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Etna – i tre volti della Cantina Wiegner

Dopo un lungo periodo di fermo forzato, si riparte. Si riparte da Castiglione di Sicilia, da Contrada Marchesa e Contrada Rampante, dalla Cantina Wiegner. E’ un inizio scoppiettante, sia per la personalità del produttore, sia per i vini di carattere vulcanico (e non solo etneo) che vengono prodotti. Peter Wiegner è il fondatore della cantina ed ora insieme a suo figlio Marco, produce vini e nella sua azienda assume il ruolo di Cicerone per i turisti che fanno visita ed assaggiano e comprano i suoi prodotti. Come detto all’inizio il carattere di Peter è molto estroverso e dopotutto è giusto che sia così, essendo stato un giramondo e probabilmente questo ha contribuito a conferire personalità ai suoi vini. Siamo a Castiglione di Sicilia e vengono prodotti un Etna Bianco ed un Etna Rosso. Ma Peter produce anche vini con vitigni partenopei, fra di cui un Fiano che andiamo subito a descrivere.

  • Elisena 2015 – D. O. C. Sicilia

Questo Fiano si presenta con un bouquet complesso e raffinato, con sentori floreali e con lievi accenni canforati (ha quasi cinque anni), di pietra focaia ed erba di campo. Sorso appagante e ben equilibrato. La freschezza dona personalità alla beva. Il finale è sapido con una discreta progressione e persistenza. Il vitigno non viene totalmente stravolto dal terroir etneo, pur assumendo caratteristiche diverse rispetto al Fiano d’Avellino. Le vigne si trovano in Contrada Rampante ad un’altezza di  750 metri  s.l.m.

Peter mi spiega che la scelta di coltivare vitigni campani deriva dal fatto che all’inizio i vini dell’Etna (il rosso in particolar modo) a lui non piacevano. Poi con il passare del tempo e con le nuove tecniche di vinificazione (visto e considerato che vitigni e terroir sono sempre gli stessi) hanno fatto sì che anche lui si mettesse a produrre Etna Rosso e da poco (circa due anni) un Etna Bianco. Così in poco più di tredici anni (inizia nel 2006) l’Azienda produce vini dell’Etna (territoriali), vini come il Fiano (nazionali) e qualcosa di internazionale. L’azienda ha complessivamente sei ettari, tre di proprietà comprati da Peter ed altri tre in affitto, e produce un quantitativo di 40.000 bottiglie annue. La passione per il territorio etneo è stata talmente forte da abbandonare la Toscana, dove produceva vino che però non lo riusciva a soddisfare per dedicarsi ai vini dell’Etna.

Rimanendo sempre in Contrada Rampante, viene prodotto l’altro vino bianco della Cantina, l’Etna Bianco D. O. C. Rampante, che Peter definisce chiaramente un vino da invecchiamento e che riesce a dare il meglio di sé con il passare degli anni.

  • Rampante 2019 – Etna Bianco D. O. C.

Sentori di muschio bianco cadenzati da nota agrumata ed accompagnati da un finale marino. Sorso verticale con una buona freschezza che gli dona una grande lunghezza ed una buona progressione. Chiude con un piacevole finale sapido. Per la produzione di questo Etna Bianco viene utilizzato solo ed esclusivamente Carricante. Già interessante da giovane, darà il meglio con l’affinamento.

Ovviamente il carattere determinato ed estroverso di Peter, viene trasmesso nei suoi vini. Non solo  uve autoctone ed italiane, ma viene prodotto anche un vino con vitigno internazionale. Così dopo aver degustato i vini bianchi prodotti, si passa ai vini rossi, due Etna Rosso (il Treterre ed il Rampante CRU) ed un D. O. C. Sicilia (Artemisio). I due Etna Rosso sono la chiara espressione del territorio, ognuno con la sua precisa identità e personalità. Il Rampante CRU ottenuto da Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio dai vigneti di Contrada Rampante. Il Treterre, solo Nerello Mascalese, proveniente da Contrada Marchesa e da Contrada Rampante. Infine l’Artemisio, un Cabernet Franc in purezza che è veramente una sorpresa.

  • Treterre 2016 – Etna Rosso D. O. C.

Profumi di frutti di bosco (fragoline) e note speziate, accompagnate da sentori di humus e ricordi di arancia sanguinella e pietra focaia. Spalla acida fervida con tannini che vengono fatti risaltare. Chiude l’assaggio con una sapidità notevole. Persistenza buona. Parliamo di 100% Nerello Mascalese, con una beva meno facile rispetto al Rampante CRU (che è ottenuto da Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio). La sua personalità lo rende un vino da essere apprezzato più in là nel tempo, senza che sfiguri rispetto al CRU della casa.

  • Rampante CRU 2015 – Etna Rosso D. O. C.

Bouquet complesso con nota di humus ben presente, accenni di pepe e qualche sentore di erba aromatica. Al sorso è pieno con un equilibrio fra le varie componenti che lascia un po’ di libertà alla freschezza. Sorseggiandolo la percentuale del Nerello Cappuccio (15%) fa la sua parte regalando qualche sensazione di nota chinata. Con il passare dei minuti si percepisce la nota di cenere. Persistenza discreta.

  • Artemisio 2017 – D. O. C. Sicilia

Questo Cabernet Franc in purezza è la sorpresa della giornata. Per dirla in termini calcistici è come quando una squadra gioca fuori casa e fa risultato pieno, vincendo e convincendo. Foglia di tè e spezie emergono subito, per poi dare spazio all’humus con grande piacevolezza, il tutto arricchito da un lieve accenno di cappero. Al sorso è di grande piacevolezza e di verticalità con una bella mineralità. Armonico alla beva, con una buona struttura. Persistenza ottima e per nulla stancante.

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Come per tutte le cose importanti si inizia per gioco e poi... si fa sul serio. È dal 2006 che mi sono appassionato e sono stato introdotto nel mondo del vino, GRAZIE a MIO PADRE. Poi per capire qualcosa in più ho seguito un corso e..... nel 2013 ho conseguito il diploma di sommelier. A tutti coloro che sono appassionati di vino, dico che bisogna sempre provare e degustare vini diversi, cercando di capire quello che il vino ci trasmette, perché il vino non va bevuto! Il vino va degustato!!

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