Nebbiolo Superiore, che presenta sentori speziati ed agrumati ed una struttura ed una materia da Nebbiolo importante;

Metodo Classico Rosè – Cantina del Signore: si può fare un grande Spumante Metodo Classico anche da uve Nebbiolo. Ne è la prova questo sorprendente Rosè  che presenta toni floreali e fruttati, una bollicina elegante ed un piacevolissimo finale fumé (di buon livello anche gli altri vini dell’azienda);

 

Ghemme Oltre Il Bosco 2014 – Francesco Brigatti: la 2014 non è un’annata difficile per tutti. Ecco infatti uno straordinario Ghemme, con freschezza, sapidità, struttura, succosità in evidenza ed un tannino vellutato e finissimo;

Colline Novaresi Spanna 2013 – Vallana: l’antico nome del Nebbiolo da queste parti (Spanna) non è usato a caso. Ed infatti parliamo di vigne vecchie da cui proviene un vino che coniuga bevibilità con complessità;

Ghemme 2013 – Tiziano Mazzoni: austero, con note di frutti rossi e spezie, mostra grande eleganza, avvolgenza e succosità;

Fara Barton 2014 – Boniperti: impressionante la progressione gustativa che coniuga sapidità con freschezza, struttura e piacevolezza glicerica;

 

Coste della Sesia Rosato Al Posto dei Fiori 2016 – Le Pianelle: ecco la prova che si può realizzare anche un grande Rosato da uve Nebbiolo. Una struttura quasi da vino rosso si accompagna a sapidità, freschezza e a sensazioni floreali e speziate;

 

 

Bramaterra 2013 – La Palazzina: note fumé si uniscono a sensazioni iodate, anticipando avvolgenza e complessità gusto-olfattiva;

 

Colline Novaresi Vespolina 2016 e Ghemme Vigna Ronco al Maso 2013 – Planetti Guido: la Vespolina è caratterizzata da una grandissima eleganza e bevibilità, insieme a toni floreali e ad un finale speziato, mentre il Ghemme Vigna Ronco al Maso risulta un vino imponente, con sorso ricco e pieno e una chiusura sapida e agrumata.

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